Non sono un sostenitore di Berlusconi ma azzardo comunque una mia idea sulla cosiddetta “agibilità politica” del Cavaliere, all’indomani dell’uscita dal Senato che ritengo inevitabile: se c’è uno, tra i nostri leaders a non aver bisogno d’essere nelle istituzioni per fare politica, questi è proprio lui. Né bisogno d’essere in Parlamento né – io credo – necessità di cariche di partito, né di candidarsi alle elezioni. Sono del parere che si fa politica da qualsiasi posizione – anche solo passeggiando per Atene – ed è per questo che inserisco post politici in questo blog. A suo tempo scrissi che la mia amica Rosy Bindi non aveva alcun bisogno di essere in Parlamento per fare politica ma questa idea vale dieci volte per Berlusconi, che la politica la può fare e la fa con i giornali, con le televisioni, con la Rete, in ogni luogo. D’Alema non è più in Parlamento e fa politica e come, anche troppa. Le “agibilità” extra istituzionali di Berlusconi sono di cento a uno rispetto a quelle di D’Alema o di Rosy Bindi.
Il blog di Luigi Accattoli Posts
“La via di soluzione dei problemi della Siria non può essere quella dell’intervento armato. La situazione di violenza non ne verrebbe diminuita. C’è, anzi, il rischio che deflagri e si estenda ad altri Paesi. Il conflitto in Siria contiene tutti gli ingredienti per esplodere in una guerra di dimensioni mondiali e, in ogni caso, nessuno uscirebbe indenne da un conflitto o da un’esperienza di violenza”: così il segretario del Pontificio Consiglio “Giustizia e Pace”, l’arcivescovo Mario Toso, alla Radio Vaticana.
“Angosciato per i drammatici sviluppi che si prospettano” il Papa all’Angelus fa proprio il “grido” di pace dell’intera famiglia umana, chiede a tutti di abbandonare la via del conflitto, condanna “con particolare fermezza” l’uso delle armi chimiche: “C’è un giudizio di Dio a cui non si può sfuggire”. “Con tutta la mia forza” chiede alle parti in lotta di imboccare la via del dialogo e fa appello alla comunità internazionale perché non sia lasciato “alcuno sforzo” per aiutare i siriani a imboccare la via della pace, che “è un bene di tutta l’umanità”. “Ho deciso di indire per tutta la Chiesa il sette settembre prossimo una giornata di digiuno e di preghiera per la pace in Siria, nel Medio Oriente e nel mondo intero”. E invita a unirsi “i cristiani non cattolici, gli appartenenti ad altre religioni e gli uomini di buona volontà”. Ho scritto mentre parlava, come ho potuto. Appena sarà disponibile il testo, metterò un link.
Qui il testo della Radio Vaticana
Il premier Letta dice che senza un mandato dell’Onu l’Italia non appoggerà gli Usa nell’azione contro Assad – che Obama presenta come “già decisa” – e la ministra Bonino afferma che «è preoccupante che si stia preparando una coalizione di volenterosi ancora prima della proposta di una risoluzione Onu» e prima che siano concluse le rilevazioni degli inviati delle Nazioni Unite. Riaffermo il mio accordo con il nostro Governo.
“A Roma aveva baciato su una guancia la presidente dell’Argentina Cristina Kirchner e a Rio si è preso due baci dall’impetuosa Dilma Rousseff presidente del Brasile, ma l’inchino di ieri alla regina Rania segnerà di più la gestualità di Papa Bergoglio che è tutta una sagra di inediti”: è l’attacco di un mio fatuo articolino sull’incontro che Papa Bergoglio ha avuto ieri con i Reali di Giordania, pubblicato oggi dal Corriere della Sera con il titolo L’inchino irrituale di Francesco a Rania.
Trovo incredibile che Stati Uniti e Russa, Cina e Unione Europea non trovino un minimo di accordo per andare in soccorso alle popolazioni della Siria. Sono contrario all’uso delle armi, che mi appare un altro capitolo dell’insensato interventismo bellico dell’Occidente nel mondo arabo, destinato a provocare – come già in Iraq e in Libia – più problemi di quanti non ne possa risolvere. Apprezzo la posizione e il linguaggio della ministra Bonino.
Aggiornamento alle ore 14.00. Appello del Papa e del Re di Giordania al dialogo e alla negoziazione.
Papa Francesco aveva già detto alle suore l’8 maggio “siate madri e non zitelle” e deplora ora i “consacrati zitelloni” che “non sono fecondi”: ne ha parlato poco fa al capitolo degli Agostiniani. Le ultime zitelle delle nostre lettere erano di Aldo Palazzeschi: nelle Sorelle Materassi che sono del 1934 e nel Palio dei buffi che è del 1936. Gli ultimi zitelloni dobbiamo andarli a cercare in Antonio Baldini: in Umori di gioventù, che è del 1920. Poi l’eclissi del matrimonio aveva cacciato zitelle e zitelloni dalla lingua scritta, ma l’italiano degli emigrati parlato da Bergoglio ce li riporta come nuovi. Nei primi commenti due chicche da Palazzeschi e da Baldini, in merito allo scottante argomento.
“Giorni feriali / ore 08.00 / Santa Messa / con breve omelia”: cartello a stampa sul cancello in capo alla scalinata che immette nel sagrato della chiesa dei Cappuccini a Sestri Levante. Dai gradini della chiesa regale veduta sulla Baia del Silenzio e sull’Isola di Sestri, oggi penisola.
Nelle due serate di Sestri Levante – vedi post del 20 e del 23 agosto – mi hanno poi chiesto se sia prevedibile una qualche influenza delle “novità” di Francesco sulla politica italiana. Ho risposto che immagino avrà – come i predecessori – una buona influenza culturale e sociale ma non politica: sia perché scarsa da tempo è l’influenza politica della Chiesa e dei Papi in specie, sia perché Francesco non intende profilarsi in alcun modo nel nostro dibattito politico. Altra domanda collegata: “Non interverrà neanche a difesa della vita?” Interverrà – ho detto – e lo ha già fatto almeno quattro volte in cinque mesi, ma lo ha fatto e lo farà in maniera diversa rispetto agli ultimi due Papi e con minore intensità anche in paragone a Paolo VI: non entrando in polemica con le leggi dei singoli paesi, non scindendo la difesa della vita prenatale dalla difesa di ogni vita, non ponendo l’etica della vita al centro della sua predicazione. Per un più ampio svolgimento della riflessione sugli interventi del nuovo Papa a difesa della vita, vedi un mio articolo in merito all’ultima uscita pubblicato dal Corsera del 13 agosto.
Sull’Isola di Sestri Levante, in alto sopra San Nicolò, appoggiato a un torrione diroccato della fortezza dei Genovesi che fu assaltata dai veneziani nel 1432. Te si proprio un mona: che precipizio la storia. Come la scogliera che spumeggia in basso e che ascolto in compagnia delle cicale.
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