Il blog di Luigi Accattoli Posts

Credo che nella nomina del cardinale Bertone a Segretario di Stato abbia agito un’astuzia della Provvidenza, o della storia, che ha voluto l’estroverso Bertone accanto al severo Ratzinger. Così come aveva posto il prudente Casaroli accanto all’audace Wojtyla. Le sue attitudini sono complementari a quelle di papa Benedetto e dunque quando i due concordano possiamo essere sicuri che sono state viste ambedue le facce della medaglia“: è un passaggio di un mio ritratto del cardinale Bertone – in occasione della sua conferma a Segretario di Stato – pubblicato ieri da LIBERAL.

Forse il motto del nuovo millennio l’ha proposto Hillary Clinton la settimana scorsa parlando al Newseum di Washington, cioè al museo della libertà di informazione: “Un unico internet al quale tutta l’umanità abbia uguale accesso“. Vedo un segno nel fatto che sia stata una donna a porre la libertà della Rete a simbolo di ogni libertà: “Chi ostacola il libero flusso di informazioni rappresenta una minaccia“. Ieri Roma, le navi, le ferrovie, i telefoni e gli aerei – oggi l’inglese e la Rete unificano il mondo.

“Così predico sul web” è intitolata un’intervista della Repubblica on line a don Marco Statzu, noto come MAIOBA ai visitatori di questo blog. L’intervista è così presentata: Papa Benedetto XVI: “Il web va evangelizzato”. Intervista a Don Marco Statzu, viceparroco di San Nicolò a Guspini in Sardegna. E’ su Facebook e gestisce da tempo il blog “Maioba” nel quale inserisce le sue omelie e le sue riflessioni. Nel messaggio del papa per la prossima “giornata delle comunicazioni sociali” – pubblicato sabato con il titolo «Il sacerdote e la pastorale nel mondo digitale: i nuovi media al servizio della Parola» – si afferma l’opportunità di «annunciare il Vangelo avvalendosi, accanto agli strumenti tradizionali, dell’apporto di quella nuova generazione di audiovisivi (foto, video, animazioni, blog, siti web), che rappresentano inedite occasioni di dialogo e utili mezzi anche per l’evangelizzazione e la catechesi». La Cei ha in programma per il 22-24 aprile un convegno sul tema “Testimoni Digitali. Volti e linguaggi nell’era crossmediale”.

Dovetti insegnare alle damine imbarazzate e abituate a essere servite, a usare la scopa o lo scopettone per pulire il pavimento; ad adoperare la spugnetta per lavare i ta­voli; a raccogliere piatti, posate, avanzi; a pelare patate e carote (Ah… quelle unghie laccate che si rompevano…). Tutto fatto con gioia, con allegria, sempre tutte insieme“: è Franca Bossi, una volontaria dell’Oftal di Milano (Opera Federativa Trasporto Ammalati Lourdes), che si racconta a 88 anni con invidiabile vivacità. Il racconto ha a tratti la felicità dei bozzetti milanesi di Carlo Emilio Gadda. La fede vi è intesa secondo la fattiva pietas ambrosiana e i viaggi a Lourdes vi sono celebrati come “gioia dell’amicizia” e – si direbbe – fonte di giovinezza. Leggi nel capitolo 6 Una razza di longevi della pagina CERCO FATTI DI VANGELO elencata sotto la mia foto.

“Al mio funerale non voglio gente che pianga, ma che canti forte. Io vado da Gesù a cominciare un’altra vita”: è la consegna data da Chiara Badano (1971-1990) ad amici e parenti gli ultimi giorni prima della morte per tumore alle ossa. Se ne va prima del compimento dei 19 anni dopo aver preparato con la mamma e con le amiche la “festa di nozze”, cioè il proprio funerale: lei stessa spiega come confezionare l’abito, sceglie musiche, fiori, canti e letture. – E’ l’attacco del profilo che ho appena inserito nel capitolo 8 CELEBRAZIONE ECCLESIALE DELLA PROPRIA MORTE della pagina CERCO FATTI DI VANGELO elencata sotto la mia foto. Il 19 dicembre il papa ha riconosciuto “un miracolo attribuito all’intercessione della Venerabile Serva di Dio Chiara Badano” che presto sarà proclamata beata. Apparteneva al movimento dei Focolari che la sta festeggiando come la prima tra i figli di Chiara Lubich che arriva a questo traguardo.

Mi chiama il Tg2 per chiedermi della conferma del cardinale Bertone come segretario di Stato: “Considero fortunata la combinazione Raztinger-Bertone per il tipo umano, diversissimo, che incarnano. Perchè tanto è concentrato, riservato e razionale il papa; quanto è pragmatico, estroverso e anche giocoso il segretario di Stato. Così Bertone può non solo accompagnare le decisioni del papa ma anche contemperarle e integrarle con il suo consiglio”.

Da un mese sotto la mia finestra, ma dall’altra parte della via in modo che la veda, si accampa una barbona che sporca il marciapiede e grida e canta. Poco fa è arrivato un ragazzo in bicicletta pedalando in piedi per la via in salita. La barbona gli chiede una sigaretta muovendo le due dita della destra davanti alla bocca. Il ragazzo smonta, poggia la bici alla transenna che divide il marciapiede dalla carreggiata, apre il marsupio e prende l’occorrente per confezionarla: la cartina, la busta con il tabacco. Passa la lingua sui bordi e la sigaretta è pronta. Ma la barbona fa “no no no” con la testa e con la mano. Così non è igienico e non è aggiornato. Ora è lei che cerca in ogni tasca e cava fuori un pacchetto rosso di Marlboro e le offre al ragazzo, che a sua volta fa di “no” e infine pacificamente lui si accende quella fatta in casa e accende a lei quella commerciale. Si dicono qualcosa che non so. Finito di fumare lui cava dal marsupio una macchinina fotografica e lei gli fa cenno di aspettare: si toglie una e due cuffie, si pettina i capelli con le dita, rimette le cuffie e gli dice “sono pronta”. Quello scatta e le mostra le foto sul display. Lei fa di “sì” con la testa ma fa anche “un momento” con la mano. Si allunga tutta per arrivare alla bottiglia da cui mai pensava di essersi tanto allontanata e si fa fotografare con quella nella destra. Ora si vede a posto nel display e saluta il giovanotto. Avresti detto che in tutta Roma c’erano tre senza fretta poco fa: la barbona, il ragazzo in bicicletta e io alla finestra.

Chi le parla è figlio di Emanuele Pacifici e nipote del Rabbino Capo di Genova Riccardo Pacifici, morto ad Auschwitz insieme alla moglie Wanda. Se sono qui a parlare da questo luogo sacro, è perché mio padre e mio zio Raffaele trovarono rifugio nel Convento delle Suore di Santa Marta a Firenze. Il debito di riconoscenza nei confronti di quell’Istituto religioso è immenso e il rapporto continua con le suore della nostra generazione. Lo Stato d’Israele ha conferito al Convento la Medaglia di Giusti fra le Nazioni. Questo non fu un caso isolato né in Italia né in altre parti d’Europa. Numerosi religiosi si adoperarono, a rischio della loro vita, per salvare dalla morte certa migliaia di ebrei, senza chiedere nulla in cambio. – Così ha parlato domenica il presidente della Comunità ebraica romana Riccardo Pacifici, salutando il papa. Nel primo commento al post, narro il salvataggio.

Scelta di pane è scelta di vita“: è scritto sulla vetrina di una panetteria romana in via dei Baullari, quasi ad angolo con Corso Vittorio, sulla sinistra per chi vada verso Campo dei Fiori.

La visita del Papa alla sinagoga di Roma ha segnato un passo verso un compromesso nella disputa su Pio XII: non verso lo scioglimento del contrasto, ma verso la reciproca accettazione dell’altrui verità. Il segno di quel passo sta nel modo in cui il Papa e il Rabbino hanno trattato della questione: senza usarla polemicamente, ma formulando la propria posizione e – si direbbe – il proprio sentimento in modo che l’interlocutore potesse non certo condividerli ma prenderne atto. Nè il Papa nè il Rabbino hanno nominato Pio XII ma ambedue ne hanno parlato con poche e chiarissime parole. Il Rabbino rivendicando la necessità di un “giudizio” storico sul “silenzio” di Papa Pacelli in merito alla Shoah e Benedetto difendendo il predecessore che si prodigò nell’azione di soccorso. Il Rabbino non ha contestato l’importanza del soccorso rievocato da Benedetto, che a sua volta non ha negato la legittimità del giudizio invocato dal Rabbino. Ci vedo gli elementi essenziali di un compromesso che permette alle componenti dialoganti delle due parti di continuare l’opera di avvicinamento nonostante la perdurante diversità nella percezione dell’evento della Shoah. Si tratta del resto dello stesso compromesso che si era manifestato fattualmente con la decisione di tenere l’incontro nonostante lo “sblocco” della beatificazione di Papa Pacelli segnalato da Benedetto XVI il 19 dicembre con la proclamazione delle “virtù eroiche” del predecessore. – E’ l’avvio di un mio articolo pubblicato ieri da LIBERAL con il titolo Il compromesso storico su Pio XII.