Il blog di Luigi Accattoli Posts

Meglio aver paura che buscarne”: pirlando per la Rete ho trovato questo proverbio toscano che somiglia come una goccia d’acqua alla massima che diceva a ogni occasione la mia mamma, contadina marchigiana. e che qui due volte ho riferito provocando ognisempre le ironie dei più gajardi: “Gigetto, quando vedi che gli altri si menano, tu scappa”. Auguro il meglio ai gajardi e dico: grandi regioni la Toscana e le Marche.

Chiedo aiuto ai coltissimi visitatori: da dove viene l’espressione “la carne di Cristo” per indicare i poveri? La usa tuttodì Francesco ma non so da dove gli venga: l’ha inventata lui, è del “padre” Ignazio, è nel documento di Aparecida? Preciso che non è una domanda trabocchetto, né una domanda per polemizzare, né per dire quanto sia bravo il Papa argentino, né per mettere in risalto quanto sia banale, ma solo per conoscere. I visitatori che sapessero da dove viene e non fossero iscritti al blog, o non lo volessero far sapere ad altri, mi mandino un’e-mail. La mia mamma diceva: “A domandare non è vergogna”.

Gli dispiaceva rattristare il medico e perciò diceva ogni volta che stava meglio.

Il Signore chiama a vivere con più coraggio e generosità l’accoglienza nelle comunità, nelle case, nei conventi vuoti… Carissimi religiosi e religiose, i conventi vuoti non servono alla Chiesa per trasformarli in alberghi e guadagnare i soldi. I conventi vuoti non sono nostri, sono per la carne di Cristo che sono i rifugiati. Il Signore chiama a vivere con generosità e coraggio la accoglienza nei conventi vuoti. Certo non è qualcosa di semplice, ci vogliono criterio, responsabilità, ma ci vuole anche coraggio. Facciamo tanto, forse siamo chiamati a fare di più, accogliendo e condividendo con decisione ciò che la Provvidenza ci ha donato per servire. Superare la tentazione della mondanità spirituale per essere vicini alle persone semplici e soprattutto agli ultimi. Abbiamo bisogno di comunità solidali che vivano l’amore in modo concreto!“: così Francesco poco fa al Centro Astalli di Roma.

La libertà che è donna: alle volte non so andare oltre il titolo.

“Scegliere il bene comporta dire no all’odio fratricida e alle menzogne di cui si serve, dire no alla violenza in tutte le sue forme, dire no alla proliferazione delle armi e al loro commercio illegale… ma ce n’è tanto… ma ce n’è tanto e sempre rimane il dubbio se questa guerra di qua, quella di là… dappertutto ci sono guerre… è davvero una guerra per problemi, o è una guerra commerciale per vendere queste armi nel commercio illegale?” così il Papa all’Angelus, con parole in parte improvvisate [nella mia trascrizione quelle improvvisate sono in corsivo] e si sa: il Papa migliore è sempre quello che improvvisa.

Oggi digiuno per la pace in Siria e per il padre Paolo Dall’Oglio, generoso amico che conobbi in Siria, nel cortile della Moschea degli Omayyadi, durante la visita di Giovanni Paolo II, il 6 maggio 2001. Camminavamo avanti e indietro, in attesa che il Papa uscisse dalla Moschea, e Paolo mi mostrava il “Minareto di Gesù” e raccontava, con la parola calda e le lunghe braccia, la leggenda escatologica islamica che prevede il ritorno di Cristo su quel pinnacolo alla fine dei tempi. Stasera andrò in piazza San Pietro per la veglia con il Papa. Sono quaranta giorni che Paolo non si fa sentire, ed era uno che non taceva.

Per i visitatori del blog che abitano a Roma: lunedì 9 settembre guiderò una visita alla mostra COSTANTINO 313 DC che è al Colosseo e che chiude il 15 settembre. L’ho già vista a Milano e tre volte a Roma, guidando una volta un gruppo della Parrocchia di Sant’Elena al Casilino. Da quella visita è venuta l’idea di un nuovo appuntamento per i partecipanti a Pizza e Vangelo e per gli amici del blog. Qui il sito della mostra, qui un mio post di invito a vederla. L’appuntamento è alle 16,30 all’ingresso del Colosseo: ognuno acquisterà il proprio biglietto, io entro gratis perché sono vecchio ma bando all’invidia, v’assicuro che s’invecchia facile. E’ verosimile una coda alla biglietteria di 20 minuti. L’inizio della visita è previsto per le 17.00, con raduno in fondo alla scala che porta al second’ordine dov’è la mostra. Al termine della visita – la mostra chiude alle 19.00 – propongo passeggiata e cena “da Nerone“, che è a cento metri, davanti a uno degli ingressi al Colle Oppio. Per prenotare un tavolo, dare conferma della partecipazione. Chi viene solo alla mostra non c’è bisogno che dia conferma. Un bel saluto a tutti, Luigi

Visitatori belli buon giorno, vi chiedo aiuto per scrivere qualcosa sul Papa che si raccomanda alle preghiere di Putin: “Nel chiederLe di pregare per me, profitto dell’opportunità per esprimere, Signor Presidente, i miei più alti sentimenti di stima. Dal Vaticano, 4 settembre 2013“. Gli ha scritto una lettera importante per una decina di motivi, ma io sono interessato a quest’ultimo motivo della preghiera. “Reza por mi”, prega per me chiedeva a tutti Bergoglio e lo stesso fa oggi Francesco, per iscritto, nei saluti improvvisati, al telefono. Chi conosce altre sue richieste anomale, come questa a Putin, me le segnali.

Donna quarantenne con quattro bastardini sull’erba del Colle Oppio. “Eh no eh, stamattina me dovete sta’ tutti addosso” dice ai cani che le ruzzano intorno come fossero bambini. “E annatevene un po’ in là, dico io”. A uno dei quattro che rincorre la cagnetta di un passante: “Vie’ qui te dico! Tu me devi spiegà ‘sto comportamento”. Prende per la collottola quello più inquieto e si toglie gli occhiali: “Guardame” gli fa severa.