Nel Vangelo di domani leggeremo da Matteo 14, 13-21 la narrazione della moltiplicazione dei pani e dei pesci, introdotta da queste parole sulla compassione di Gesù per la folla, che prima soccorre con le guarigioni e poi con il cibo: “Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati”. Nel primo commento riporto il brano della compassione e nel secondo metto la lente sulla parola compassione.
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Ogni tragedia è sempre anche commedia e questa doppiezza dell’umano l’abbiamo avvertita persino nei momenti più gravi della pandemia: Vincenzo Pennacchia, 60 anni, di Bergamo, portato in coma al Campus Biomedico di Roma, quando si è svegliato – dopo cinquanta giorni di terapia intensiva – vedendo intorno a sé persone con scafandri e tute ha creduto d’essere rapito e prontamente ha buttato là offerte imperdibili per il riscatto. Nei commenti le sue parole di rapito e altre sulla sua umana commedia.
“Ora il mio altare è il letto del malato” disse alla sua comunità don Alberto Debbi tornando a fare il medico che era stato prima di farsi prete. Originario di Salvaterra (Casalgrande), 44 anni, pneumologo, prete dal 2018, aveva prestato servizio per sette anni nell’ospedale di Sassuolo nel quale è rientrato nei giorni più duri della pandemia. Nei commenti alcune sue parole che prendo da messaggi e interviste. Infine un link a una bella intervista di TV2000.
Ero stamane con Romolo Pietrobelli a una riunione della Giuria del Premio Castelli e da lui ho saputo che Raniero La Valle, 89 anni, ha fatto ora ora un’operazione al cuore che ha superato bene. Romolo ha 94 anni. Insieme abbiamo ricordato vari amici comuni che sono tutti sopra i novanta e li portano bene: Luigi Bettazzi 96, Virginio Rognoni 95, Carlo Molari 92, Nuccio Fava 91, Domenico Rosati 91, Ruggero Orfei 90. E’ bello avere amici di così tanta vita. Mando a tutti il mio abbraccio riconoscente e li festeggio nel primo commento con un’esclamazione d’Omero a lode della gagliarda vecchiaia.
La pandemia “è un tempo di prova e di scelta affinché possiamo orientare la nostra vita in modo rinnovato a Dio, nostro sostegno e nostra meta”: parole di Papa Francesco nella prefazione che ha scritto per il volume «Comunione e speranza. Testimoniare la fede al tempo del coronavirus», di autori vari coordinati dal cardinale Walter Kasper e dal sacerdote tedesco George Augustin (Libreria Editrice Vaticana, pagine 166, euro 13). Nei commenti riporto i paragrafi centrali del testo di Francesco, che offrono una buona sintesi della sua predicazione e della sua attività in questa stagione.
“Vedere la situazione di emergenza negli ospedali mi ha risvegliato la passione di ogni medico che accorre e soccorre senza età”: così Monica Bettoni, già senatrice del Pd e sottosegretario alla sanità, nonché direttrice dell’Istituto superiore di sanità, ha motivato la sua decisione di tornare a fare il medico a 69 anni. E’ stata tra i primi medici a raccogliere l’appello di tornare tra le corsie in aiuto dei colleghi sopraffatti dai ricoveri ed è uno dei 57 “Cavalieri al merito della Repubblica” premiati dal presidente Mattarella il 2 giugno. Nei commenti riporto tre suoi testi che ho cavato da interviste e dichiarazioni.
“Il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare che raccoglie ogni genere di pesci”: è il primo tempo di una delle tre parabole del Regno proposte dal Vangelo di Domani, XVIIma domenica del Tempo ordinario [Matteo 13, 44-52]: parabole del tesoro nascosto nel campo, della perla di grande valore, dei pesci buoni e cattivi. Nel primo commento le parole della parabola, nel secondo la mia interpretazione.
“C’è tanta bontà in prigione. Talvolta, ne sono certo, le carceri possono essere l’inferno sulla terra. Sono stato fortunato, tenuto al sicuro e trattato bene. Sono rimasto impressionato dalla professionalità delle guardie, dalla fede dei carcerati e dalla presenza di una moralità perfino nei luoghi più oscuri”: parole del cardinale Pell che ha fatto 400 giorni di carcere in Australia, condannato ingiustamente e poi scagionato per il reato di pedofilia. Nei commenti alcuni passaggi del racconto che ha affidato alla rivista americana “First Things” e che riprendo dalla traduzione del settimanale “Tempi. In coda una mia nota.
Fabio Stevanazzi, prete ambrosiano, 48 anni, era medico prima dell’ordinazione ed è tornato a fare il medico in pandemia: in accordo con l’arcivescovo Delpini, è stato “assunto” dall’ospedale di Busto Arsizio, nell’emergenza delle terapie intensive. E’ uno dei 57 “Cavalieri al merito della Repubblica” premiati dal presidente Mattarella il 2 giugno. Nei commenti riporto tre suoi testi che ho cavato da interviste e dichiarazioni.
La “conversione pastorale in senso missionario” delle comunità parrocchiali è l’biettivo di una istruzione pubblicata ieri dalla Congregazione per il clero. Le situazioni descritte dall’Istruzione costituiscono nel loro insieme una provocazione alle comunità parrocchiali “a uscire da se stesse, offrendo strumenti per una riforma, anche strutturale, orientata a uno stile di comunione e di collaborazione, di incontro e di vicinanza, di misericordia e di sollecitudine per l’annuncio del Vangelo”. Nei commenti riporto due affermazioni guida che l’istruzione riprende dal magistero di Francesco e una decina di suggerimenti per la messa in opera di possibilità già previste.
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