“Quello di Francesco non è un disegno organico alternativo, è piuttosto un mettere in moto una realtà complessa come la Chiesa. È una Chiesa in cammino. Lui non impone la sua visione e il suo modo di agire. Chiede e ascolta i diversi pareri. Non sa dove si andrà: si affida allo Spirito Santo”: sono parole non abituali del padre Lombardi portavoce vaticano che ho provato a interpretare con questo volenteroso articolo per la rivista Il Regno.
Il blog di Luigi Accattoli Posts
“Fui testimone della telefonata di Sergio Mattarella, allora commissario della DC di Palermo, che nel 1987 sbloccò una situazione che appariva impossibile smuovere: a Roma non ne volevano sapere che a Palermo nascesse quella che poi passò alla storia come la ‘giunta anomala’ di Orlando. Con la sua pacatezza e con la forza dei suoi argomenti, senza mai alzare la voce, Mattarella riuscì a esercitare una moral suasion degna del più esperto arbitro politico. Quella medesima capacità di arbitrare tra sfiducia e speranza l’ho ritrovata nel discorso d’insediamento, con il quale è riuscito a ottenere il consenso e l’applauso convinto e pressoché unanime dei grandi elettori, sulla rilettura della Costituzione, fatta in termini di cultura politica cattolico-democratica”: è Bartolomeo Sorge nell’editoriale del numero di marzo di “Aggiornamenti Sociali”, Mattarella, un arbitro per la partita italiana. Nel primo commento un altro brano dell’editoriale, nel secondo un mio saluto a Bartolomeo.

Rientro ora dall’incontro in Sant’Agostino, di cui al post precedente e mando ai visitatori una foto con i levrieri di Sigismondo Pandolfo Malatesta, detto il lupo di Rimini. Nel pomeriggio ho passato un’ora nel Tempio Malatestiano in fitto dialogo con i due animali pittati da Piero della Francesca. Uno bianco e uno nero, uno tiene d’occhio l’Oriente e l’altro l’Occidente. I più nobili che io conosca. Principi dell’eleganza.
Un bel saluto da Rimini dove tengo un incontro di Quaresima in Sant’Agostino su invito del vescovo Lambiasi. Ci conosciamo dalla giovinezza. E’ venuto a prendermi in Stazione, abbiamo camminato per le vie portando lui il mio trolley. Ora sono suo ospite e guardo dalla finestra la fiancata del Tempio Malatestiano. Sono felice di essere qui per quello che vedo, per le storie di vita che qui raccolgo e per l’argomento che tratterò. Vado adattando i miei appunti allo specifico di questo appuntamento che vuole essere di meditazione più che di dibattito. Qui si può vedere qualcosa della mia preparazione.
“Non sai di essere Eva?” è la domanda del severo Tertulliano nell’opuscolo “Sull’abbigliamento delle donne” (circa 200 dopo Cristo) che per caso mi ritrovo tra le mani. Quintus Septimius Florens Tertullianus voleva dire: “Non sai che sei la malafemmina?” Ma tu quella domanda la puoi intendere in dieci modi. Da quando la lessi – facendo un esame biennale di Letteratura cristiana antica con Maria Grazia Mara, alla Sapienza – io quella domanda l’indirizzo a ogni donna che piange, o fugge, o grida, o combatte, o rinuncia, o si vergogna, o chiede scusa, o ruba, o imbroglia, o si uccide. Tante domande in una. Magia di Tertulliano scrittore.
La partita del Feyenoord con la Roma, che ha tenuto tanti sulle spine, per me è stata rallegrata dalla scoperta che tra i calciatori c’è un Boëtius: Jean-Paul Boëtius, un negher del Surinam, attaccante. Ieri era in panchina, ma io sono sensibile ai nomi, non ai calci, e i valorosi cronisti l’hanno nominato. Già in altra occasione avevo esultato per la presenza nei campi di Socrates e Julio Cesar, Caio Mario e Adriano, Ricardo Quaresma, Cristiano Ronaldo, Simplicio. Sufficit diei laetitia sua: basta a ogni giorno la sua gioia.
“Quattro cristiani mi sono venuti al cuore tutti insieme, a me noti ma anche nuovi: Colla, Rodano, Mazzolari, Barsotti. E’ avvenuto il 27 novembre a Vicenza: qui dico come fu e con quale mio sconquasso”: è l’attacco novellante di un mio testo sull’archivio di Rienzo Colla alla Bertoliana di Vicenza.
Un musulmano statunitense, Bassel Richie, ha lanciato via Twitter l’hashtag #Muslims4Lent (Musulmani per la Quaresima) che pare avere grandi rilanci, con l’invito ai correligionari a unirsi ai cristiani nel digiuno della Quaresima. L’intenzione è di mostrare che vi sono musulmani capaci di solidarietà con i cristiani aggrediti dall’Isis e da altri demoni islamisti. Nel primo commento un paio di precedenti di cristiani digiunanti con l’islam, nel secondo la segnalazione delle differenze tra i precedenti cristiani e il gesto musulmano.
Non finisco di ammirare le donne del Rwanda per quello che hanno fatto per il riscatto di quel popolo dopo la tragedia del genocidio del 1994, che aveva ridotto la popolazione maschile al 30%. Hanno assunto un ruolo dominante in politica e in tutta la vita pubblica e oggi il loro paese è il primo al mondo per donne in Parlamento: 64%, nel 1990 erano al 17%. Leggi contro la violenza sulle donne e per la parità nei diritti di proprietà e di eredità, la mortalità infantile quasi dimezzata, l’aspettativa di vita salita da 48 a 58 anni sono tra i risultati della loro ascesa. La prima risorsa dell’Africa sono le donne.
“Conversazione con Capovilla sempre interessante, anche se qualche volta assume un’asprezza impetuosa. Spera che l’Azione Cattolica non faccia neppure con Paolo VI parate oceaniche, inutili e dannose per le anime dei giovani”: a 35 anni dalla morte di Vittorio Bachelet (1926-1980) l’AVE pubblica un suo diario, Taccuino 1964, che è una buona lettura di poche righe per pagina. Al 5 settembre 1964 si trova l’annotazione del colloquio con Capovilla. Gli dedico un bicchiere di Vino Nuovo.
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