Il blog di Luigi Accattoli Posts

“Sentivo che forse ero arrivato alla fine, ma questo mi ha aiutato perché ho capito che l’essenziale era lasciar fare a Dio”: parla così della sua esperienza con il Covid-19 il rettore del Seminario lombardo in Roma don Ennio Apeciti, 70 anni, storico della Chiesa, cultore degli scritti di Ambrogio da Milano. E’ stato un mese al Gemelli e ha fatto la terapia intensiva dalla quale è uscito bene. Nel primo commento riporto un brano dell’intervista che ha dato il 16 luglio a “Chiesa nella città”, magazine del portale della Chiesa Ambrosiana. Nel secondo commento un racconto della vicenda che don Ennio ha scritto per la rivista di Radio Mater “Eccoci Mamma”. L’intervista mi è stata segnalata da Emilia Flocchini che ringrazio: le parole di don Ennio le ho trascritte dalla registrazione video dell’intervista. Il file del testo di “Eccoci Mamma” mi è stato fornito dal suo direttore Enrico Viganò.


Capito a Bibbona, gentile borgo maremmano tra Bolgheri e Cecina, in provincia di Livorno e mi delizio di girare intorno alle linde pareti quattrocentesche di “Santa Maria della pietà”. La chiesa è chiusa e leggo la descrizione dell’interno dalla guida rossa del Touring “Toscana” del 1974. Vecchia ma affidabile. Vai al commento seguente per leggere la goliardica informazione che vi trovo sulla scritta latina che sovrasta una delle porte. Al terzo commento troverai la foto della scritta e un mio saluto al goliardico autore del testo.

Nel Vangelo di domani [Matteo 13, 24-30] Gesù invita i discepoli a convivere con la mala genia del nemico: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. 28 Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. 29 “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. 30 Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura”. Nel primo commento otto foglie del crescere insieme.

Il Vaticano pubblica un «manuale di istruzioni» di 164 paragrafi che fornisce ai vescovi indicazioni su come trattare i casi di abuso sessuale sui minori: avverte di non «cestinare» neanche le denunce anonime e quelle dei socials, di non spostare i sospettati di luogo in luogo, di inoltrare le denunce alle autorità civili quando ciò appaia «indispensabile per tutelare la persona offesa o altri minori». Il Vademecum su alcuni punti di procedura nel trattamento dei casi di abuso sessuale di minori commessi da chierici è stato redatto dalla Congregazione per la Dottrina della fede su mandato del Papa e su indicazione del vertice episcopale sulla pedofilia del 21-24 febbraio 2019. Nei commenti riporto brani sensibili.

Per il decennale della morte di Giuseppe De Carli, vaticanista del Tg1, che ricorreva il 13 luglio, l’Associazione culturale Giuseppe De Carli per l’informazione religiosa mi ha chiesto un video in sua memoria. Nel primo commento riporto l’appunto che mi ero scritto per registrarlo.

Ataturk, fondatore della Turchia moderna, aveva trasformato nel 1934 Santa Sofia da moschea a museo perchè fosse di tutti e non di una sola religione. Erdogan oggi la rivuole musulmana, assicurando che resterà accessibile a tutti ogni giorno e solo riservata ai musulmani per la preghiera del venerdì. Tra i commenti e le proteste del mondo e dei cristiani dò la palma alla proposta venuta dal Patriarca serbo Irinej: come ospiterà la preghiera musulmana il venerdì, Santa Sofia ospiti anche la liturgia cristiana la domenica. Nei commenti riporto le parole di Irinej, un’idea somigliante venuta dal vescovo gesuita Paolo Bizzeti vicario apostolico dell’Anatolia, una mia considerazione.

Francesco all’angelus ha detto con otto parole il suo dolore per Santa Sofia che tornerà moschea il 24 luglio: “Penso a Santa Sofia, e sono molto addolorato”. Nel primo commento metto il contesto delle parole del Papa. A seguire la mia interpretazione di questo doloroso silenzio ed elementi informativi sulla vicenda di Santa Sofia. Ma dico subito che saluto con soddisfazione le otto parole che Francesco ha aggiunto al testo scritto, pronunciandole con lunghe pause dopo le parole “Istanbul” e “Santa Sofia”. E’ poco ed è tardi ma certo era difficile fare prima e di più.

“Il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada”: il Vangelo di domani [Matteo 13, 1-23] mette in scena un seminatore mai visto, che sparge il seme con sbadata generosità, senza fare attenzione a dove cada: lungo la strada, su terreno sassoso, sui rovi e – meno male – anche sul terreno buono. Nel primo commento riporto i versetti di queste bracciate imprevidenti, nel secondo butto là uno spunto sul seminatore casual e un altro sulla varietà dei terreni.

“Papa Wojtyla è stato grande come apostolo ma mediocre come governo e forse si può dire lo stesso di Benedetto e di Francesco. Giovanni Paolo II e Benedetto delegavano il governo alla Curia e ne vennero forti inconvenienti. Francesco, anche per reazione a quegli inconvenienti, non si fida della Curia e non solo non delega ma neanche si fa aiutare e questo è un limite speculare e altrettanto rischioso”: è un passaggio del dibattito annunciato nel post di ieri che si è svolto con la partecipazione del collega Ciro Fusco presso la libreria San Paolo di piazza San Giovanni in Roma sui cent’anni di Papa Wojtyla. Il dibattito può essere visto e ascoltato qui: https://youtu.be/Lc1QkNGCL_8

Oggi pomeriggio dalle 17.00 alle 18 sono in diretta Facebook dalla Libreria San Paolo di Roma San Giovanni per discutere con Ciro Fusco dei cent’anni di Papa Woytila, con riferimento al volume “Giovanni Paolo la prima biografia completa” che pubblicai appunto con la San Paolo nel 2006 e che è ancora in commercio. Questo è il link per collegarsi: https://facebook.com/events/s/luigi-accattoli-presenta-giova/273105407313836/?ti=cl

Aggiornamento all’11 luglio. La registrazione video e audio al dibattito su Giovanni Paolo la trovi linkata al post seguente.