Papa Francesco in questo momento è prostrato nella Basilica Vaticana in adorazione della Croce. Nell’omelia il padre Cantalamessa lo invita a riformare l’edificio della Chiesa: lungo i secoli, dice, in risposta «alle esigenze del momento» si sono costruiti tramezzi, scalinate, stanze e stanzette ma «arriva il momento quando ci si accorge che tutti questi adattamenti non rispondono più alle esigenze attuali, anzi sono di ostacolo, e allora bisogna avere il coraggio di abbatterli e riportare l’edificio alla semplicità e linearità delle origini». “Abbattere i bastioni” insomma, come scriveva Von Batlhasar nel 1952. Ora il Papa lascia la Basilica percorrendo con il suo passo pencolante, a capo inclinato, con la mitria in testa, la navata centrale. Come un uomo di fatica.
Aggiornamento al 30 marzo: qui un mio articolo sul Papa nuovo che non annuncia riforme ma forse le prepara.
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