Buon 2013 al presidente Monti che ho apprezzato quasi in tutto fino alla “salita in politica” che non mi aspettavo e non condivido ma che rispetto come una scelta non dettata da interesse personale. Gli auguro di avere un buon risultato elettorale se capeggerà un lista, o di ottenerlo con le liste che adotteranno la sua agenda. Non l’immagino a capo di un nuovo governo, mi appare piuttosto come il giusto presidente della Repubblica che ci rappresenti con autorità nel mondo, mentre cercherà di ricondurre al ragionevole l’indispensabile conflitto tra le forze politiche.
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Buon “anno nuovo” al presidente Napolitano che ha ridato un minimo di fiato alla nostra speranza politica, e cioè nella polis: è riuscito in un’impresa che pareva impossibile. Sette anni addietro si assunse con disinvoltura un onore inaspettato – e che magari non aveva meritato: o se preferite, chiamatelo “onore”. Con mia mezza sorpresa apparve subito all’altezza. E’ il presidente d’Italia al quale sono più grato, e lo metto prima di Ciampi e di Pertini. Gli auguro di uscire dal ring con la signorilità con cui vi è entrato e di godere infine e per intero la libertà necessaria allo spirito e all’età che gli sono e gli saranno donati. – Da oggi al 31 farò giorno dopo giorno gli auguri di buon anno agli ottimati tutti della nostra Repubblica.
Sono andato con Isa a vedere Lo Hobbit – un viaggio inaspettato, il film di Peter Jackson tratto dal racconto di Tolkien e dico che la storia è stravolta ma dico anche che l’apprezzo perché intuisco che lo stravolgimento è il prezzo per arrivare al grande pubblico e questo arrivo mi sta a cuore. Chi voglia sapere perché mi sta a cuore legga questo mio testo: Che cosa ci insegnano gli Hobbit. Quanto invece allo stravolgimento, proverò a dirlo in breve a chi non ha visto il film. Lo Hobbit può essere considerato un antefatto del Signore degli Anelli ma con l’avvertenza che fu scritto come storia fiabesca per bambini mentre Il Signore ne è una ripresa epica e bellica. Lo Hobbit viene sognato e narrato ai figli e scritto nella prima metà degli anni ’30 mentre Il Signore viene tessuto durante la seconda guerra mondiale. Ora avviene che il film che ho visto oggi narri Lo Hobbit come un primo quadro del Signore, come si trattasse della stessa storia, con gli stessi Orchi e Nani e Mannari e gli stessi Bilbo Gollum Gandalf Galadriel (che nello Hobbit non c’è ma qui è stata “anticipata”). E gli Elfi e le Aquile e tutto, la luce e le tenebre qui sono come nel Signore e invece nei libri così non erano. Aggiungi che gli attori che sono in ambedue i film qui sono invecchiati e invece narrano una vicenda che viene prima di quella nella quale erano più giovani… insomma un pasticcio… ma ben vengano i pasticci se aiutano a far conoscere Tolkien a chi comunque non ne leggerebbe i libri che importanti per l’umanità di oggi, alla quale insegna il combattimento tra il bene e il male e che questo combattimento ci coinvolge e che è deciso dai piccoli e non dai grandi, da chi risparmia una vita e non da chi la sopprime.

Buon Natale ai naviganti, buon Natale ai visitanti, buon Natale ai commentanti, buon Natale ai pirlanti e ai litiganti, buon Natale a tutti quanti. Accompagno ai miei auguri la Natività dipinta da Giotto nella Cappella degli Scrovegni, a Padova, ciclo dal quale abbiamo già preso nei giorni scorsi quattro immagini ispirate al Protoevangelo di Giacomo.

“Nel nono mese Anna partorì e domandò alla levatrice: Che cosa ho partorito? – Questa rispose: – Una bambina. – In questo giorno – disse Anna – è stata magnificata l’anima mia – e pose la bambina a giacere. Quando furono compiuti i giorni, Anna si purificò, diede poi la poppa alla bambina e le impose il nome di Maria (…). La bambina si fortificava di giorno in giorno e, quando raggiunse l’età di sei mesi, sua madre la pose per terra per provare se stava diritta. Ed essa, fatti sette passi tornò in grembo a lei che la riprese (…). Anna innalzò quindi un cantico al Signore Iddio, dicendo: Chi mai annunzierà ai figli di Ruben che Anna allatta? Ascoltate voi, dodici tribù di Israele: Anna allatta!“: “Protoevangelo di Giacomo”, capi 5 e 6. Tanta esultanza per la nascita di una bambina è una primizia storica cristiana. Ammirevole è il concerto dei nove visi di donna qui ammirati da Giotto [vedi post del 19, 20, 21 dicembre].
Sto seguendo la conferenza di Monti e galleggio sulle sfumature. Dice di più di quanto io mi aspettassi: cioè che è disponibile a guidare – anche in campagna elettorale, se del caso – chi ne accetti l’agenda. Ma dice di meno di quanto vorrebbero sia i politici che già sono nella mischia elettorale, sia i giornalisti che devono cavare dei titoli dalle sue parole. Momento di fine linguaggio: quando risponde, a chi chiede se abbia subito minacce in vista della decisione elettorale, che ha visto “forme di leggera intimidazione e forme di leggera lusinga”. Altra finezza: “Non mi sono mai ritenuto super partes ma extra partes”. Bigliettino per Berlusconi: “Talora faccio fatica a seguire la linearità del suo pensiero”.

“Anna se ne stava sulla porta e vedendo venire Gioacchino gli corse incontro e gli si appese al collo esclamando: ora so che il Signore Iddio mi ha benedetta“: così al capitolo 4 del Protoevangelo di Giacomo. L’abbraccio dei due nell’attesa del figlio. La mano di lei sulla barba di lui. La donna in nero che ha metà del volto nella luce, a figura del popolo che era nelle tenebre e che vide una grande luce.
«Alla riunione del Ppe ho detto che ero a disposizione per farmi da parte, proponendo Monti, che non ha ritenuto nemmeno di fare una telefonata»: così stamane il Cavaliere al Gr Parlamento. Nel primo commento la mancata telefonata di Monti a Berlusconi.

Qui Gioacchino è raggiunto in sonno da un angelo che gli dice “il Signore ha esaudito la tua preghiera”. Drammatica è la figura di Gioacchino che si mette in Dio e ne attende la parola. A immagine dell’umanità che è nella notte e attende la luce. Siamo qui visitati da incubi, non sapendo di noi e di angeli venienti. Vieni e non tardare. – Giotto – Cappella degli Scrovegni – quinto riquadro dal Protoevangelo di Giacomo [vedi post di ieri].
Insisto a proporre figure di giovani che si impegnano nella vita pubblica: insisto nonostante lo scarso interesse dei visitatori commentanti, ma sono sicuro dell’interesse dei non commentanti. In questa terza puntata presento Gianmario Mariniello: è il leader dei giovani di “Futuro e Libertà” e consigliere comunale in Campania. Qui e nel primo commento riporto una sua autopresentazione scritta per questo blog su richiesta di Francesco Iacobini e metto il link a quattro tra interviste e video che lo riguardano. “Sono nato a Napoli nel 1982. Laurea a Napoli con tesi sulla flat tax. Amo lo sport e preferisco quelli di squadra. Amo viaggiare: ho girato mezza Europa ma gli Usa sono la mia destinazione ideale. Letture preferite: “The Conscience of a Conservative” di Barry Goldwater, “Le radici dell’ordine americano” di Russell Kirk e “Riflessioni sulla Rivoluzione in Francia” di Edmund Burke. Nell’estate 2010 dovevo andare anche in Russia e Cina, ma proprio in quell’estate vi fu la rottura tra Fini e Berlusconi. Il 30 luglio nacque Futuro e Libertà e così decisi di rimanere a Roma per iniziare questo nuovo viaggio. Mio padre mi ha trasmesso la passione civile: mi sono iscritto a 16 anni ad Alleanza Nazionale, a 17 anni ero dirigente provinciale di Azione Giovani, il movimento giovanile di AN. Nel 2004 divento Dirigente nazionale del movimento, dal 2007 sono Consigliere comunale di Aversa. – Continua nel primo commento.
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