“L’ Italia deve smettere di lagnarsi e dev’essere più ottimista per il futuro”: lo sostiene Maarten van Aalderen, collega olandese a Roma dal 1990, nel libro “Il bello dell’Italia” (Albeggi Edizioni), che ha presentato ieri alla Stampa Estera. Il volume raccoglie gli apprezzamenti verso il nostro paese espressi da 25 corrispondenti della stampa estera, che fanno ammenda dei frequenti giudizi negativi che si trovano a esprimere, dal momento che “il giornalismo spesso si concentra sulle cattive notizie”. Tra le “unicità” narrate dai colleghi: il volontariato, la creatività, Eataly e il pieveloce Renzi. Nei primi commenti la sintesi dei nostri pregi descritti dal volume e narrati dall’Ansa.
Il blog di Luigi Accattoli Posts
Un’amica di nome Fabiana mi segnala questo motto di Pasquale Pirone – che non conosco – trovato in Rete: “Tutto passa, tutto va via, per cui se puoi scatta sempre una fotografia”. Suona male ma dice qualcosa della mania universale di scattare sempre, a me incomprensibile. Per via Cavour – che è qui sotto – folate di turisti fotografano dall’alba al tramonto. I tabelloni dei bus, le lastre del marciapiede: tutto. Poi si fermano in crocchio a controllare com’è venuto il tabellone romano.

Visitatori belli vi dedico questa immagine che viene dall’Egitto e che dice qualcosa del nostro tempo e della passione che siamo chiamati a vivere. Nel primo commento segnalo la fonte da cui la prendo, che è un nuovo sito che nasce con la Quaresima in cui oggi entriamo: chicercate.net
“Offriamo questa Messa per i nostri 21 fratelli copti, sgozzati per il solo motivo di essere cristiani. Preghiamo per loro, che il Signore come martiri li accolga, per le loro famiglie, per il mio fratello Tawadros, che soffre tanto. ‘Sii per me difesa, o Dio, rocca e fortezza che mi salva, perché tu sei mio baluardo e mio rifugio; guidami per amore del tuo nome'”: così stamane il Papa al Santa Marta, all’inizio della celebrazione.
“Oggi ho potuto leggere dell’esecuzione di quei ventuno o ventidue cristiani copti. Dicevano solamente: ‘Gesù aiutami!’. Sono stati assassinati per il solo fatto di essere cristiani. Il sangue dei nostri fratelli cristiani è una testimonianza che grida. Siano cattolici, ortodossi, copti, luterani non importa: sono cristiani! E il sangue è lo stesso. Il sangue confessa Cristo. Ricordando questi fratelli che sono morti per il solo fatto di confessare Cristo, chiedo di incoraggiarci l’un l’altro ad andare avanti con questo ecumenismo, che ci sta dando forza, l’ecumenismo del sangue. I martiri sono di tutti i cristiani”: così Francesco stamane incontrando il moderatore della Chiesa di Scozia. Nel primo commento la telefonata del Papa al Patriarca copto.

Le oche della martire Eulalia sono tredici come i suoi anni: sono andato a cercarle nel chiostro della cattedrale di Barcelona, le ho contate e ho ragionato con loro in lungo e in largo. Nel primo commento un passaggio della disputa.
“Io non credo che quelli di Papa Francesco, che semplifica il linguaggio della comunicazione ecclesiastica e lo riconduce al Vangelo, siano errori comunicativi, come si usa dire: egli conosce l’apparato delle distinzioni che si sono accumulate nei secoli e la loro utilità in sede accademica, ma ritiene di doverne uscirne per parlare una lingua nuova, di annuncio diretto, da uomo a uomo, che non resti prigioniera del filtro culturale che lo farebbe arrivare al destinatario – quell’annuncio – come elemento di scuola e di erudizione”: è un passaggio della lectio che ho tenuto stamane all’Università Ramon Lullo di Barcelona su La Chiesa e la comunicazione al tempo di Papa Francesco..

Sono a Barcelona e ne ho approfittato per tornare alla Sagrada Familia dove ho fatto foto per voi. Questa delle vetrate al tramonto valga come prologo e altre ne trovate nei commenti.
“Lasciami la presunzione che tu abbia bisogno di me”: fumetto di un cagnetto in vicolo San Clemente, a Brescia, nella zona del Foro di Brixia. Neanche stavolta sono a Brescia, ma si tratta di un appunto preso in occasione dell’ultima visita, come per la scritta dell’altro ieri.
“Quanto è bello quando io passo fra di voi e vedo i papà e le mamme che alzano i loro figli per essere benedetti: ma questo è un gesto quasi divino. Grazie per farlo”: così Francesco poco fa all’udienza generale.
8 Commenti