Uno dei quattro itinerari del Giubileo dei camminanti passa sotto le mie finestre e io ne sono felice e anche il mio parroco, perché sfiora la nostra chiesa, che è quella della Madonna dei Monti. Faremo un pellegrinaggio a piedi verso San Pietro, ma più ancora io aspetto di varcare la Porta santa della carità, che il papa aprirà all’ostello Luigi di Liegro di via Marsala, a lato della Stazione Termini, il 18 dicembre: è il lieto attacco di una mia riflessione giubilare sul territorio che Il Regno ha pubblicato con il titolo In attesa del Giubileo. Consolazione per noi romani meschinelli.
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“Vorrei sapere se in occasione dell’Anno della Misericordia ci sarà misericordia anche per Sandro Magister in modo che possa attraversare questa porta”: è una domanda che è stata fatta al portavoce Lombardi nella conferenza stampa per l’avvio del Giubileo, che è appena terminata. La risposta di Lombardi è stata: “Vedremo”. Nei commenti un richiamo ai fatti e un mio saluto a Sandro.
In merito alla decisione di autorizzare i soli commenti firmati, annunciata per il 1° gennaio nel post di ieri, do risposta a domande poste da visitatori che si sono firmati. Saluto gli altri chiedendo scusa a quanti ritengono di non poter accettare la nuova condizione per intervenire: ponendola sapevo – e lo dicevo – che non avrebbe incontrato l’approvazione generale. Ma la considero necessaria. Della sua necessità mi ha dato conferma lo sviluppo della discussione, dove le parole inappropriate sono venute da visitatori mascherati.
Visitatori belli ho deciso: dal 1° gennaio potrà commentare solo chi si firma per esteso. Do l’avviso con un mese di anticipo in modo che ognuno possa valutare. Per chi usa pseudonimi le possibilità sono due: mantenere l’attuale denominazione e firmare per esteso alla fine del commento, o iscriversi di nuovo con nome e cognome. Nei primi commenti qualche spiegazione.
L’Africa è vittima. L’Africa sempre è stata sfruttata da altre potenze. Dall’Africa venivano in America, venduti, gli schiavi. L’Africa è un martire. E per questo io amo l’Africa: parole dette dal Papa ieri in aereo, che pongo a prologo delle altre che riporto nei primi commenti.
“Tra cristiani e musulmani siamo fratelli. Dobbiamo dunque considerarci come tali, comportarci come tali. Sappiamo bene che gli ultimi avvenimenti e le violenze che hanno scosso il vostro Paese non erano fondati su motivi propriamente religiosi. Chi dice di credere in Dio dev’essere anche un uomo o una donna di pace”: così ha parlato stamane il Papa visitando la Moschea Centrale di Koudoukou a Bangui, nella Repubblica Centroafricana. Nei commenti altre parole di Francesco nell’ultimo giorno del viaggio africano.
Folla in festa e sicurezza vaticana con i giubbotti antiproiettile: sono le prime immagini della presenza del Papa a Bangui, capitale della Repubblica Centroafricana dove Francesco è arrivato alle 10 e dove questo pomeriggio aprirà la prima Porta Santa del Giubileo della Misericordia. Primizia giubilare donata ai più poveri. Invocazione della Misericordia su un popolo misero e insanguinato. Seguirò la giornata con le dirette di TV2000 e aggiornerò il racconto via via, con i commenti.
Faccio appello a tutti i cristiani, in particolare ai Pastori, a rinnovare lo slancio missionario, a prendere l’iniziativa contro tante ingiustizie, a coinvolgersi nei problemi dei cittadini, ad accompagnarli nelle loro lotte, a custodire i frutti del loro lavoro collettivo e a celebrare insieme ogni piccola o grande vittoria. So che fate molto, ma vi chiedo di ricordare che non è un compito in più, ma forse il più importante, perché «i poveri sono i destinatari privilegiati del Vangelo» (Benedetto XVI, Discorso ai Vescovi del Brasile, 11 maggio 2007, 3): così Francesco ha parlato stamane agli abitanti di Kangemi, una delle sette bidonville di Nairobi. Nei primi commenti altre parole accese di Bergoglio l’africano.
Si è spenta stamane all’alba / serenamente / Marlene Fresco / Era la più bella, la più dolce, / la più amata delle mogli. / Il marito PAOLO la piange / affranto, sperando disperatamente / di ritrovarla presto in un’altra vita. / Fiesole, 26 Novembre 2015. E’ un annuncio che prendo da “QN Necrologie” e che segnalo ai visitatori per l’affermazione della spes contra spem – sperando disperatamente – che è l’argomento tra tutti che più mi riguarda. Nei commenti qualche notizia su Paolo e Marlene e una richiesta di collaborazione.
Sabato sono andato a Villa Nazareth per un convegno sul “governo di un mondo multipolare a 40 anni da Helsinki”. Il programma era pieno di presenze forti, da Romano Prodi al cardinale Parolin, ma io vi sono andato per salutare il fegatoso Franco Cardini e ascoltarlo su “L’Islam e gli Islam”. Come stai Franco? “Si invecchia”. “Ci aiutano i tempi interessanti che viviamo”. “E’ una fortuna trovarcisi in mezzo. Ma un proverbio cinese dice: guai a chi vive in tempi interessanti”. Ogni incontro con Cardini è una tempesta di cervelli. Ed eccolo al microfono che sacramenta contro “l’empia, blasfema ferocia dei terroristi” e contro “il califfo al-Baghdadi, un brigante che si comporta come se fosse un capo di stato: i suoi seguaci gli vanno sottratti uno ad uno o battendoli sul campo o convincendoli ad abbandonare la sua causa e a passare alla nostra. Perché questa è una guerra dove non basta vincere, bensì occorre convincere”. Nei commenti continua il torrente Cardini.
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