Il blog di Luigi Accattoli Posts

Al termine della messa con gli anziani, in piazza San Pietro, Francesco ha ricordato il Sinodo: “Domenica prossima inizierà l’Assemblea Sinodale sul tema della famiglia. Qui è il responsabile principale, il cardinale Baldisseri. Pregate per lui, perché ce la faccia… Invito tutti, singoli e comunità, a pregare per questo importante evento e affido questa intenzione all’intercessione di Maria Salus Populi Romani”. Nel primo commento il saluto di Francesco a Benedetto, presente all’incontro con i nonni.

Aggiornamento al 29 settembre. Sul Papa di sabato e di ieri, ecco due miei articolini:
Francesco ai Gesuiti sulla Chiesa sballottata
I due Papi in piazza San Pietro con gli anziani

“Andate in tutto il mondo e infiammate ogni cosa, portando a ogni uomo il fuoco del Vangelo che salva”: con queste parole poco fa Francesco ha concluso il Vespro di ringraziamento per il secondo centenario della ricostituzione della Compagnia di Gesù. Le ha pronunciate – dice il libretto della celebrazione – consegnando il Libro dei Vangeli al Superiore Generale dei Gesuiti “perché sia manifesta la missione della Compagnia di essere inviata a evangelizzare e incendiare il mondo con la Parola di salvezza”. Mi chiedo da dove sia presa questa formula fiammeggiante. Sono forse parole di Ignazio di Loyola? Chi sa m’informi.

Lungomare di Riccione, passeggiata tra luce e vento. Stabilimenti che smobilitano, qualche sparuto ombrellone ancora aperto con cagnetto accanto. Per via Rimini un ramarro che cerca il sole porta l’occhio che lo segue a una scritta sul muro: “Mi hai detto che è stato troppo facile. Te lo giuro: a me non è mai capitato”. L’interpreto come un commento di fine stagione alla vanteria di chi ha molto rimorchiato nell’estate.

Piccole novità sono venute dal Vaticano mentre io in treno contavo gli stormi della maremma come i bambini contano i tir in autostrada: vedi post precedente. Una telefonata dal Corsera mi chiede un commento al rinnovo della Commissione teologica internazionale e io lo scrivo alla rinfusa, tra il treno e l’albergo. Mi richiamano trafelati mentre io mangio polenta e cinghiale per dirmi: abbiamo buttato la pagina, hanno arrestato il nunzio. “Non posso scrivere perchè sto cenando con il cinghiale e mi aspettano sul palco”. Il commento sul nunzio me lo richiedono il giorno dopo – cioè ieri – e stavolta viene pubblicato. Ecco i miei commenti ferroviari:

Da due a cinque le teologhe del Papa

Se Francesco arresta il nunzio pedofilo

“In un mondo così grigio e incazzato i colori sono la soluzione”: letto ieri sul muro che costeggia il binario 5 della Stazione San Pietro, a Roma, affacciandomi dal Regionale Veloce che mi portava a Grosseto. A Grosseto ho mangiato polenta e salsiccia di cinghiale nella “tenda ristorante” dell’affollatissima festa della Parrocchia Santa Lucia, dove poi ho parlato sul tema “Papa Francesco e la riforma della Chiesa in uscita missionaria”.

Bersani ha perso le sue elezioni difendendo il finanziamento dei partiti e ora vorrebbe riperderle per salvare l’insegna dell’articolo 18: servitù ideologiche e vocazione minoritaria tra loro avvinghiate. Civati evoca la scissione: se dal Pd si staccasse una scheggia, lui in quella avrebbe la maggioranza. Meglio primo in un villaggio delle Alpi, vero Pippo?

“La gente deve stare chiusa in casa. Noi operatori sanitari ci muoviamo con permessi speciali. La ricerca viene fatta capanna per capanna: portiamo sapone, diamo informazioni corrette sulla malattia, controlliamo tutti gli abitanti”: parole di Clara Frasson, di “Medici con l’Africa – Cuamm”, che si trova in Sierra Leone. La saluto con un bicchiere di Vino Nuovo e le mando un bacio di solidarietà.

“Noi possiamo domandare a loro: ma come avete fatto a sopravvivere a tanta tribolazione? E ci diranno questo che abbiamo sentito nella Seconda Lettera ai Corinzi: ‘Dio è Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione. E’ stato Lui a consolarci!’ Hanno sofferto fisicamente, psichicamente, e anche quell’angoscia dell’incertezza: se sarebbero stati fucilati o no, e vivevano così, con quell’angoscia. E il Signore li consolava… Penso a Pietro, nel carcere, con le catene; tutta la Chiesa pregava per lui. E il Signore consolò Pietro […]. Se voi cercate consolazione altrove, non sarete felici! […] Oggi abbiamo toccato i martiri”: così il Papa nel pomeriggio a Tirana, durante il Vespro in cattedrale rievocando la gran quantità di martiri che ebbero le Chiese di quel paese sotto la dittatura comunista. Nei primi commenti altre parole di Francesco nell’intensa giornata.

Con questo paesaggio della “Madonna di Foligno” di Raffaello segnalo la gioia di quella città per aver riavuto in visita un quadro che ha segnato la sua storia e ancora ne segna il nome. Sono stato a Foligno per l’Assemblea diocesana e mi hanno ospitato nel Monastero di Sant’Anna dove il quadro era stato per duecento anni. Nei primi commenti la vicenda del quadro e l’occasione della mia andata a Foligno.

“Ricominciamo… mi manchi”: scritto in grande, nello zoccolo di un casamento di via Badoero, sulla sinistra di chi l’imbocchi venendo dalla fermata Garbatella della Metro B. Poco più avanti, svoltando in via Caffaro trovi – sempre a sinistra – un altro epigramma che mi pare tracciato dalla stessa mano: “Ma io non potrò mai smettere di amarti sorry”.