Il blog di Luigi Accattoli Posts

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Questa foto è di sabato scorso. Mi trovavo a Recanati nel campo di uno dei miei fratelli. Eravamo al tramonto e il girasole sonnecchiava dopo una giornata di luce. Per farmi ascoltare l’ho preso per il collo.

Sto seguendo in diretta l’incontro dei cristiani del Medio Oriente che si fa oggi a Bari su invito di Francesco: e oggi pomeriggio alle 16.00 sanò nello studio di TV2000  per una lettura d’insieme della giornata. Nei commenti aggiornerò via via informazioni e riflessioni. Parto dicendo che è una giornata grande che dice la situazione misera dei cristiani in quelle terre: pochi, divisi, perseguitati, incapaci di pregare insieme, disabili a parlare a una voce, o a collaborare.

Ieri il Papa ha nominato il collega Paolo Ruffini , finora direttore di TV2000, prefetto del dicastero per la comunicazione.  Ruffini è il primo laico capo dicastero in Vaticano. Dunque ottima notizia. Nel primo commento una possibile implicazione della nomina.

M’affaccio alla finestra. L’estate è donna. Gambe nude e cappelli.

L’uso di parabole narrate e vissute è un aspetto creativo della comunicazione di Francesco che ho  trattato in quattro occasioni sulla rivista “Il Regno”. Nel più recente dei quattro testi provo a tirare le fila di tale indagine interrogando parabole vissute (il papa che indossa il giubbetto salvagente di una bambina morta in mare, l’incontro con un trans a Santa Marta e altre) che Francesco stesso interpreta volgendole in parabole narrate. Nel primo commento il link al testo de “Il Regno” e l’intenzione che l’ha guidato.

E’ il titolo di una conferenza che tengo dopodomani qui a Roma a un uditorio universitario. Chiedo ai visitatori di darmi qualche suggerimento, o dato statistico, o link a fonti statistiche, o bibliografia. Nel primo commento spiego l’argomento che affronterò.

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Vergine Santa proteggi la mia famiglia / aumenta la nostra fede / fa che mio marito e i miei figli / possano convertirsi e ringraziare / donaci pace e amore / nei nostri cuori / Amen – Sono stato stamane a messa nel Santuario di Loreto e nella Sacrestia del Pomarancio ho trascritto dal registro delle preghiere questa invocazione che figura alla data del 18 giugno. Nel primo commento una foto del favoloso Pomarancio.

Sono nella mia Recanati e vado a Montelupone a fare visita a don Gino Marconi, che ebbi parroco da ragazzo e che ora ha 91 anni: l’età di Papa Benedetto. Per la prima volta non mi riconosce ma parla con buona voce e dice giuste parole. Sono con un mio fratello, ambedue fummo a lungo suoi aiutanti in parrocchia. Dice il caro don Gino: “Date aiuto al prossimo, lasciate un buon esempio e Dio vi compenserà. No, non mi ricordo di voi, ma sono contento che siate venuti a trovarmi e che vi ricordiate di me. Vi ringrazio”. Siamo noi a ringraziarti, gli diciamo, per allora e per oggi. Conclude: “Ringraziamo dunque il Signore che ci ha fatto incontrare in questo mondo e arrivederci in Cielo”. Straordinario incontro con uno smemorato memore di Dio.

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Non sono gladioli, ma sono belli e non conosco il nome; e dunque gliene ho dato uno che suona bene, bene sonans: li ho fotografati per voi ieri mattina lungo il nuovo percorso “alle pendici del Palatino” che è stato appena aperto. Nei commenti altri sassetti del memorabile sentiero.

“Pare strano che la povertà possa crescere in concomitanza con la crescita – da ben 15 trimestri – del Pil, seppure a ritmi piuttosto blandi. Sapete che cosa vuol dire? Se c’è chi peggiora sempre di più la propria condizione, ma il Pil aumenta, vuol dire che c’è chi la migliora e anche di molto”: parole di Linda Laura Sabbadini che ho letto su “La Stampa” di Torino. Nei commenti la fotografia della povertà in Italia scattata dall’Istat e una mia noterella.