La caccia ai corvi e la guerra dello Ior sono imprese per tempi lunghi e intanto – sui tempi brevi – si ricompone la governance curiale: una specie di armistizio tra i big garantirà la collaborazione di tutti per la conclusione delle due campagne. Ci vorranno forse sei mesi, o un anno. L’epurazione sarà spietata e mi dicono che sia già iniziata, mirata per ora ai piani bassi sia per i corvi sia per i maneggi dentro lo Ior. – E’ l’attacco di un mio aggiornamento a lume di naso su corvi e gendarmi pubblicato oggi da LIBERAL alle pagine 14 e 15 con il titolo Corvo boomerang.
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Ecco la storia dell’accoglienza prima dolorosa e poi serena di una bambina Down che conduce i genitori in “luoghi pieni di amore” e mostra come il mistero della vita tenda a svelarsi in ogni creatura che lo Spirito – per vie a noi sconosciute – guida a compiere il proprio cammino “riconoscente” su questa terra. La puoi leggere nella pagina CERCO FATTI DI VANGELO al capitolo 4 La reazione all’handicap: Ines e Gabriele Lo Faro: Quando il miracolo della vita ha la sindrome di Down.
Stamane andando da casa a Termini, in partenza per Verona da dove ora scrivo. In Piazza di Santa Maria Maggiore i liceali del Pilo Albertelli festeggiano l’ultimo giorno di scuola intorno alla gentile fontana facendo un forte rumore. I ragazzi corrono lanciando buste d’acqua, le ragazze strillano come aquile. Sull’autobus un sessantenne guarda storto e mormora “imbecilli”. Una cinquantenne alza gli occhi dall’e-book e dice “beati loro”.
Oggi al santuario di Oropa, Biella, diventa prete un uomo di 53 anni, Andrea Giordano, padre di tre figli e vedovo di Anna che se ne è andata tredici anni addietro. Mando un bacio augurale ad Andrea e nel primo commento riporto un suo vivissimo ritratto, scritto per me da un visitatore che si firma Lorenzo. Nel terzo commento il link a una sua intervista.
Ha messo la bomba “fai da te” che ha ucciso Melissa che andava a scuola. Non sa dire perchè e ha la mia età. Mi sento coinvolto.
“In parrocchia abbiamo sentito parlare di risurrezione e la prospettiva ci ha subito affascinato: credere in una nuova vita ci è stato di conforto”: parole di Darshan-Giovanni Singh, indiano che vive da 23 anni in Italia e che ha chiesto il battesimo insieme alla sposa e ai due figli, e l’ha avuto durante l’ultima Veglia di Pasqua nella cattedrale di Vittorio Veneto. Festeggio il loro battesimo con un bicchiere di Vino Nuovo.
Dove portano le beccate e le imbeccate del corvo? O piuttosto dei corvi? È l’unico aspetto della nera questione che al momento possa essere affrontato da un osservatore esterno. Mettendo insieme criticamente le informazioni dirette e indirette che vengono dai “documenti” pubblicati e da ogni altra fonte si possono individuare tre obiettivi del corvo sovrano e dei corvidi suoi ausiliari: colpire i più diretti collaboratori del Papa, isolare Benedetto dal “consiglio” di chi non lo frequenta di persona, contrastare la sua opera di governo svelando e avvelenando le tensioni che attraversano la Curia e la Chiesa. – E’ il volenteroso avvio di un mio interminato articolo pubblicato oggi da LIBERAL alle pagine 1-6 con il titolo I tre volti del corvo.
«Vorrei lanciare l’idea di rendere utile la popolazione carceraria non pericolosa per i lavori di ripresa del territorio. Momenti come questi potrebbero vedere anche parte della popolazione dei detenuti tra i protagonisti di un’esemplare ripresa. Vorrei che fossero coinvolte tutte le carceri della regione e se fosse possibile non solo, Ho sempre pensato che il lavoro carcerario sia una risorsa per il detenuto, un vero modo per portarlo al reinserimento nella società»: così il Ministro Guardasigilli Paola Severino. Mi paiono parole sagge.
“Mi sembra un grande compito di una parrocchia (…) di fare realmente il possibile perché le persone divorziate e risposate sentano di essere amate, accettate, che non sono «fuori» anche se non possono ricevere l’assoluzione e l’Eucaristia: devono vedere che anche così vivono pienamente nella Chiesa …). Poi è anche molto importante che sentano che l’Eucaristia è vera e partecipata se realmente entrano in comunione con il Corpo di Cristo. Anche senza la ricezione «corporale» del Sacramento, possiamo essere spiritualmente uniti a Cristo nel suo Corpo (…). Che realmente trovino la possibilità di vivere una vita di fede, con la Parola di Dio, con la comunione della Chiesa e possano vedere che la loro sofferenza è un dono per la Chiesa, perché servono così a tutti anche per difendere la stabilità dell’amore, del Matrimonio; e che questa sofferenza non è solo un tormento fisico e psichico, ma è anche un soffrire nella comunità della Chiesa per i grandi valori della nostra fede. Penso che la loro sofferenza, se realmente interiormente accettata, sia un dono per la Chiesa. Devono saperlo, che proprio così servono la Chiesa, sono nel cuore della Chiesa“: lo ha detto papa Benedetto durante la Vegli di sabato. Invito a cogliere le parole – mai prima da me udite – che la sofferenza dei divorziati e risposati è un dono per la Chiesa. Qui l’intera conversazione della Veglia.
Il momento più vero della veglia delle famiglie con il papa al Parco Nord di Bresso, Milano, è stato – proprio ora, in conclusione – quello del canto del Padre Nostro in unità con i terremotati e a loro nome. L’ho cantato anch’io che sono stonatissimo e sento che mi è venuto bene.
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