Mi dispiace che Paola Binetti – che ha la mia età e quasi tutti i miei sentimenti – abbia lasciato il Partito democratico. Era un’uscita anche troppo annunciata, come quella di Rutelli. Mi chiedo se Bersani abbia fatto qualcosa per evitarle. La riduzione dell’ala moderata porterà a una nuova sconfitta perchè a sinistra non c’è nulla da guadagnare. Se lo capisco io, come fa a non capirlo il segretario del parito?
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“E’ difficile indovinare quel che direbbe oggi papà: dell’Italia, della Chiesa, del mondo. Aver privato l’Italia e la Chiesa di voci come la sua le ha rese decisamente piú brutte, e rende piú difficile il nostro discernimento. Tuttavia, in un un tempo nel quale anche molti progressisti e molti cristiani hanno indossato l’abito dei profeti di sventura cui Giovanni XXIII invitava a non dar retta aprendo quasi cinquant’anni fa il concilio, io sono quasi sicuro che papà non si unirebbe al coro delle cornacchie; che ci inviterebbe, invece, a notare in quanti aspetti il mondo di oggi sia piú ricco, piú comunicativo e piú libero di quello di ieri e l’altroieri, e ad essere certi che, col nostro impegno e con l’aiuto di Dio, il mondo di domani sarà anche piú bello di quello di oggi“. – E’ la conclusione del discorso tenuto da Giovanni Bachelet l’altro ieri alla Sapienza in memoria del padre Vittorio che lì fu ucciso dalle Brigate Rosse il 12 febbraio 1980. Mando un abbraccio a Giovanni e a tutti i Bachelet che conosco. Qui si può leggere l’intero discorso. Nel sito di Giovanni si trovano i link a quanto ha scritto in questi giorni – per esempio per l’Osservatore Romano – e a quanto ha dichiarato a giornali e agenzie ricordando i fatti di trent’anni fa, il perdono agli uccisori che allora espresse a nome della famiglia acompagnato all’invocazione della giustizia, il successivo incontro con una di loro, Laura Braghetti. [Segue nel primo commento]
Ci sono fatti che sfuggono a ogni tentativo di approfondimento ma li devi raccontare lo stesso perché sai che sono veri e rari. E’ il caso di Silvio D.M. – un convertito sulla strada della droga e dell’Aids – narrato da Igor Man in un articolo sul quale ho molto lavorato ma che non sono riuscito a completare: neanche il cognome per esteso ho potuto rintracciare. Lo riporto con le parole di Man e poi dico che ne è stato della mia indagine. Silvio D.M. è “un ragazzo di vita colto dalla morte il 25 di marzo del 1998 a 38 anni”: così lo presentava il giornalista in un articolo pubblicato da La Stampa di Torino il 10 aprile del 1998, che era Venerdì Santo, con il titolo: “Il ragazzo che parlava a Gesù”. – E’ l’avvio di una storia che si può leggere nel capitolo 14 DALLA DROGA DALLA STRADA DALL’AIDS E DA OGNI MALE della pagina CERCO FATTI DI VANGELO elencata sotto la mia foto.
Nevica su Roma che non succede mai. Spero duri per un poco e imbianchi bene. La barbona qui davanti fuma sotto l’ombrello. Correndo a scuola mia moglie ha detto: se nevica facciamo a pallate nel cortile. Ha una quinta dove mi ha chiamato a spiegare il lavoro del giornalista. Voglio che la neve sia tanta per lei e per loro.
Ho sempre pensato che un giorno cesseremo di mangiare gli animali e impareremo a comunicare con loro. Segnalo la nascita di un sito che si intitola CATTOLICI VEGETARIANI e che ha questo motto: “Amiamo così tanto il creato che lo rispettiamo. Amiamo così tanto la vita da non toglierla a nessuno“.
Che si possa fornire a Benedetto XVI un’informazione addomesticata non è verosimile: egli è uno degli uomini più svegli che esistano. So per presa diretta che legge personalmente i giornali. Inoltre il sistema vaticano avrà tanti difetti, ma non ha la vocazione a depistare il papa. Anche la necessità di “parlare” era ormai acclarata. Oltre a una decina di pezzi sull’informazione “addomesticata”, sui giornali di ieri mattina c’erano titoli che descrivevano un papa “adirato” che avrebbe “ribaltato” il Vaticano per “vendicare Boffo”. – E’ un passaggio saccente del mio commento pubblicato oggi dal Corsera a pagina 5 con il titolo “Notizie nascoste al papa”. Le voci, e il capo della Chiesa decide che bisogna intervenire.
Questo è un avviso ai visitatori che vorrebbero registrarsi per lasciare un commento e non ci riescono: con un post del 5 febbraio avevo annunciato che l’ostacolo era superato, ma si è poi visto che non era vero. Chiedo scusa: i miei aiutanti informatici – che sono i figli – stanno lavorando per sbloccare il sistema di registrazione ma ancora non ci sono riusciti. In attesa che io possa dare un annuncio vero di una vera riapertura del cancello, chi volesse accedere al pianerottolo e lasciare un commento mandi un’e-mail e io la inserirò come “messaggio ricevuto”. Nella home page, sulla destra di questo post, c’è la mia bella faccia: scorrendo con il cursore sotto di essa, all’ottava riga si trova la dicitura MANDA UN’E-MAIL. Cliccando su di essa si evidenzia in automatico il mio indirizzo per inviare un messaggio. Sono almeno quattro mesi che non abbiamo nuovi commentatori a motivo di questo disguido e me ne duole. Siate pazienti e scrivetemi come suggerito.
Il caso Boffo è montato nelle ultime settimane arrivando a cambiare natura: da un episodio di giornalismo squadristico a emblema di una lotta interna al mondo ecclesiastico. Stiamo assistendo a uno spettacolo mediatico sganciato dalla realtà, alimentato da due fontane di fuoco comunicanti: il “Foglio” di Giuliano Ferrara e il blog “Settimo Cielo” del settimanale l’Espresso. I fatti – a essere rigorosi – sono solo due e miserelli: l’attacco di Feltri direttore de “Il Giornale” all’ex direttore di “Avvenire” Dino Boffo, costretto a dimettersi il 3 settembre e il loro riavvicinamento sancito da un incontro in un ristorante milanese il 1° febbraio, presente il giornalista e deputato pdl Renato Farina. Il resto è una montatura da cattivo giornalismo. – E’ il baldo attacco di un mio articolo pubblicato oggi da LIBERAL a pagina 11 con il titolo IL VATICANO E LA GUERRA CHE NON C’E’. TUTTE LE INVENZIONI NATE INTORNO ALLA SFIDA (E ALLA PACE IMPROVVISA) TRA FELTRI E BOFFO.
Il braccio nordafricano di Al-Qaeda sposta al primo marzo l’ultimatum per la liberazione di Sergio Cicala, rapito con la moglie Philomene in Mauritania il 18 dicembre: lo ucciderà se non ottiene la liberazione di suoi prigionieri detenuti in Mali. La notizia è di sabato. Il comunicato non nomina Philomene, che nella foto della coppia diffusa il 28 dicembre aveva il volto e le mani oscurati. Da quando ho visto quella foto vengo dicendo a Philomene: i sepolcri imbiancati ti hanno oscurata perché ritengono peccaminosa la tua bellezza e non invece la loro violenza. Rovesciano i significati e non sanno di farlo. La bellezza delle donne li oscurerà pacificamente.
“Quando sono tornata ho visto un’ambulanza sottocasa e mi sono detta: questo è papà”. Non c’è nulla come la libertà di parola dei figli a tenerti sveglio.
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