
Il blog di Luigi Accattoli Posts


Sto leggendo l’ottima biografia di Dante pubblicata da Alessandro Barbero nel 2020 e a pagina 56 ho trovato questo trafiletto di cronaca paesana di 742 anni fa, che mi è parso spassoso e che segnalo ai miei visitatori come un mini squarcio di come sempre sia stato violento il mondo, come e forse più di oggi. Nel primo commento trascrivo l’episodio, nel secondo narro le mie letture per il centenario di Dante.
“Dopo gli anni drammatici della pandemia, quando, non senza grandi difficoltà e molte tragedie, stavamo finalmente uscendo dalla sua fase più acuta, perché è arrivato l’orrore di questo conflitto insensato e blasfemo, come lo è ogni guerra? Possiamo parlare con sicurezza di una guerra giusta? Possiamo parlare con sicurezza di una guerra santa?” Così il Papa nella prefazione al volume di Francesco Grana “Un’enciclica sulla pace in Ucraina” (Edizioni Terra Santa: raccoglie tutti gli interventi papali sulla guerra), anticipata ieri dal Fatto quotidiano. Nei commenti un paio di passaggi del testo papale.
Amici belli, lunedì leggeremo il vivissimo racconto della liberazione – guarigione del ragazzo epilettico che è nel Vangelo di Marco, al capitolo 9. Appassionanti sono le due implorazioni del padre del ragazzo: “Abbi pietà di noi e aiutaci”, “Credo ma tu aiuta la mia incredulità”. E ancora più attraente è la possibilità di farle nostre nella preghiera di domanda, che è sempre la prima che ci viene alla lingua. Su queste implorazioni appunteremo l’attenzione. Nei commenti trovate la scheda di presentazione della lectio e l’invito di tutti a partecipare.
Che ci diranno i carcerati dell’indifferenza che scarta i deboli e della guerra che tutti scarta? L’appartenenza alla giuria del Premio Castelli per detenuti mi ha fornito l’occasione di una presa diretta sulla dolente protesta degli scartati e sul loro sguardo ferito dai notiziari della guerra. Non sono parole di poco conto: chi davvero soffre, spesso davvero parla. – E’ l’attacco di un mio testo pubblicato dalla rivista Il Regno e che riproduco per intero nei commenti.

Ieri Vatican News ha ripreso, tradotta in italiano, un’intervista del Papa alla rivista America dei gesuiti statunitensi: ne riprendo un passaggio nel primo commento. Poche parole con le quali confida di sentirsi felice, nonostante le “cose brutte” che gli succedono e i peccati che deve confessare “ogni quindici giorni”, perchè avverte di non camminare “da solo” e che il Signore gli è “accanto”. L’intervista è lunga e piena di questioni gravi, sulla guerra, sulle polarizzazioni nella Chiesa, sulle donne che chiedono il sacerdozio, ma le poche parole che riporto meritano di non essere tralasciate.


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