“Stiamo scrivendo la storia” confidò di Maio nel mezzo delle trattative con Salvini. E ora leggiamo una confessione gemella di Thomas Leoncini che in limine al volume intervista con Bergoglio “Dio è giovane” (Piemme 2018) ci assicura che appuntando le parole del Papa ebbe la sensazione che “la storia stesse passando, provvisoriamente, attraverso le mie mani”. Leoncini aveva a quel momento 32 anni e Di Maio sta per compierli: a quell’età la storia ci tampina.
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La Spagna che accoglie a Valencia la nave con 629 disperati, Kim Jong-un che firma a Singapore un accordo con Donald Trump: provo a interpretare a mio favore i segni ultimi dell’andamento ad alto rischio delle cose umane sul pianeta. Nei commenti metto in fila alla rinfusa lo spavento e la speranza.
Amici belli, il gruppo di lettori della Bibbia che si riunisce a casa mia con il nome di “Pizza e Vangelo” lunedì 11 giugno – dopodomani – legge dal capitolo 22 degli “Atti degli Apostoli” la forte rivendicazione della cittadinanza romana da parte di Paolo: “Sono romano e lo sono di nascita”. Un po’ come le vittime di Verre nella narrazione di Cicerone. Vedremo di fare luce su questa condizione di cittadino romano dell’Apostolo e sul fatto che – a differenza di Gesù – Paolo non rinuncia a difendersi quand’è accusato e quando viene portato davanti ai tribunali. La cosa è molto interessante! Nei commenti la scheda inviata ai partecipanti, il testo che leggeremo, l’invito di venirci a trovare rivolto a chi si trovi a Roma.
“Il ministro Costa ci è stato di grande aiuto” e “credo che farà un buon lavoro”: lo dice don Maurizio Patriciello in un’intervista al Tg2000, commentando il decreto legge del neo ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, sulla Terra dei Fuochi. nel primo commento il comunicato di TV2000.
“Nelle cose dell’amore non si dà materia lieve” sentenziavano i moralisti: “In re venerea non datur parvitas materiae”. Ma Papa Bergoglio scombina la classifica e dice a Dominique Wolton (nel volume “Dio è un poeta”, Rizzoli 2018, a p. 154) che “i peccati più lievi sono quelli della carne”. In ciò seguendo Miguel de Unamuno che nella “Vita di Don Chisciotte e di Sancho” (1905) affermava della prostituta Maritornes che “si può dire a stento che pecchi”.
Ti ringrazio per il contributo alla Chiesa e all’umanità tramite il tuo servizio teologico e il tuo amore preferenziale per i poveri: così Francesco in un messaggio per i 90 anni del teologo peruviano Gustavo Gutierrez, protagonista da sempre della corrente moderata della Teologia della liberazione. Nel primo commento l’intero messaggio. Un bacio a Gutierrez che ho abbracciato a Lima nel febbraio del 1985, prima visita in Perù di Giovanni Paolo II.

Elisabetta ed Evelina sono gemelline siamesi con un solo fegato. Nate a Cremona, sono state separate al Bambino Gesù di Roma quando avevano cinque mesi. Il “Corriere della Sera” di ieri ha narrato la storia e pubblicato questa foto e l’altra che è nel primo commento. Le dedico ai lettori per un respiro di vera vita tra gli affanni. Nel terzo commento metto la storia che ho preso dal Corsera, abbreviandola.
Gran bella celebrazione e processione del Corpus Domini ieri a Ostia, da chiesa a chiesa, nel cuore di quella città portuale umiliata e in cerca di riscatto. I parroci avevano invitato il Papa per averne sostegno e Francesco è andato. Nei commenti la parte finale dell’omelia e il link a un mio articolo pubblicato ieri dal “Corriere Roma”.
Com’è scombinato il mondo: da un quarto di secolo qui da noi s’argomenta che i papi chiedono troppi perdoni, ed ecco il Parlamento del Canada che il 1° maggio intima a Francesco di «scusarsi» per l’annoso maltrattamento dei bambini aborigeni nelle scuole cattoliche. Sul pianeta inesplorato del perdono si va a tentoni e Francesco tasta con impegno il terreno, tra le proteste di chi l’accusa di dire troppo e chi vorrebbe dell’altro. E’ il promettente attacco di una mia noterella pubblicata da Il Regno che ricapitola gli ultimi passi del Papa che chiede perdono e li interpreta nel quadro di quanto facevano in precedenza i Papi del Vaticano II.

Targa che ho fotografato in via dei Banchi Vecchi. Nel primo commento un’analoga grida dei nostri giorni che ho trovato in via dei Banchi Nuovi.
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