Il blog di Luigi Accattoli Posts

“Lasciami la presunzione che tu abbia bisogno di me”: fumetto di un cagnetto in vicolo San Clemente, a Brescia, nella zona del Foro di Brixia. Neanche stavolta sono a Brescia, ma si tratta di un appunto preso in occasione dell’ultima visita, come per la scritta dell’altro ieri.

“Franci ho fatto una cazzata però ti amo. Mi manchi”: scritto su un muro di Brescia davanti al Liceo Ginnasio Arnaldo. Non sono a Brescia e quella scritta l’avevo letta in occasione della mia ultima visita, ma oggi l’ho ritrovata tra le carte e la metto perché sempre mi raggiungono le scritte che suonano come interpellanze dirette, messaggi che solo messi sul muro o a terra possono arrivare a destinazione. Vedi tra quelle già segnalate: Tua moglie ti ama – ritorna, Davide parlami, Martina perdonami, Tobi ti amo ancora.

Ieri al campo profughi di Ponte Mammolo, l’abbraccio del Papa ai poverelli in mezzo a un gruppo di equadoregni, con intorno africani, afghani, pakistani, ucraini, rom. Lo chiamano “Papa”, “Padre”, lo ringraziano della sorpresa, gli avvicinano i bambini e lui dice “Ora preghiamo il Padre del Cielo”. Il “Padre nostro” lo dice in castellano, dopo aver chiesto quanti lo conoscono: “Tutti, siamo latino-americani”. Li benedice, chiede preghiere. Se Francesco uscisse di più. Se i parroci avessero tutti il cuore di don Aristide che l’ha portato da chi più ne aveva bisogno e meglio poteva capirlo.

“C’è cibo per tutti, ma non tutti possono mangiare” – “E’ necessario, se vogliamo realmente risolvere i problemi e non perderci nei sofismi, risolvere la radice di tutti i mali che è l’inequità” – “Per favore, [voi responsabili della cosa pubblica] siate coraggiosi e non abbiate timore di farvi interrogare nei progetti politici ed economici da un significato più ampio della vita” – “La terra ci è stata affidata perché possa essere per noi madre, capace di dare quanto necessario a ciascuno per vivere” – “Dobbiamo custodire la terra non solo con bontà ma anche con tenerezza”: sono frammenti del video messaggio del Papa per l’incontro che si è tenuto ieri a Milano in vista dell’Expo.

Sono per l’autorizzazione a procedere contro Calderoli detto l’orango. Ho argomentato qui più volte la mia opinione e la confermo ora che il Pd – di cui sono elettore – mostra qualche incertezza. Non è opportuno che stia al vertice delle istituzioni chi sfigurerebbe all’osteria. “Ma Calderoli è intelligente”: è vero, e la faccenda è per questo ancora più grave. Fosse un grullo potremmo intenderla com’una grullata, ma stante il personaggio, è autentica istigazione. Prendete un pirlotto della Lega – ce ne sono, li ho visti in Pontida – che ha sempre pensato ai negher come a delle scimmie: ascoltando l’allocuzione dell’orango avrà concluso: “Ma allora è vero”.

Lo stesso 4 febbraio nel quale la Giordania giurava vendetta al Califfato (vedi post precedente), contro il Califfo e i suoi scherani Ahmed Al Tayeb, grande imam della moschea egiziana di Al Azhar, pronunciava la più drastica delle invettive: “Devono essere uccisi, crocifissi e bisogna tagliare loro le mani e i piedi”. Chiedevamo tutti alle autorità islamiche di condannare il Califfato – la più alta di quelle autorità la sua condanna l’ha fatta – e noi ne restiamo gelati. Io ne resto gelato.

«Mentre devono essere fatti tutti gli sforzi per combattere il terrorismo e far pagare le conseguenze ai responsabili, la nostra reazione alla minaccia posta dal Daesh (lo Stato islamico nell’acronimo in arabo) deve essere in linea con i nostri valori comuni di giustizia e diritti dei prigionieri. La posizione europea contro la pena capitale resta invariata»: sono parole dell’alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Federica Mogherini. Mi affido a esse per riflettere sull’impensabile incendio islamista. Un prigioniero bruciato vivo, due prigionieri giustiziati per rappresaglia. La Giordania confina con l’Iraq e con la Siria, terre dell’Isis. Se ci fosse davvero un’azione di terra. Ma confinanti sono anche i principi del terrore e della vendetta. Uno non sa che aspettarsi.

Mattarella ha appena giurato e fa un’ottima promessa: “L’arbitro dev’essere e sarà imparziale: i giocatori lo aiutino con la loro correttezza”. “Al Presidente Napolitano che, in un momento difficile, ha accettato l’onere di un secondo mandato, un ringraziamento particolarmente intenso”: nei commenti riporterò altre parole di Mattarella che considero di buon auspicio.