Il cacciatore contadino mi guida per il campo a raccogliere le fave fresche, dopo avermi mostrato nella serra l’innesto dei pomodori. E io che scopro solo oggi quest’arte: quand’ero anch’io un contadino – un contadinello – e andavo a caccia con mio padre, in questa campagna tra Recanati e Osimo si innestavano soltanto le viti, i persechi, i bricoccoli. “Oggi si innestano meloni, angurie, melanzane” e indica i solchetti con le piantine ferite e rinnovate. Mostra il giardino con l’allevamento delle lumache, l’arnia con lo sciame che si viene formando fuori della porticina e già tutta la parete è nera di api zuppe di miele. Mi descrive come cattura lo sciame e io gli racconto come lo catturava Virgilio nel quarto libro delle “Georgiche”.
Il blog di Luigi Accattoli Posts
Riunnovo la mia carezza a Papa Benedetto che torna ad abitare in Vaticano, albero della preghiera piantato nel recinto di San Pietro. Esempio per ognuno che si senta chiamato a essere ovunque pianticella di preghiera. Nel recinto di San Pietro: che è un luogo affollato e anche indaffarato, ma forse non affollatissimo di preghiera e di carità. Da oggi pomeriggio esso dispone di una nuova esemplarità. Lungo gli ultimi vent’anni aveva già conosciuto le monache di clausura (clarisse, carmelitane scalze, benedettine, visitandine) che erano là solo per pregare e le suore di Madre Teresa con la loro Casa della Carità. Ora c’è là un Padre che è passato dalla parte delle donne e ha preso alloggio nella casa che fu loro per occuparsi come loro di quello che più conta. Un Papa che ha scelto per sè l’ombra in cui loro vivevano. Per abitarla rivolto a Dio.
“Quando la società è organizzata in modo che non tutti hanno la possibilità di lavorare, quella società non va bene: non è giusta! Non pagare il giusto, non dare lavoro, perché soltanto si guarda ai bilanci, ai bilanci dell’impresa: quello va contro Dio! Un titolo che mi ha colpito tanto il giorno della tragedia del Bangladesh, ‘Vivere con 38 euro al mese’: questo era il pagamento di queste persone che sono morte. E questo si chiama ‘lavoro schiavo!’. Le persone sono meno importanti delle cose che danno profitto a quelli che hanno il potere politico, sociale, economico. Oggi ci fa bene riascoltare la voce di Dio, quando si rivolgeva a Caino dicendogli: ‘dov’è tuo fratello?’. Oggi, invece, sentiamo questa voce: dov’è tuo fratello che non ha lavoro? Dov’è tuo fratello che è sotto il lavoro schiavo?”: così il Papa stamane nell’omelia al Santa Marta. Un appello “contro la tratta delle persone, all’interno della quale figura il lavoro schiavo” Francesco l’ha rivolto anche a conclusione dell’udienza generale.
«Il carcere o ti annienta o ti migliora. A me ha fatto capire gli altri e l’esistenza dal punto di vista degli altri. Mi ha mostrato come essere utile e mi ha insegnato l’umiltà»: parole di Davide Sarpedonti volontario a Milano in una Casa di Solidarietà. Già factotum di Raul Gardini (suicida nel 1993, travolto da tangentopoli), vive spericolatamente la sua stagione di gestore rampante e gaudente di grandi ricchezze, che termina con una condanna a 24 anni – ridotti poi a 14 – per bancarotta fraudolenta. Alle sue sagge riflessioni sugli errori di una vita brindo con un bicchiere di Vino Nuovo.
“La vergogna è una vera virtù cristiana e anche umana: la capacità di vergognarsi. Io non so se in italiano si dice così, ma nella nostra terra a quelli che non possono vergognarsi gli dicono ‘sin vergüenza’, senza vergogna: questo è ‘un senza vergogna’, perché non ha la capacità di vergognarsi e vergognarsi è una virtù dell’umile, di quell’uomo e di quella donna che è umile. E’ necessario mettersi di fronte al Signore con la nostra verità di peccatori, con fiducia, anche con gioia, senza truccarci… Non dobbiamo mai truccarci davanti a Dio! E la vergogna è una virtù: benedetta vergogna. Questa è la virtù che Gesù chiede a noi: l’umiltà e la mitezza: umiltà e mitezza sono come la cornice di una vita cristiana. Un cristiano va sempre così, nell’umiltà e nella mitezza. E Gesù ci aspetta per perdonarci“: così ha parlato Papa Francesco stamane nell’omelia del mattino al Santa Marta.
Aggiornamento al 30 aprile. “Affidare la Chiesa al Signore è una preghiera che fa crescere la Chiesa. E’ anche un atto di fede. Noi non possiamo nulla, noi siamo poveri servitori – tutti – della Chiesa: ma è Lui che può portarla avanti e custodirla e farla crescere, farla santa, difenderla, difenderla dal principe di questo mondo e da quello che vuole che la Chiesa diventi, ovvero più e più mondana. Questo è il pericolo più grande! Quando la Chiesa diventa mondana (…) è una Chiesa debole, una Chiesa che sarà vinta e incapace di portare proprio il Vangelo, il messaggio della Croce, lo scandalo della Croce… Non può portarlo avanti se è mondana”. Così il Papa all’omelia di questa mattina.
Graziano Del Rio, nove figli, sindaco di Reggio Emilia, nuovo ministro agli Affari Regionali, era stato protagonista di un mio post del 2010 intitiolato Sindaci padri a Reggio Emilia e a Rho. Eccolo qui all’arrivo al Quirinale accompagnato da cinque figli come frecce nella faretra.
“Sobria soddisfazione per la squadra che siamo riusciti a comporre”. “Record di presenza femminile e ringiovanimento”. Così Letta. E Napolitano subito dopo: “E’ un governo politico, nato dall’intesa delle forze che garantiranno la fiducia nelle due Camere”. “Il governo si metta a lavorare rapidamente”. Ministro all’integrazione una immigrata dall’Africa: Cecile Kyenge, medico congolese, parlamentare del Pd. Iosefa Idem allo sport. No ai ministri di precedenti governi, ma ci sono Cancellieri, Bonino, Moavero. Bonino era nelle quirinarie dei grilli. Se conto bene le donne sono otto su ventuno. Sovrarappresentati i cattolici, sottorappresentata l’ala ex Ds del Pd. Ma anche Renzi il rottamatore. Zanonato fa presente Bersani. Ben rappresentato Berlusconi con Alfano. Ma Angelino è sia il migliore portavoce di Silvio sia la migliore sagoma per il suo tiro a segno.
Ieri il Padre Lombardi ha informato che il Pontefice emerito dovrebbe rientrare da Castel Gandolfo in Vaticano, dove alloggerà nel Monastero Mater Ecclesiae, “tra la fine di aprile ed i primi giorni di maggio”. Ha detto anche che Papa Francesco continuerà a risiedere al Santa Marta dove “si trova molto bene: al momento non sembra voler cambiare alloggio, anche se non si tratta di una decisione definitiva”. Mi sono fatto l’idea che resterà sempre al Santa Marta ma non lo dirà per evitare la canea delle interpretazioni e delle critiche. Credo di aver capito che questo sarà il suo modo di procedere, nelle grandi come nelle piccole cose: si tratti del “gruppo” degli otto cardinali, o dell’appartamento. Del resto non si fa così in famiglia, quando una qualche faccenda rischia di provocare ferite? La mamma compra la bicicletta al figlio mentre il papà – che era contrario – è in viaggio: poi il fatto medica le parole.
Sono stato al matrimonio di Maria Bachelet e Tommaso Giuntella, cognomi che spesso ricorrono in questo blog. La grande chiesa di Cristo Re a Viale Mazzini era piena di giovani, la sposa era in bianco, cantavano molto bene This little light of mine, Give me oil in my lamp e altri canti gospel. A chi conosce le due famiglie dedico – nel primo commento – un’invocazione della preghiera dei fedeli che faceva memoria di chi non era presente, a tutti – con il secondo commento – segnalo le intenzioni dell’ultima invocazione, letta con lunghe pause di implorazione silenziosa. Non potevo avere migliore mattinata.
“E quando la Chiesa vuol vantarsi della sua quantità e fa delle organizzazioni, e fa uffici e diventa un po’ burocratica, la Chiesa perde la sua principale sostanza e corre il pericolo di trasformarsi in una ong. E la Chiesa non è una ong. E’ una storia d’amore … Ma ci sono quelli dello Ior … scusatemi, eh! .. tutto è necessario, gli uffici sono necessari … eh, va bè! Ma sono necessari fino ad un certo punto: come aiuto a questa storia d’amore. Ma quando l’organizzazione prende il primo posto, l’amore viene giù e la Chiesa, poveretta, diventa una ong. E questa non è la strada”. – Parole di Papa Francesco dette stamane durante l’omelia nella messa del mattino al Santa Marta, alla quale erano presenti anche dipendenti dello Ior. Attendevo queste parole: leggi qui: Serve una banca vaticana?
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