Questo è un messaggio per i visitatori romani: stasera alle 19,45 alla Madonna dei Monti – che è la mia parrocchia – tiene il primo appuntamento il gruppo “Ospitare i rifugiati” che vuole aiutare il parroco in nell’opera di accoglienza dei profughi chiesta dal Papa. Chi pensasse di poter dare una mano, o fosse interessato a come una parrocchia affronta l’impresa, sarebbe il benvenuto. Un idraulico o un muratore potrebbero aiutare a sistemare le stanze, qualcuno può offrirsi per cucinare, una farmacia o un avvocato di riferimento sarebbero pure utilissimi, nonché qualcuno che organizzi una colletta. A stasera.
Il blog di Luigi Accattoli Posts
Martedì la prima udienza del processo ai corvi e ai giornalisti, per furto di documenti e loro divulgazione; è di ieri il rinvio a giudizio. I corvi sono tre e sono accusati anche di associazione a delinquere: e qui non ho nulla da dire. Ma il processo ai due giornalisti mi pare un errore. Il rinvio a giudizio afferma che “Fittipaldi e Nuzzi sollecitavano ed esercitavano pressioni, soprattutto su Vallejo Balda, per ottenere documenti e notizie riservati, che poi in parte hanno utilizzato per la redazione di due libri usciti in Italia nel novembre 2015”. No, non funziona. Pressioni? Induzione psicologica? Nuove vie per far ridere i polli? Torna lo Stato Pontificio che non ammetteva la libertà di stampa e proietta la sua veduta sui cittadini italiani? In pieno terzo millennio? Qualcuno in Vaticano deve avere l’occhio abbagliato dallo svolazzo dei corvi. Mi auguro che i due giornalisti vengano scagionati fin dalla prima udienza.
“Andate alle periferie. Cercate lì i poveri. Loro hanno l’esperienza della sopravvivenza, anche della crudeltà, anche della fame, anche delle ingiustizie. Hanno una umanità ferita”: così il Papa stamane al congresso “Educare oggi e domani”. Nei commenti l’intera esortazione alle periferie.
La Francia sconsiglia al Papa di andare nella Repubblica Centroafricana, dove vuole essere il 29 e 30 di questo mese e dove vorrebbe aprire la prima Porta Santa del Giubileo della Misericordia. Stamane il portavoce Lombardi ha esposto ai giornalisti il programma della visita ai tre paesi africani (Kenya e Uganda e poi Centrafrica, dal 25 al 30 novembre) e ha confermato anche la tappa più difficile per la quale il segretario di Stato Parolin aveva detto tre giorni addietro: “Per la Repubblica Cetroafricana si vedrà in base alla situazione sul terreno”. Nei commenti le parole di Lombardi e altri ragguagli.
Il Papa fa annunciare che il 17 gennaio andrà alla Sinagoga di Roma e il Segretario di Stato conferma che Francesco sarà in Africa a fine mese come previsto (in Kenya, Uganda, Repubblica Centroafricana, dal 25 al 30) e che in nulla viene rivisto il programma giubilare, compresa l’idea originaria di coinvolgere in esso – per quanto possibile – il mondo musulmano. Concordo con questa linea del restare umani e confermare gli impegni. Lo svolgimento del tema è nei primi commenti.
Chiedo aiuto per un’indagine che sto svolgendo sul “contagio” che viene dalle parole e dai gesti di Papa Francesco: cambia qualcosa nella Chiesa e intorno? Qualcuno lo segue? In che cosa è ubbidito di più e in che cosa di meno, o per nulla? E anche il singolo: io, il mio vicino più praticante di me, facciamo oggi qualcosa di diverso o che non facevamo prima del 13 marzo 2013? Ne scriverò per “Il Regno” e poi linkerò qui quello che avrò scritto. Nei primi due commenti richiamo analoghi “seminari” bergogliani qui svolti in passato.
“Utilizzare il nome di Dio per giustificare violenza e odio è una bestemmia”: sono parole dette ora dal Papa all’Angelus per il sangue di Parigi. Nel primo commento l’intero appello di Francesco, che va letto in continuità a quanto aveva detto e fatto dire ieri e che era riportato o linkato nel post precedente e nei miei commenti a quel post.
Aggiornamento al pomeriggio. In visita alla chiesa luterana di Roma, il Papa dice, con riferimento al sangue di Parigi: “Anche il nome di Dio viene usato per chiudere i cuori”.
Ho due figli a Parigi che hanno chiamato nella notte per dire che erano sani e salvi. Tremo con loro. Tremo anche per la responsabilità dei potenti e impotenti riniti a Vienna che nulla riescono a decidere.
Aggiornamento al pomeriggio. Verso mezzogiorno TV2000 ha telefonato al Papa durante uno speciale su Parigi e qui si possono leggere le sue parole: http://ilsismografo.blogspot.it/2015/11/vaticano-papa-franceso-tv2000-sugli.html
Da un mese ho avviato un nuovo esercizio della felicità: ritrovare le poesie imparate a memoria e poi dimenticate. In liceo mandavo a mente – come si dice dalle mie parti – il più gran numero di poesie e prose: da Cecco Angiolieri a Sandro Penna, una decina di testi per una cinquantina d’autori. Ma poco è restato dopo la grandine e il sole di tante stagioni. Qualche pagina di Dante e di Leopardi, che mi hanno tenuto compagnia in notti senza sonno. Ora che la bella memoria inizia a fallare, ho deciso di reagire riprendendo in mano i tre volumi dell’antologia di letteratura italiana del Liceo (era quella di Mario Apollonio) e di restaurare la mia memoria di ogni testo già segnato con l’asterisco – che voleva dire “memorizzato” – e di aggiungere una nuova memorizzazione a ogni memoria recuperata. Per ora mi fermo qui. Ma tornerò su questo esercizio e farò esempi e dirò la felicità che me ne viene. Il primo ampliamento è stato con il “Cantico delle creature” di Francesco d’Assisi. Un acquisto bellu e radiante cum grande splendore.
«Mi piace una Chiesa italiana inquieta» ha detto ieri Francesco in Santa Maria del Fiore: voleva dire «in ricerca», insoddisfatta dell’esistente. Quel «mi piace» va letto: mi piacerebbe. Sappiamo da altre uscite che la Chiesa italiana non gli sembra abbastanza mossa. Ma va anche detto che «inquietudine» è una delle parole più amate da Bergoglio, una parola simbolo: è l’attacco al solito sentenzioso di un mio commentuzzo pubblicato oggi dal “Corsera”.
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