Il blog di Luigi Accattoli Posts

Buon Natale ai naviganti, buon Natale ai visitanti, buon Natale ai commentanti, buon Natale ai pirlanti e ai litiganti, buon Natale a tutti quanti. Accompagno ai miei auguri la Natività dipinta da Giotto nella Cappella degli Scrovegni, a Padova, ciclo dal quale abbiamo già preso nei giorni scorsi quattro immagini ispirate al Protoevangelo di Giacomo.

Nel nono mese Anna partorì e domandò alla levatrice: Che cosa ho partorito? – Questa rispose: – Una bambina. – In questo giorno – disse Anna – è stata magnificata l’anima mia – e pose la bambina a giacere. Quando furono compiuti i giorni, Anna si purificò, diede poi la poppa alla bambina e le impose il nome di Maria (…). La bambina si fortificava di giorno in giorno e, quando raggiunse l’età di sei mesi, sua madre la pose per terra per provare se stava diritta. Ed essa, fatti sette passi tornò in grembo a lei che la riprese (…). Anna innalzò quindi un cantico al Signore Iddio, dicendo: Chi mai annunzierà ai figli di Ruben che Anna allatta? Ascoltate voi, dodici tribù di Israele: Anna allatta!“: “Protoevangelo di Giacomo”, capi 5 e 6. Tanta esultanza per la nascita di una bambina è una primizia storica cristiana. Ammirevole è il concerto dei nove visi di donna qui ammirati da Giotto [vedi post del 19, 20, 21 dicembre].

Sto seguendo la conferenza di Monti e galleggio sulle sfumature. Dice di più di quanto io mi aspettassi: cioè che è disponibile a guidare – anche in campagna elettorale, se del caso – chi ne accetti l’agenda. Ma dice di meno di quanto vorrebbero sia i politici che già sono nella mischia elettorale, sia i giornalisti che devono cavare dei titoli dalle sue parole. Momento di fine linguaggio: quando risponde, a chi chiede se abbia subito minacce in vista della decisione elettorale, che ha visto “forme di leggera intimidazione e forme di leggera lusinga”. Altra finezza: “Non mi sono mai ritenuto super partes ma extra partes”. Bigliettino per Berlusconi: “Talora faccio fatica a seguire la linearità del suo pensiero”.

Anna se ne stava sulla porta e vedendo venire Gioacchino gli corse incontro e gli si appese al collo esclamando: ora so che il Signore Iddio mi ha benedetta“: così al capitolo 4 del Protoevangelo di Giacomo. L’abbraccio dei due nell’attesa del figlio. La mano di lei sulla barba di lui. La donna in nero che ha metà del volto nella luce, a figura del popolo che era nelle tenebre e che vide una grande luce.

«Alla riunione del Ppe ho detto che ero a disposizione per farmi da parte, proponendo Monti, che non ha ritenuto nemmeno di fare una telefonata»: così stamane il Cavaliere al Gr Parlamento. Nel primo commento la mancata telefonata di Monti a Berlusconi.

Qui Gioacchino è raggiunto in sonno da un angelo che gli dice “il Signore ha esaudito la tua preghiera”. Drammatica è la figura di Gioacchino che si mette in Dio e ne attende la parola. A immagine dell’umanità che è nella notte e attende la luce. Siamo qui visitati da incubi, non sapendo di noi e di angeli venienti. Vieni e non tardare. – Giotto – Cappella degli Scrovegni – quinto riquadro dal Protoevangelo di Giacomo [vedi post di ieri].

Insisto a proporre figure di giovani che si impegnano nella vita pubblica: insisto nonostante lo scarso interesse dei visitatori commentanti, ma sono sicuro dell’interesse dei non commentanti. In questa terza puntata presento Gianmario Mariniello: è il leader dei giovani di “Futuro e Libertà” e consigliere comunale in Campania. Qui e nel primo commento riporto una sua autopresentazione scritta per questo blog su richiesta di Francesco Iacobini e metto il link a quattro tra interviste e video che lo riguardano. “Sono nato a Napoli nel 1982. Laurea a Napoli con tesi sulla flat tax. Amo lo sport e preferisco quelli di squadra. Amo viaggiare: ho girato mezza Europa ma gli Usa sono la mia destinazione ideale. Letture preferite: “The Conscience of a Conservative” di Barry Goldwater, “Le radici dell’ordine americano” di Russell Kirk e “Riflessioni sulla Rivoluzione in Francia” di Edmund Burke. Nell’estate 2010 dovevo andare anche in Russia e Cina, ma proprio in quell’estate vi fu la rottura tra Fini e Berlusconi. Il 30 luglio nacque Futuro e Libertà e così decisi di rimanere a Roma per iniziare questo nuovo viaggio. Mio padre mi ha trasmesso la passione civile: mi sono iscritto a 16 anni ad Alleanza Nazionale, a 17 anni ero dirigente provinciale di Azione Giovani, il movimento giovanile di AN. Nel 2004 divento Dirigente nazionale del movimento, dal 2007 sono Consigliere comunale di Aversa. – Continua nel primo commento.

Preparo gli occhi alla Notte di luce fermandoli sui colori di Giotto. L’album che è aperto sul tavolo della sala, nella mia casa, mostra oggi il riquadro di Gioacchino tra i pastori che Giotto trasse dal Protoevangelo di Giacomo. Una ventina tra pecore e capre, il cane che alza il muso e la zampa a salutare l’ospite, i due pastori conversanti tra loro come quelli di Arnolfo nel Presepe di Santa Maria Maggiore; ma anche la capanna, le rocce, gli alberelli: trovo qui buona parte degli attori della Natività. Tra loro Gioacchino, straordinario personaggio dell’Attesa. Mi metto nel cane che l’annusa. Lo guardo per apprendere l’arte di affrettare l’Avvento. – Da qui a Natale ogni giorno girerò una pagina del volume Cappella degli Scrovegni.

Nella confusione del proscenio io ripeto l’idea abbozzata il 23 novembre: E’ meglio che Monti resti chi è e dov’è. Rispetto ad allora c’è il fatto nuovo della sfiducia venuto da Berlusconi – con l’Angelino Alfano che ha subito commentato: meraviglioso! – e della “fiducia” echeggiata dal Ppe: ma mi paiono inezie, con l’aggiunta comica del riberlusca che dice: gli lascio il posto. Sgombrando il campo dalle inezie e dalle comiche, i fondamentali sono quelli di allora: centrosinistra in vantaggio ma solo nei sondaggi, coalizione di centro imprevedibile come ogni nascituro (e chissà se nascerà), centrodestra nel caos ma con rilanci di vecchie cotiche (le più vispe sono Storace, Albertini, La Russa, la Santanchè) che qualcosa possono fruttare. Dunque una votazione politica a esito incerto. Se Monti resta Monti e vince bene il centrosinistra, Supermario sale al Colle al primo scrutinio. Se l’esito sarà bilanciato, asimmetrico, incoerente, Supermario potrà rifare il governo tecnico. Ma se si schiera e non vince? Né l’uno né l’altro, o magari il Quirinale sì ma vedremo se e vedremo come. Solo un folle preferisce la via delle incognite a quella delle certezze.

«Saronno Giovani non ha intenzione di modificare nulla all’interno delle scuole, ma di cambiare a livello cittadino il modo in cui i ragazzi si riuniscono e danno sfogo alle proprie passioni. Una nostra peculiarità è quella di essere moderati e lontani da qualsiasi estremismo. Nel mostro programma non mancano idee per operare nel sociale»: sono parole di presentazione dell’associazione che puoi leggere nel sito saronnogiovani.it. Il sito mi è stato segnalato da Francesco Iacobini che ha chiesto a uno dei fondatori, Umberto Volontè, un articolo che pubblico nel primo commento. Mi pare che questi ragazzi facciano sul serio, invito i visitatori a interagire con loro e a porre domande. Nel post del 13 dicembre suggerivo di far parlare i giovani impegnati nella vita pubblica e anche questo che viene dai giovani di Saronno è un modo di fare politica, cioè di stare nella città, ovvero nella polis.