Come narrato in un post di tre giorni addietro, il 2 gennaio ho visto a Milano, nella Sala Biagi della Libreria Rizzoli, in Galleria, dieci lavori di Paolo Guerriero, mio amico Down di 28 anni che è alla sua terza mostra [sarà visibile fino al 20 gennaio]. Festeggio l’incontro con un bicchiere di Vino Nuovo e qui riporto cinque foto dei suoi lavori che sono sculture in legno e dipinti. Nella prima c’è Paolo che saluta i miei visitatori abbracciato al “Cane a cinque zampe” che dà il titolo alla mostra: Cinque velocissime zampe. Paolo ama il fuoco – “mi piace guardarlo” – gli animali e i colori forti, per primo il rosso che è amico del fuoco. Le foto narrano queste sue passioni.
Il blog di Luigi Accattoli Posts
Buon 2013 a Bersani: alle primarie ho votato per Renzi, scommettendo su un’accelerazione del cambiamento, ma apprezzo la serietà e lo humor del segretario. E’ giusto che abbia una possibilità di misurarsi con il governo del Paese, ne ha i numeri e la preparazione. Gli auguro in particolare di chiarire al più presto l’intreccio di politiche contrastanti che è venuto tessendo con Vendola e che potrebbe assimilare il suo destino a quello di Prodi. C’è tra lui e Vendola un accordo sulle decisioni da prendere a maggioranza “e poi si vota secondo la decisione” che è un criterio ovvio in una coalizione ma che il massimalismo nostrano non ha mai assimilato. Sarebbe gran cosa se Bersani riuscisse a domare questa scimmia.
Ero ieri alle 15,30 alla stazione Duomo del Metro milanese (vedi post precedente), in attesa del treno della linea rossa per Molino Dorino, quando annunciano l’interruzione del “servizio” tra le stazioni Palestro e Pasteur “a causa di un tentativo di suicidio”. Leggo oggi nella cronaca del Corsera che il tentativo è riuscito: un italiano, nato nel 1962, è saltato giù tra i binari mentre un treno era in arrivo alla stazione Loreto. “Primo suicidio in metropolitana a Milano nel 2013” annota il cronista. Mi torna all’orecchio il commento di una signora al momento dell’annuncio: “Ma ti vai a suicidare proprio il due gennaio?” Un tentativo – non riuscito – c’era stato il 30 dicembre sulla linea verde a Lambrate e posso immaginare altri commenti: “Ma non poteva aspettare un giorno?” Il fatto è che davanti alla morte non abbiamo parole e non le abbiamo due volte davanti alla morte volontaria. Poi si sa che il popolo ambrosiano è commentante tra tutti.
Bella giornata milanese sotto la pioggia e con abbaiante mia tosse ma in compagnia di Isa – condizione già di suo felice – ad incontrare Paolo Guerriero nella sala della sua mostra intitolata CINQUE VELOCISSIME ZAMPE (vedi post del 30 dicembre, ultime due righe), a vedere la mostra COSTANTINO 313 DOPO CRISTO al Palazzo Reale, a fare visita alla tomba di Martini in Duomo nella cappella del Crocifisso: Carlo Maria Martini / 1927-2012 / cardinale / arcivescovo di Milano / 1980-2002 / Lampada per i miei passi / è la tua Parola, / luce sul mio cammino / Salmo 119, 105. Di Paolo Guerriero che nessuno conosce ma che mi è caro e di Costantino feroce e “santo” vi parlerò quando avrò cessato dall’abbaiare. Per Martini invece vi rimando a un mio testo niente male pubblicato da IL REGNO in occasione della morte: In memoria del cardinale Martini e della sua libertà di parola. Lo segnalo tre mesi dopo la pubblicazione perché allora qui c’era troppa animosità sull’argomento. Animosità che trovavo stolta mentre avevo fiducia che il mio ricordo guadagnasse qualcosa alla distanza.
“Chi sono gli operatori di pace? Sono tutti coloro che, giorno per giorno, cercano di vincere il male con il bene, con la forza della verità, con le armi della preghiera e del perdono, con il lavoro onesto e ben fatto, con la ricerca scientifica al servizio della vita, con le opere di misericordia corporale e spirituale. Gli operatori di pace sono tanti, ma non fanno rumore. Come il lievito nella pasta, fanno crescere l’umanità secondo il disegno di Dio“: parole dette ora da Benedetto all’Angelus della Giornata della pace. Invito i visitatori a completare o esemplificare il bell’elenco degli operatori proposto dal papa. Quando ha nominato la ricerca al servizio della vita ho pensato alla cara figura di Rita Levi Montalcini: lei è stata operatrice di pace sia non cedendo alla persecuzione razziale e politica, sia dedicando la vita allo studio del cervello umano. Considero una fortuna averla conosciuta e avere scambiato con lei qualche opinione in occasione di attività pubbliche della Pontificia Accademia delle Scienze e della Comunità ebraica di Roma alla quale apparteneva.
Buon anno nuovo all’onorevole Berlusconi, il cui ritorno in scena trovo improvvido e quasi incomprensibile. Immagino che questa sarà la sua ultima battaglia politica e gli auguro di poterne conservare comunque un buon ricordo una volta tornato alla vita privata. Gli auguro anche di poter attuare quel ritorno con il minimo di danni sul piano giudiziario e della salute. Che questa gli resti intera e l’accompagni a lungo.
Vado alle 08.30 al gazebo di Piazza Madonna dei Monti, nessuno in giro, luce sui sampietrini, a votare alle primarie del Pd per le candidature al Parlamento e voto per Roberto Giachetti e Lorenza Bonaccorsi: li ho scelti perché sono gli unici tra i candidati romani che abbiano votato per Renzi. Isa, bersaniana, segna i nomi di Vincenzo Vita e Maria Coscia. Scopro sul posto – ma Isa è più sveglia e lo sapeva – che volendo dare due nomi, dovevo mettere un uomo e una donna: “Se no il voto non è valido” ripeteva a tutti lo scrutatore che distribuiva le schede. Approvo questa norma. Faceva freddo e non aiutava la polemica bofonchiata dalla signora che era davanti a me: “Ma che nomi che troviamo, sempre quelli”. Facce lunghe degli scrutatori. Poi di corsa al treno per Milano, fine d’anno dai parenti, in programma la mostra Costantino 313 dopo Cristo al Palazzo Reale e quella in Galleria di Paolo Guerriero, un ragazzo Down – mio amico – che scolpisce il legno e dipinge. Ve le racconterò: basta a ogni giorno la sua letizia.
“La vita è fatta di cose semplici e sono queste che danno gioia. Il nostro ideale era e rimane quello di stare insieme noi due con i nostri cari e di volerci bene“: parole di Giulio e Natalina Viviani, fiorentini, 102 anni lui, 93 lei, sposati da 73 anni. Sono stati intervistati da don Fabio Marella per le pagine fiorentine di “Toscana Oggi” e alle loro sagge parole brindo con un bicchiere di Vino Nuovo. Giulio e Natalina, felici della mia intenzione di inserire la loro storia nel blog, mi hanno fatto inviare da don Fabio alcune foto: una che li ritrae con le figlie Gabriella e Franca e i generi e i nipoti e i pronipoti. Eccone una nella quale il nonno abbraccia durante la siesta uno dei pronipoti: tra loro, cento anni di differenza!

Chiedo aiuto ai visitatori – come già in altre occasioni – per una ricerca sul battesimo degli adulti che ho messo in cantiere per la rivista IL REGNO: chi conosce un adulto che abbia chiesto il battesimo me ne racconti le ragioni. Tra le mie “storie di Vangelo” ho narrato di Surendra Narne, indiano, otorinolaringoiatra a Padova, che mi ha detto: “E’ l’amore per il prossimo che ho visto praticato dai cristiani che mi ha convertito”. Enrico Barzaghi è un giovane milanese che muore di Aids a trent’anni il 15 gennaio 1990 avendo avuto il battesimo qualche mese prima. In ospedale legge i Vangeli e si fa cristiano: “Si è battezzato per un atto d’amore” dice la mamma Ursula. Alessandra Mattiazzi, infermiera a Montebelluna, Treviso, si dice convertita dalla “serenità contagiante dei morenti nella speranza della risurrezione”. Di contagio della fede nella risurrezione parla anche Darshan-Giovanni Singh, indiano che vive da 23 anni in Italia e che è stato battezzato la scorsa Pasqua a Vittorio Veneto insieme alla sposa e ai due figli. Mandatemi altre storie di battesimi chiesti e avuti da adulti. Indicatemi testi o siti dove sono narrate. Intervistate chi avete visto ricevere il battesimo nella vostra parrocchia una delle ultime notti di Pasqua. Considero il blog un laboratorio per il mio lavoro di giornalista. Scopo dell’indagine: dalle parole con le quali viene motivata la richiesta del battesimo potrà venire il linguaggio per proporlo ad altri.
Buon 2013 al presidente Monti che ho apprezzato quasi in tutto fino alla “salita in politica” che non mi aspettavo e non condivido ma che rispetto come una scelta non dettata da interesse personale. Gli auguro di avere un buon risultato elettorale se capeggerà un lista, o di ottenerlo con le liste che adotteranno la sua agenda. Non l’immagino a capo di un nuovo governo, mi appare piuttosto come il giusto presidente della Repubblica che ci rappresenti con autorità nel mondo, mentre cercherà di ricondurre al ragionevole l’indispensabile conflitto tra le forze politiche.

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