Il blog di Luigi Accattoli Posts

“Con dolore, con molto dolore, ho appreso degli attentati terroristici di oggi contro due chiese nella città Lahore in Pakistan, che hanno provocato numerosi morti e feriti. Sono chiese cristiane. I cristiani sono perseguitati. I nostri fratelli versano il sangue soltanto perché sono cristiani. Mentre assicuro la mia preghiera per le vittime e per le loro famiglie, chiedo al Signore, imploro dal Signore, fonte di ogni bene, il dono della pace e della concordia per quel Paese. Che questa persecuzione contro i cristiani, che il mondo cerca di nascondere, finisca e ci sia la pace”: così il Papa oggi all’Angelus.

“Una decisione a sorpresa — questa del Giubileo della Misericordia — che ha significati vecchi e nuovi tra loro intrecciati e apparentemente contrastanti. Un intreccio che fa dell’Anno Santo annunciato ieri da Francesco un unicum nella storia degli Anni Santi, che ha più di sette secoli. Sarà il 29° della serie, che era stata avviata da Bonifacio VIII nel 1300, che è anche l’anno in cui Dante colloca idealmente il viaggio ultraterreno della Divina Commedia”: è il largo attacco di un mio articolo pubblicato oggi dal Corsera, nel quale tratto con insolita disinvoltura di indulgenze e misericordia, Porte Sante e Vaticano II.


Visitatori belli sono salito per voi sulla Torre Guinigi, quella con gli alberelli in capo. La più svitata tra le torri di Lucca. Ho contato 230 gradini, facendo tre soste giudiziose. Nei primi commenti una didascalia per ogni sosta e una sugli otto lecci che si pavoneggiano nel vento.

Di nuovo sono a Lucca e venire qui è una felicità. Camminare per via Fillungo, tra San Frediano e l’Anfiteatro, è come percorrere il corridoio che va dalla cucina alla sala. Sono qui per due dibattiti sulla strage di Farneta, a settant’anni dai fatti. Terzo appuntamento, a cena, con un gruppo di ragazzi della “Parrocchia del centro storico” che mi facevano domande sul giornalismo, il Papa, la Chiesa ricca e povera, la Fallaci, Saviano, Magdi Allam. All’incontro della mattinata, con le terze quarte e quinte dell’Istituto Pertini, c’erano 99 ragazzi. Parlare ai ragazzi, un’altra felicità. Novantanove come i nomi di Dio.

Guardo all’assoluzione definitiva di Berlusconi per la vicenda Ruby con i criteri della misericordia interpretativa che sono venuto elaborando nei decenni. Chiudiamo, se possibile, quella pagina penosa. Aiutiamoci a chiuderla. Spero che il verdetto favorevole l’aiuti a ritirarsi dalla politica: ne avrebbero un vantaggio lui, il centrodestra, l’Italia. Guardo alla sentenza anche tenendo d’occhio le ragazze: spero che la sentenza aiuti a liberarle da altre indagini ancora pendenti. Nel primo commento riporto una riflessione di Giuliana Mura, responsabile del reparto della Sacra Famiglia di Cesano Boscone nel quale Berlusconi ha prestato il suo “servizio sociale”. Da quando la lessi, è attraverso quelle parole che penso all’incorreggibile Berlusca.

Mi attirano le situazioni creative, gli stati nascenti come diceva quello. In questo momento è la Lega, anzi la Liga del Veneto ad attirare la mia curiosità. Immagino che Salvini, vento in poppa e complesso di superiorità sui veneti, stia sottovalutando sia il Tosi sia i tosati del Veneto. Se questa lettura è esatta, Tosi si contrapporrà a Zaia e il fuoco correrà tra le stoppie. Girando il Nord per conferenze ho visto in più luoghi e in più stagioni la Lega dividersi – proprio quando è più forte – e perdere le elezioni

«Santità, la sua elezione è stata per me liberante. Quando la elessero Papa, io ero in gran confusione, poi ebbi un’illuminazione e pensai: ‘offro la mia sofferenza a Dio, per il Papa, perché possa compiere il suo enorme compito di riforma della Chiesa’. Dopo questo fatto tutto mi fu più chiaro: la mia malattia non cadeva nel vuoto ma aveva un compito nella Chiesa e nel mondo. Quando l’offerta è al Signore, tutto diventa più significativo. Non soffrivo invano, tutto si univa alla sofferenza di Cristo. Ora ho uno scopo per cui pregare e per cui soffrire»: così ha parlato il 3 marzo Giuseppe Pasini al Papa che l’aveva chiamato al telefono per essergli vicino nella malattia. Nei primi commenti i ragguagli per intendere le parole di Pasini e la chiamata del Papa.

I Centurioni del Colosseo se stanno a ‘llargà. Oggi ne ho visto uno con il gladio alla gola della turista fotografando lui, e che si arrendeva al gladio passato al marito quando a fotografare era lei.

Il Papa oggi pomeriggio ha celebrato l’Eucarestia nella chiesa parrocchiale romana di Ognissanti, dove il 7 marzo 1965 Paolo VI aveva celebrato per la prima volta in lingua italiana. Al termine della celebrazione ha chiesto ai fedeli di ringraziare “il Signore per quello che ha fatto nella sua Chiesa in questi cinquant’anni di riforma liturgica”. “E’stato proprio un gesto coraggioso della Chiesa avvicinarsi al popolo di Dio – ha detto ancora – perché possa capire bene quello che fa e questo è importante per noi, seguire la Messa così. E non si può andare indietro, dobbiamo andare sempre avanti, sempre avanti e chi va indietro sbaglia. Andiamo avanti su questa strada”. Io sono tra quelli che ringraziano per la possibilità della preghiera comunitaria nella lingua parlata.

“Se non ci saranno due Stati, ce ne sarà solo uno. Se ce ne sarà uno solo, sarà arabo. Se sarà arabo, chissà quale sarà il futuro dei nostri e dei loro figli”: è l’incipit di un testo di Amos Oz sul “Corriere della Sera” del 4 marzo Uno Stato palestinese è garanzia per Israele. Lo condivido e ritengo che l’Italia debba premere perché sia riconosciuto lo Stato della Palestina. Nel primo commento un altro brano di Oz. Nel secondo il richiamo a un mio post d’antan.