Allo Scalo di San Lorenzo, Roma, in via dei Sardi 85 c’è Pizzologia – specializzata in “pizze tonde a portar via” – subito prima della facoltà di Psicologia che è al 61.
Categoria: <span>Varie</span>
Dialogo di un giornalista e di una nipote che non legge i giornali.
– Zio, tu manifesti per la libertà di informazione?
– Sì, certo.
– Ma il Berlusca dice che in Italia ne abbiamo anche troppa di quella libertà…
– E’ vero ce l’abbiamo, ma non è mai troppa e ci sono strozzature nel suo uso.
– Dimmi due strozzature.
– Il premier che è anche il magnate dei media…
– E che danno ne viene?
– L’informazione si trasforma in propaganda.
– Dove lo vedi?
– Il Tg1 e il Tg5 vanno a gara in questa propaganda.
– Allora sei d’accordo con Santoro?
– Per niente. Santoro a sinistra e Feltri a destra rappresentano l’altra strozzatura: cioè l’informazione e la controinformazione condotte per bande armate.
– Che nome gli dai a queste bande?
– I Bravi del Cavaliere e il Commando della Santoria.
Nella festa degli angeli dedico ai visitatori una mia piccola modifica alla preghiera dell’Angelo, che volgo al plurale, come la festa di oggi: ANGELI DI DIO CHE SIETE I NOSTRI CUSTODI, ILLUMINATE E PROTEGGETE LA NOSTRA VITA, GUIDATE I NOSTRI PASSI VERSO IL SIGNORE. Per una precedente manifestazione di questa mania riformatrice, vedi il post DUE RITOCCHI ALL’AVE MARIA, che è dell’8 dicembre 2007.
Nel mese di settembre il blog ha avuto 14.374 visitatori diversi. Il mese record precedente era stato il gennaio di quest’anno con 13.252. Invito a vedere la pagina CERCO FATTI DI VANGELO – elencata sotto la mia foto – che in questo momento è solo un cantiere, ma dove già si può leggere il progetto ambizioso a cui mirano i lavori: promuovere un’inchiesta permanente e fattuale sull’attualità del Vangelo nell’Italia di oggi. Allo sviluppo dell’impresa possono dare apporto i visitatori. Per esempio la “parabola” svolta nel post di ieri un giorno entrerà – arricchita con le storie narrate da voi – nel capitolo PARABOLE di quella pagina. Leggete e datemi una mano. Ogni tanto per alleggerire il tono dirò che cosa penso dei giornalisti di ventura Feltri e Santoro – che detesto alla pari – o dell’ultima disputa sul rito nuovo e su quello antico della messa, che mi vanno bene tutti e due. Ma dove mi scalderò sarà sui FATTI.
L’ossessione berlusconiana – che si va facendo pervasiva a destra come già a sinistra, oltre che in ogni nuovo appartamento aquilano – ha indotto i media a riferire al nostro premier una frase pronunciata lunedì dal papa nella sua ultima giornata in terra ceca, parlando di San Venceslao: “C’è oggi bisogno di persone che siano credenti e credibili, pronte a diffondere in ogni ambito della società quei principi e ideali cristiani ai quali si ispira la loro azione”. Io dico che quelle parole al nostro presidente andavano giuste, ma non erano indirizzate a lui. Ho argomentato questa interpretazione e commentato l’incontro di Berlusconi con il papa a Ciampino in un articolo pubblicato ieri da LIBERAL con il titolo ALLUSIONE AL PREMIER? NON DITE CHE E’ CASUALE. IL DISCORSO DEL PAPA HA UN SIGNIFICATO UNIVERSALE MA QUI DA NOI ASSUME UN PESO ANCORA PIU’ FORTE. Riporto l’articolo nel primo commento.
“Ci piacerebbe andarcene insieme” diceva qui – in un post del 24 settembre – Antonio Thellung anche a nome della sua Giulia. Quelle parole mi hanno spinto a cercare una cartellina nella quale avevo raccolto storie di “sposi” che partono insieme. La più antica riguarda la più famosa di queste coppie avventurate: Giorgio Amendola muore a Roma, di malattia, il 5 giugno 1980 a 73 anni e lei, Garmaine Lecocq, se ne va poche ore dopo. Gli altri casi sono recenti. 23 agosto 2005: a Ferentino, Frosinone, Alberto Celani muore appena rientrato in casa dal funerale di Anna Maria, che aveva sposato 70 anni prima. 9 maggio 2006: Maria Cristina Di Maria segue il marito Giovanni Maselli a meno di mezz’ora. Avevano tutti e due 93 anni. 28 aprile 2008: a Ponteranica, Bergamo, Ugo Mafessoni e Annalisa Saviori, stessa età, lei a ruota di lui. 15 agosto 2008: a Casnate con Bernate, Como, Liliana Durio e Gianfranco Pirovano, 80 lui e 74 lei, che se ne va appena sepolto lui. 14 ottobre 2008: festeggiate le nozze d’oro, Giovanni Napoli viene ricoverato e Maria Ausilia Piras muore per un attacco di cuore senza sapere che lui è appena spirato. 24 agosto 2009: a Genova Giovanni e Liliana Buscaglia, 94 e 89 anni, vengono trovati a terra, lui caduto e lei morta mentre lo soccorreva. In sei dei sette casi è lei a seguire lui.
Sfoglio per la prima volta IL FATTO QUOTIDIANO di Marco Travaglio giunto al numero 5. “Mi sono abbonato al Fatto e vi arriverà a casa per 6 mesi: leggetelo!” diceva l’e-mail di uno dei figli che è a Parigi per il dottorato. E io leggo per essere pronto a discutere con lui e con gli altri figli. A ogni giro di pagina mi investono fastidiose zanzare, come alla sera nel Delta del Po. Ma quattro volte rido e non è acquisto da poco. A pagina 9 trovo un articolo di Andrea Gagliarducci intitolato Il premier e i tentativi di stalking contro Benedetto XVI. La stessa idea non mala la ritrovo in una vignetta di Beppemora a p. 17, intitolata Ratzinger contro le famiglie allargate, dove Benedetto dice: “Troppi papi”. Nella stessa pagina ho ghignato sul titolo di una rubrica: I travagliati. Ma dove mi sono deliziato è stato nel paginone centrale – il quotidiano oggi ha 20 pagine – dove una foto mostra una scritta su un muro – credo della periferia romana – con accanto la croce celtica, che intima: L’ITALIA A L’ITALIANI – FUORI I RUMENI. Se basta a ogni giorno la sua delizia, io oggi ne ho avute quattro.
In volo da Roma a Praga, Benedetto ha detto ai giornalisti che il secondo volume del’opera GESU’ DI NAZARET arriverà forse in primavera. “Non è ancora pienamente superato – ha detto in risposta a una domanda sull’incidente al polso – ma vedete che la mano destra è in funzione essenziale, posso mangiare e soprattutto scrivere. Il mio pensiero si sviluppa soprattutto scrivendo. Era una pena e una scuola di pazienza non poter scrivere per sei settimane, tuttavia potevo lavorare e leggere. Sono un po’ andato avanti con il libro. Ma c’è ancora molto da fare, tra la bibliografia e il resto. Penso di terminarlo nella prossima primavera, ma questa è solo una speranza”. Io attendo il volume e gli auguro di farcela. Considero un fatto grande che il papa scriva un libro su Gesù dando la sua testimonianza di cristiano e proponendola non come un momento del suo magistero di vescovo di Roma ma come una parola da uomo a uomo. Vedi su questo i 16 post qui dedicati al primo volume di quell’opera: l’ultimo è del 6 novembre 2007, il primo del 24 aprile 2007.
Il CONCILIO. STORIA DEL VATICANO II di Alberto Melloni, regia di Nicola Vicenti, stasera alle 21 su Rai 3: magari vi arrabbiate, ma è un amaro di qualità. Passando dai volumoni del Mulino alla tv di prima serata Melloni non smussa nulla e fa la storia militante che sappiamo, ma la fa con grande attrezzatura. Rivaluta la “Rai fanfaniana” e la sua filmoteca conciliare, afferma che “per una volta la Chiesa di Roma i tempi che cambiano li ha anticipati”, inquadra con dettaglio quell’evento in quei tempi. Invito i visitatori a indovinare da quale film è preso l’Alberto Sordi carcerato che dice al secondino che gli intima il silenzio: “Con la messa nuova sono i fedeli che rispondono”; e da quale viene la Sofia Loren che discute del Concilio con un seminarista: “Io il nero lo porto molto, sotto e sopra”. Paolo VI è trattato meglio del solito, specie alla data 5 dicembre 1964, con un suo “discorso della luna” di rientro dall’India. Su Maritain si apprende qualcosa di importante. Con garbo tre volte viene mostrato il volto del giovane Wojtyla e tre volte viene citato il giovanissimo Ratzinger. La “comunità lefebvriana” è detta “minuscola e vociante”. Buttate giù chè fa bene alla memoria.
Caro don Domenico ho visto che durante il Consiglio permanente della Cei – che si è aperto lunedì e che si è appena concluso – tu hai dato, in quanto portavoce della Conferenza episcopale, una dichiarazione al giorno per informare noi giornalisti sullo svolgimento dei lavori. E’ una buona novità. Siamo così venuti a sapere qualcosa della discussione in Consiglio sull’Anno sacerdotale, sull’emergenza educativa, sul nuovo rito delle esequie, sugli istituti superiori di scienze religiose, su “Chiesa e mezzogiorno”, sugli immigrati appartenenti alle Chiese dell’Ortodossia. Ma del caso Boffo e di Avvenire si è parlato o no?
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