Il blog di Luigi Accattoli Posts

L’assemblea della Cei ha approvato ieri la nuova traduzione del Messale che apporta un cambiamento al “Padre Nostro” e uno al “Gloria”: cambiano solo sette parole, ma è una vera novità, perché si tratta di due espressioni che fanno parte del linguaggio quotidiano. Nei commenti il dettaglio.

“La droga dà / la droga toglie / ma se la sai usa’ / te dà tante gioie”: scritta che ho letto in via Caio Cestio, in Roma, sul muro che fronteggia l’ingresso al “Cimitero acattolico”. Un caso nel quale il contesto dice più del testo.

Ho ricevuto il volume “Oltretevere. Il rapporto tra i pontefici e i presidenti della Repubblica italiana dal 1946 a oggi” di Alessandro Acciavatti (Piemme) e sono andato all’appendice dov’è un testo scritto da Benedetto XVI per questo libro nel 2016. In esso il Papa emerito parla con apprezzamento di Napolitano, che fu presidente negli anni del suo Pontificato, ne loda la veduta umanistica di progressivo avvicinamento al cristianesimo e conclude con l’affermazione che la sua presidenza sia stata una “fortuna per l’Italia”. Nei commenti due passaggi delle parole benedettiane e un mio commentuzzo.

“There’s nowhere for me to be”, non c’è posto per me, è la scritta in inglese apparsa a fine settembre sul muro di un liceo di Bassano del Grappa. Ho trovato due gridi paralleli: “Dio mio difendimi dal mondo” (parole di un barbone ascoltate da Grazia Francescato che le narra nel libro “In viaggio con l’Arcangelo”, Idea libri 2000); “In questa città ho paura, nessuno mi conosce, solo Dio” (graffito letto da Guido Ceronetti a Roma Tiburtina, “La Stampa” dell’8 aprile 1995).


Surreale manifesto per il pellegrinaggio a Medjugorje: con 300 euro, 320 a capodanno, ti assicuri il viaggio in pullman, la pensione completa e l’apparizione con la veggente Mirijana. Un visitatore – che ringrazio – mi ha mandato la foto del manifesto. Nel primo commento l’intera immagine, nel secondo il link al sito della devota “Associazione Medjugorje Milano Onlus”.

“Nei tuoi occhi c’è scritto che ami il mondo / ora lo amo anch’io”: è una scritta che ho letto a via dei Liguri, in Roma, sulla sinistra per chi vada verso via dei Lucani. Segnala il trascinamento al buono sperimentato dagli innamorati: già Dante ne diceva. Ma il meglio è nel controcanto che un’altra mano ha graffito accanto: “Ami tutti? Chille so’ de la Lazio!” Come dire: non esageriamo.

Il nuovo vescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, il padre somasco Franco Moscone, manda una lettera di bella parresia ai cristiani che gli sono stati affidati: non sono stato mai laggiù, chiamatemi “padre”, non mi fate regali, beneditemi con la vostra preghiera. Nei commenti i dettagli.

Una rozza occhiata all’Annuario statistico della Chiesa narra che ci sono più battezzati cattolici dove i preti sono di meno: in Europa abbiamo il 42,6% dei preti del pianeta e il 22% dei battezzati; mentre nell’America Centrale i preti sono al 5,3% e i battezzati all’11,6%. Qualche volta le statistiche invitano a pensar male.


Tornando da Recanati a Roma (vedi post del 3 novembre) ho fatto sosta, ieri in mattinata, nell’Abbazia di Santa Croce in Sassovivo, a sei chilometri da Foligno e mi sono beato del suo chiostro, gemello a quello dei Santi Quattro di Roma. L’ho fotografato per voi. Se non lo conoscete organizzate le vostre vacanze per passare di là. Nei commenti altre foto e altre didascalie.

Abbiamo un Papa che sbaglia e si corregge: l’aveva fatto sugli abusi in Cile e ora di nuovo su Medjugorje. Ha affidato la correzione a Chiara Amirante e la riporto in dettaglio nei commenti. Qui dico che sono contento della correzione: io non sono un devoto di Medjugorje dove non sono andato e di cui non ho mai scritto di mia iniziativa, ma le parole dette dal Papa in aereo tornando da Fatima, nel maggio del 2017, mi erano parse fuori luogo, o quantomeno stonate. Ottimo il Francesco che rimedia alle “cantonate”, come lui le chiama.