Il blog di Luigi Accattoli Posts

Piango i quattro israeliani uccisi dai due massacratori palestinesi in quella sinagoga di Gerusalemme: Moshe, Aryeh, Kalman, Avraham. Non voglio che siano morti. Non voglio che muoiano i palestinesi che saranno colpiti dal pugno di ferro annunciato da Netanyahu. Lo dico a Dio, non c’è altri che ascolti.

Aggiornamento al 19 novembre. “Seguo con preoccupazione l’allarmante aumento della tensione a Gerusalemme e in altre zone della Terra Santa, con episodi inaccettabili di violenza che non risparmiano neanche i luoghi di culto”: è l’incipit del ricordo delle vittime di Gerusalemme fatto stamane dal Papa al termine dell’udienza generale.

Caro Paolo, il 17 novembre, per i tuoi sessant’anni, il nostro regalo sarà una preghiera o un pensiero condiviso a distanza. Lo proponiamo a chi ti vuole bene in ogni parte del mondo, alle 19 ora italiana. Pregheremo per te e per tutte le altre persone private della libertà. Noi pregheremo per i vescovi e gli altri preti di cui, come te, non si hanno più notizie da tempo. Pregheremo per la pace e la giustizia in quella regione. Noi pregheremo affinché un po’ di luce o un soffio di vento possano dare sostegno e conforto a te e a tutte le persone che da troppo tempo stanno soffrendo. Caro Paolo ti vogliamo bene e continuiamo con insistenza e speranza ad aspettarti. La tua famiglia” – Mi unisco alla famiglia. Grazie Paolo per la luce degli occhi che hai nelle foto e che conobbi un pomeriggio di giugno a Damasco nel 2001.

Cittadini e immigrati, con i rappresentanti delle istituzioni, possono incontrarsi, anche in una sala della parrocchia, e parlare insieme della situazione. L’importante è non cedere alla tentazione dello scontro, respingere ogni violenza. E’ possibile dialogare, ascoltarsi, progettare insieme, e in questo modo superare il sospetto e il pregiudizio e costruire una convivenza sempre più sicura, pacifica ed inclusiva”: così il Papa all’angelus sugli scontri tra residenti e immigrati che stanno malamente marcando Roma, Milano, Napoli e tante altre città europee, “specialmente in quartieri periferici segnati da altri disagi”, ha detto Francesco. Un mio spunto pratico nel primo commento.

Aggiornamento notturno. Qui commento le parole dette ieri dal Papa ai medici: Francesco sulla “falsa compassione” dell’aborto e dell’eutanasia

“Quando sarò grande io che sono autistico andrò in giro per il mondo a vedere donne incinte per capire se i loro bimbi sapranno parlare e per curarne l’autismo. Io giocherò con i loro bimbi per aiutarli a crescere e a imparare a parlare”: parole di Federico De Rosa, un ragazzo autistico romano che non parla ma usa bene il computer e con esso ha scritto un libro intitolato Quello che non ho mai detto (San Paolo 2014, pp. 160, euro 14). Afferma d’averlo scritto per aiutare altri ragazzi come lui a “uscire dalla prigione” dell’autismo: un bacio a Federico e un bicchiere di Vino Nuovo alla sua coraggiosa famiglia.

Contra Bergolium 4 – Gli oppositori di Francesco – come già segnalato – usano argomenti grandi e piccoli, soprattutto i piccoli, più maneggevoli, per mostrare che il Papa argentino è inadeguato. “Non ha mai nominato Asia Bibi” è uno degli argomenti: Paul Bhatti ha chiesto il silenzio stampa “per meglio aiutare Asia Bibi” ma tant’è, in mancanza di meglio si ripete di giorno e di notte quell’accusa. E ora si mena scandalo, con tono appenato, per il “fatto” che Francesco avrebbe invitato Suor Cristina e Patti Smith al Concerto di Natale. E’ noto anche alle capre che il Concerto di Natale non c’entra con il Vaticano e che dunque non è il Papa a fare gli inviti, ma che importa: per gli oppositori Francesco è inadeguato, questo è il punto, se poi sia stato lui a fare quegli inviti (come sono convinti), o non sia stato lui (com’è la verità), per loro è secondario.

Bambina di prima elementare rimproverata dalla mamma che trova una nota nel quaderno: “Ha dimenticato due volte di fare il disegno del gatto che avevamo visto in un cartone”. “Fede come mai non hai fatto il disegno? Ti sei dimenticata due volte di farlo?” – “Mamma è la vita, non lo sai?”

“Seguo con grande trepidazione le drammatiche vicende dei cristiani che in varie parti del mondo sono perseguitati e uccisi a motivo del loro credo religioso. Sento il bisogno di esprimere la mia profonda vicinanza spirituale alle comunità cristiane duramente colpite da un’assurda violenza che non accenna a fermarsi, mentre incoraggio i Pastori e i fedeli tutti a essere forti e saldi nella speranza. Per tutti i cristiani perseguitati perché cristiani preghiamo ora il Padre Nostro”: così Francesco poco fa all’udienza in piazza.

Mi sono fatto l’idea che Berlusconi con le frenate sulle riforme voglia ripetere la sceneggiata della Bicamerale dalemiana: si va avanti finchè serve per occupare la scena e stare nei giochi, ma quand’è l’ora di concludere si fa saltare tutto. Vedremo in questi giorni se gli riesce con Renzi quello che gli riuscì con D’Alema, ma io credo che no, perchè tra baffino e il rottamatore c’è una differenza: il primo inarca il baffo, il secondo è uno spazzaneve. Ero un giorno in un paese del milanese, aveva nevicato e si sentì l’arrivo di un camion con la pala per la neve: “è arrivata la calà”, diceva la gente.

“Se Nennolina e Silvio arriveranno alla beatificazione, avremo queste punte di santità bambina: Nennolina 7 anni, Giacinta 9, Francisco 10, Maria 11, Silvio 12”: leggendo tutto intenderete i cinque nomi. L’altro ieri – ero a Verona – il Corsera mi chiese un articolo sui santi bambini, richiesta provocata dal riconoscimento delle “virtù eroiche” di Silvio Dissegna (vedi post di sabato). Lo feci destreggiandomi tra l’impegno pubblico che mi aveva portato a Verona, la cena sociale che ne seguì e la fretta del quotidiano. Ma all’ultimo la pagina sui 43 ragazzi messicani ha soppiantato quella vaticana e il mio articolo non è stato pubblicato. Lo si può leggere qui, in nota al profilo di Silvio.

Ero ieri a Verona e sono domani a Vicenza per Papa Francesco: gli argomenti e i testi delle due conversazioni li puoi vedere nella pagina Conferenze e dibattiti. Lì puoi leggere anche qualcosa di quello che ho detto mercoledì a Centallo. Oggi giorno di vacanza a Verona, con un amico che mi porta per le colline della riva sinistra dell’Adige, da Castel San Pietro al crinale delle Torricelle che divide la Valdonega dalla Valpantena. Mia emozione a vedere dall’alto il Ponte Pietra e l’Arena, Sant’Anastasia, San Fermo, la Cattedrale e San Zeno e il Teatro Romano. Ma prima e più di tutto la “S” che l’Adige disegna in mezzo alla città, venendo da Parona e andando verso San Michele. Nel primo commento i versi di un poeta vernacolo che esprime su quella “S” sentimenti simili ai miei. Nel secondo una scritta letta su un muro, che mi riporta dalla poesia alla prosa.