Com’è scombinato il mondo: da un quarto di secolo qui da noi s’argomenta che i papi chiedono troppi perdoni, ed ecco il Parlamento del Canada che il 1° maggio intima a Francesco di «scusarsi» per l’annoso maltrattamento dei bambini aborigeni nelle scuole cattoliche. Sul pianeta inesplorato del perdono si va a tentoni e Francesco tasta con impegno il terreno, tra le proteste di chi l’accusa di dire troppo e chi vorrebbe dell’altro. E’ il promettente attacco di una mia noterella pubblicata da Il Regno che ricapitola gli ultimi passi del Papa che chiede perdono e li interpreta nel quadro di quanto facevano in precedenza i Papi del Vaticano II.
Il blog di Luigi Accattoli Posts

Targa che ho fotografato in via dei Banchi Vecchi. Nel primo commento un’analoga grida dei nostri giorni che ho trovato in via dei Banchi Nuovi.
Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di ipotesi ma vedo che riprende quota la possibilità del governo politico lavorato da Salvini e Di Maio, atteso da Mattarella, intestato a Conte, munito di un convitato di pietra di nome Savona. Tifo perché possa essere varato. Le ragioni sono le stesse che avevo detto nei post del 14 e 17 maggio, quando si era profilato l’accordo tra i due premiati dal voto. Aggiungo tre corollari che svolgo nel primo commento.
“Non mi fa paura niente: sarà incoscienza?” dice Bergoglio a pagina 78 del volume con Dominique Wolton “Dio è un poeta. Un dialogo inedito sulla politica e la società” (Rizzoli 2018). Ancora, stessa pagina: “Mi sento libero come un pesce nell’acqua”. Da dove gli viene quell’incoscienza? Forse da una donna, Teresa D’Avila (1515-1582), che nella “Preghiera semplice” detta questa invocazione: “Niente ti faccia paura, a chi ha Dio, nulla manca. Dio solo basta”.
Sono turbato dai fatti della politica. In casa ogni volta che ci mettiamo a tavola, come anche nelle serate di “Pizza e Vangelo”, da settimane la nostra preghiera è per i governanti. Nei commenti riassumo le parole con le quali la esprimiamo, spiego che quando prego non parteggio e riporto un’indicazione recente di Papa Francesco sul dovere di pregare per i governanti.
Ieri a Piacenza è stata proclamata Beata Leonella Sgorbati, suora Missionaria della Consolata, uccisa in odio alla fede a Mogadiscio (Somalia) nel 2006. La sua vita spesa per il Vangelo e al servizio dei poveri, come pure il suo martirio, rappresentano un pegno di speranza per l’Africa e per il mondo intero. Preghiamo insieme per l’Africa, perché ci sia la pace lì. [Ave Maria…] Nostra Signora dell’Africa, prega per noi.: così Francesco all’angelus. Nel primo commento il link al mio ricordo di Leonella e altri spunti.
Ieri pomeriggio Francesco è andato alla “Biblioteca di Elisa”, creativa esperienza scolastica romana, periferia sud-est, tra la Borgata Finocchio e la Borghesiana. E lo ha fatto come “Venerdì della Misericordia”: insegnare a leggere libri come opera di misericordia, e farlo con le famiglie della periferia più abbandonata. Nei commenti informo e argomento.
Curioso di sapere che pesce sia questo Giuseppe Conte, scopro che da studente universitario frequentava Villa Nazaret e commento tra me che c’è sempre un cattolico democratico sotto il letto. Ma sono portato a sperare che le novità aprano vie inaspettate e dunque resto sulla guardinga fiducia che il governo sia varato, come già avevo detto qui giorni addietro. Come gesto di buona volontà metto nel primo commento tutte le parole dette ieri al Quirinale dal premier incaricato e nel secondo la mia noterella.

Foto presa stamane al Palatino, nelle vicinanze dell’Area Arcaica, venendo dagli Orti Farnesiani e andando verso la Casa di Livia.
Nel primo commento: dove ho trovato Leo, come parla, che dice.
2 Commenti