
Preparo gli occhi alla Notte di luce fermandoli sui colori di Giotto. L’album che è aperto sul tavolo della sala, nella mia casa, mostra oggi il riquadro di Gioacchino tra i pastori che Giotto trasse dal Protoevangelo di Giacomo. Una ventina tra pecore e capre, il cane che alza il muso e la zampa a salutare l’ospite, i due pastori conversanti tra loro come quelli di Arnolfo nel Presepe di Santa Maria Maggiore; ma anche la capanna, le rocce, gli alberelli: trovo qui buona parte degli attori della Natività. Tra loro Gioacchino, straordinario personaggio dell’Attesa. Mi metto nel cane che l’annusa. Lo guardo per apprendere l’arte di affrettare l’Avvento. – Da qui a Natale ogni giorno girerò una pagina del volume Cappella degli Scrovegni.
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