
Avete mai trasportato zucche nevrotiche dall’Aventino al Terminillo? Qui sopra l’impatto emotivo, nel primo commento dettagli e scontrini.
Il blog di Luigi Accattoli Posts
Freud ha divulgato l’idea che lo stare distesi liberi la mente e quel convincimento è coltivato oggi da molti senza scomodare la psicanalisi. L’architetto Mario Bellini confidava al Corsera dell’8 luglio che le idee gli vengono “disteso a letto”, quando “la mente si espande, diventa un luogo”. Prima di lui Papa Ratzinger aveva raccontato che per “ponderare bene una questione” si distende sul divano: “Non posso farne a meno” (Ultime conversazioni, Garzanti 2016).
Ho rivisto in questi giorni i dibattiti che abbiamo avuto in passato qui nel blog sulla pena di morte – tantissimi – e in particolare i due che trattavano di come la pena di morte era inquadrata nel paragrafo 2267 del Catechismo che ora è stato riscritto: uno del novembre 2007 [il blog è oggi dodicenne] e un altro dell’ottobre 2011. Nei commenti metto i link a quei dibattiti, segnalo i due visitatori che più esplicitamente chiedevano la modifica ora attuata da Francesco e dico che negli anni il nostro dibattito è stato buono.

Questo è il Castello di Romena (Pratovecchio, Arezzo) e nel primo commento trovate la foto di un capitello della Pieve di Romena. Non sono lì ora: ci sono stato tre settimane addietro e ho preso le due foto che ora metto nel blog dalla calura romana. Fate conto che si tratti di quelle cartoline che compravamo in gita scolastica e che spedivamo poi da casa qualche giorno dopo.
Attuando quanto annunciato l’11 ottobre, Francesco modifica il “paragrafo 2267 del Catechismo della Chiesa Cattolica sulla pena di morte”, che da sconsigliata diviene “inammissibile”. Nel primo commento il nuovo testo. Più tardi servirò vari contorni e dirò la mia sulla penosa ed evangelica questione: sono in giro nella luce romana e mal provvisto quanto a tablet e cursori.
Libero Milone, già Revisore generale dei conti in Vaticano, licenziato con gravi accuse nel giugno dell’anno scorso, torna a parlare a nove mesi dall’autodifesa del settembre 2017, dicendo in sostanza: non sono sotto inchiesta giudiziaria in Vaticano, nè sono stato condannato, chiedo dunque d’essere reintegrato, o comunque riabilitato. Nei commenti il diritto e il rovescio di quest’ultimo atto d’una vicenda oscura. Per quello che vale l’opinione di un vaticanista, io la penso come Milone: urge un chiarimento.
Visitatori belli, chiedo una mano per capire il fenomeno dei minori stranieri non accompagnati, o bambini e ragazzi migranti senza famiglia. Perché ne arrivano così tanti? Sarebbero 17.337 quelli arrivati nella sola Italia nel 2017. Le famiglie li fanno partire per salvare almeno loro dalla fame e dalle guerre, o è un primo passo – che sarebbe comunque da disperati – per stabilire una testa di ponte in vista di futuri ricongiungimenti? O è tratta negriera? Pongo la domanda alla vigilia della giornata contro la “tratta di persone” e al solo scopo di capire. Casserò gli interventi di pura polemica. Nei commenti qualche link, a partire dal richiamo alla giornata fatto da Francesco all’Angelus.
Francesco indurisce la repressione degli abusi sessuali su minori: oggi ha tolto il cardinalato allo statunitense Theodore McCarrick, 88 anni, già arcivescovo emerito di Washington. Un provvedimento rarissimo, mai adottato finora per gli abusi. Nei commenti il fatto e le parole.
Non condivido il “Vade retro” di “Famiglia Cristiana” al ministro Salvini. Concordo sul richiamo al principio della carità, ma proprio perché quel principio mi sta a cuore dissento sui toni aggressivi che possono solo danneggiarlo. Inoltre sono per il rispetto dei governanti, anche quando non ne condivido le politiche. Nei commenti zappetto ancora questa aiuola.
Muore Luigi Melesi per trent’anni cappellano a San Vittore e il vescovo Erminio De Scalzi ricorda su “Avvenire” del 13 luglio lo scrupolo con cui, celebrando alla Rotonda, andava con il turibolo alle cancellate dei sei raggi a incensare quell’assemblea di tribolati: “Voleva così onorare la dignità dei detenuti, ferita ma non perduta”. Uno ripensa alle lotte secolari di principi e reali per la precedenza nel ricevere l’incenso delle messe e dice “grazie” a don Melesi.
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