Il blog di Luigi Accattoli Posts

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Due Gru cinerine sul greto del fiume Piave discutono la rotta della migrazione verso il Nord Europa. Vengono a me da un libro di Leonardo Sapienza che ha per protagoniste le Dolomiti, illuminate da 41 foto di Giacomo De Donà e 50 di Loris De Barba: nei commenti trovi informazioni sulle gru, sul libro, sulle sapienti didascalie, sul titolo del post.

La comunicazione digitale che tutto collega potrebbe domani mitigare la segregazione del mondo carcerario, almeno per gli aspetti più iniqui e meno necessari. Ho percepito qualcosa di questa possibilità nel mio lavoro di giurato del Premio Castelli, un premio «letterario» per detenuti che ha dietro la Società di San Vincenzo de’ Paoli. Provo a raccontare quella percezione. – E’ l’attacco incoraggiante di un mio articolo quasi esperienziale appena pubblicato dalla rivista “Il Regno” con il titolo “Il digitale in carcere può ridurre l’isolamento dei prigionieri“.

La Corte costituzionale ha dichiarato oggi contraria alla nostra Costituzione la norma dell’ordinamento penitenziario che esclude dalla concessione di permessi i condannati all’ergastolo che non collaborano con la giustizia, purchè ovviamente consti che abbiano interrotto ogni rapporto con l’associazione di appartenenza, sia che si tratti di mafia sia di terrorismo. Nel primo commento il comunicato stampa sulla decisione, nel secondo la mia reazione che è di festa, avendo pubblicamente preso posizione per il superamento di quella norma l’11 ottobre a Matera, in qualità di presidente della Giuria del Premio Castelli per detenuti.

“Non sono portato a fare il santo” scriveva in una delle tante lettere l’arguto John Henry Newman, canonizzato domenica 13. Nei commenti la citazione esatta e qualche ragguaglio sui santi che si sentono lontani dalla santità.

Amici belli, il gruppo di lettori della Bibbia che si riunisce a casa mia con il nome di “Pizza e Vangelo” prosegue, lunedì 21 ottobre, la lettura del primo capitolo del Vangelo di Marco avviata lunedì 7. Marco avvia il suo racconto presentandoci con drammatica rapidità Gesù battezzato e tentato nel deserto. L’appuntamento sarà anche occasione per ricordare – in vista del 2 novembre – i morti che ci hanno preceduti in “questa via”, come dicevano i primi cristiani. Nei commenti una scheda di presentazione del brano, il testo che leggeremo, l’invito a partecipare a chiunque voglia esserci.

Tra le similitudini che legano la nostra situazione di Chiesa con quella dell’Amazzonia – sulle quali vado insistendo: vedi il post di ieri – c’è anche il ruolo guida di fatto svolto da laici, in forte maggioranza donne, senza mandato o con una investitura che appare spesso insufficiente. Nei commenti riporto gli spunti forniti nel briefing di ieri da due vescovi amazzonici e da uno italiano  (Ambrogio Spreafico, del quale trattava il post di ieri).

Il Sinodo dell’Amazzonia che si sta svolgendo in Vaticano non è lontano da noi e ho segnalato più volte qui nel blog questa vicinanza con il motto L’Amazzonia siamo noi. Ne do ora un nuovo riscontro narrando un’assemblea della diocesi di Frosinone su “Il Creato: armonia di differenze” che si è fatta il 21 e 22 settembre, ad apertura della quale ho intervistato il vescovo Spreafico sulla responsabilità dei cristiani nei confronti della terra e dei poveri. Quell’assemblea, come chiarisco nei commenti, era segnata da un forte richiamo al Sinodo dell’Amazzonia, che vi era presente almeno a due titoli.