Il blog di Luigi Accattoli Posts

Di che cosa si tratta [con questo mio viaggio in Germania] lo dice il motto di questi giorni: ‘Dove c’è Dio, là c’è futuro’. Dovrebbe trattarsi del fatto che Dio torni nel nostro orizzonte, questo Dio così spesso totalmente assente, del quale però abbiamo tanto bisogno (…). Dobbiamo di nuovo sviluppare la capacità di percezione di Dio, capacità che esiste in noi (…). In questi giorni vogliamo impegnarci per tornare a vedere Dio, per tornare noi stessi a essere persone dalle quali entri nel mondo una luce della speranza, che è luce che viene da Dio e che ci aiuta a vivere“: sono parole del videomessaggio di papa Benedetto ai connazionali, trasmesso sabato in vista della visita di quattro giorni che inizia oggi. “Dove c’è Dio là c’è futuro” mi pare un buon motto e che Dio ci aiuti nell’impresa di tornare a percepirlo e a vederlo, come ci esorta a fare Benedetto con questo suo terzo e più difficile ritorno in patria.

Berlusconi deve andarsene, ma in un modo che non faccia violenza alla Costituzione e salvi ciò che della sua fase politica merita di essere conservato. Penso in particolare al suo partito. Non è interesse di nessuno che una grande forza politica, votata in tre circostanze dalla maggioranza degli elettori, si dissolva. Per evitarlo, per lasciare un segno del suo passaggio terreno, Berlusconi dovrebbe annunciare che non si candiderà più alla guida del governo e che le elezioni avranno luogo nella primavera del 2012“: così oggi Sergio Romano sul Corriere della Sera in un fondo intitolato L’uscita di scena del premier. Una possibile soluzione. Nel primo commento un altro passaggio della proposta Romano, che trovo ragionavole. Nel secondo commento due mie osservazioni.

“Ma camminando nel deserto dove mai si arriva?” ho chiesto tra l’altro al priore di Serra San Bruno Jacques Dupont, durante una conversazione di tre giorni che ebbi con lui alla fine di marzo [vedi post del 29-31 marzo] ed egli così mi rispose: «Il cammino nel deserto è l’unico che porti all’Oreb, il monte sul quale Dio si rivela. Nel silenzio del deserto, si sente più facilmente la voce di Dio. L’orecchio si affina nel silenzio e diventa capace di udire i mormorii più leggeri». E’ pronto il libro intervista con il priore che ho curato per l’editore Rubettino: Solo dinanzi all’Unico. Luigi Accattoli a colloquio con il priore della Certosa di Serra San Bruno, pp. 139, 12 euro. Il Quotidiano della Calabria ne dà oggi un’anticipazione che puoi vedere qui.

È on line da qualche giorno all’indirizzo www.monastere-tibhirine.org il sito del monastero di Tibhirine, il luogo del martirio dei monaci d’Algeria narrato dal film «Uomini di Dio» e dal volume di Jean-Marie Lasausse «Il giardiniere di Tibhirine». Ne abbiamo parlato qui il 5 e 6 novembre 2010 e il 5 aprile 2011. Ringrazio Missiononline che mi ha fatto la segnalazione e invito i visitatori a fare un salto nel caro monastero.

“Cos’è che muove l’economia di una regione progredita come la Romagna? U pilu!” disse Antonio Albanese. “La patonza deve girare” apprendiamo ora che in contemporanea ebbe a dire il premier ispirandosi al detto caro a ogni imprenditore: l’economia deve girare. E’ Antonio Albanese che imita Berlusconi, oppure è Berlusconi che imita Antonio Albanese?.

Panem et circenses [pane e giochi] diceva Giovenale, tasse ed escort diciamo noi.

«Quando ho saputo che era morto e ho letto che lo definivano ‘sequestratore’ non ho pensato a lui ma al dolore della madre e delle sorelle che lo piangono»: così Cristina Berardi ai giornalisti, a commento del necrologio da lei pubblicato per il telefonista della banda che l’aveva sequestrata nel 1987. Brindo a Cristina con un bicchiere di Vino Nuovo e dedico la sua storia a me e ai visitatori che amino aggravare – straparlando – le colpe del prossimo.

In Santa Maria Maggiore, a messa accanto a un amante della tradizione che sta in ginocchio sul pavimento quasi tutto il tempo con un rosario a grossi grani tra le mani giunte. Risponde solo alle formule in latino: nelle Basiliche patriarcali si usa il messale di Paolo VI in lingua latina. Alla pace non stringe la mia mano. Alla comunione fa due inchini profondi, si inginocchia e prende l’ostia in bocca in mezzo alla fila che si comunica in piedi. Quella che è con me ci resta male: “Che modi però, quando gli hai dato la mano non ti ha neanche guardato”. Io invece ero contento d’aver trovato uno geloso del vecchio rito che più non si potrebbe, ma che riconosce valido il nuovo.

S’ode a destra un lamento diffuso:
– Ci hanno incastrato il Milanese, il Papa e i Tarantini, questi magistrati!
A sinistra risponde un lamento:
. A noi va peggio, ci hanno violato persino i Penati…

Shahbaz mi ha lasciato l’eredità di continuare la sua missione. Non ho dubbi che lui continui a lavorare con me vicino ai poveri. Possiamo pregare perché Dio ci dia la forza di andare avanti”: parole di Paul Bhatti – consigliere politico per le minoranze del Primo ministro del Pakistan, nonché fratello dell’ex ministro Shahbaz, ucciso nel marzo 2010 in un attentato dei fondamentalisti – a Monaco di Baviera, al meeting UOMINI E RELIGIONI della Comunità di Sant’Egidio, di cui al nono e decimo commento del post dell’altro ieri. Nel sito della Comunità un’informazione più ampia. Sull’uccisione di Shahbaz vedi post del 2 e del 6 marzo. Nei primi due commenti che seguono questo post altre parole di Bhatti.