Benedetto: l’uomo ha sete di Dio e Dio dell’uomo
Torno sulla “sete di Dio” di cui il papa aveva parlato con gli alunni del seminario romano il 2 febbraio (vedi post del 2 febbraio) e della quale ha riparlato con i preti di Roma (vedi post del 14, 15, 19, 20 febbraio) e di nuovo all’angelus e all’omelia di domenica 24. “La sete di Dio c’è. Ho avuto poco tempo fa la vista ad limina di Vescovi di un paese dove più del cinquanta per cento si dichiara ateo o agnostico. Ma mi hanno detto: in realtà tutti hanno sete di Dio. Nascostamente esiste questa sete. Perciò prima cominciamo noi, con i giovani che possiamo trovare. Formiamo comunità nelle quali si riflette la Chiesa, impariamo l’amicizia con Gesù. E così, pieni di questa gioia e di questa esperienza, possiamo anche oggi rendere presente Dio in questo nostro mondo”: così ha parlato ai preti romani il 7 febbraio. All’angelus di domenica scorsa ha trattato di un’altra sete nascosta, quella che Dio ha di noi: “Dio ha sete della nostra fede e del nostro amore”. Poco prima all’omelia, parlando della samaritana al pozzo, aveva così rappresentato il dramma delle due seti: “In ogni persona c’è un innato bisogno di Dio e della salvezza che solo Lui può colmare. Una sete d’infinito che può essere saziata solamente dall’acqua che Gesù offre, l’acqua viva dello Spirito. Tra poco ascolteremo nel prefazio queste parole: Gesù ‘chiese alla donna di Samaria l’acqua da bere, per farle il grande dono della fede, e di questa fede ebbe sete così ardente da accendere in lei la fiamma dell’amore di Dio’ “. Non conosco argomento più coinvolgente e chiedo ai visitatori come avvertono quella sete reciproca di Dio e dell’uomo e per quale mistero il loro incrocio risulti così arduo.