“Non vedevo l’ora di tornare fra la mia gente. É stato il mio sogno e il mio sostegno poter rivedere presto la comunità. Sarà veramente Pasqua per me, una Pasqua particolare”: così il parroco trentino di San Carlo, don Lino Zatelli, 70 anni, annunciava a Vita Trentina del 4 aprile il ritorno a celebrare con il popolo nel giorno di Pasqua. La polmonite da Covid 19 l’aveva tenuto lontano dalla vita parrocchiale a partire dal 19 febbraio. Prima undici giorni di isolamento in casa, poi due settimane di ricovero a Rovereto, infine la convalescenza. Nei commenti riporto brani della conversazione con il settimanale diocesano.
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E’ morto ieri a 93 anni, nella sua Tubinga, il teologo Hans Küng, coetaneo e antagonista del teologo Joseph Ratzinger, che ebbe anche lui una stagione in Tubinga. Lungo i decenni della mia attività di vaticanista mi sono occupato molto di questo valente protagonista del dibattito sull’attualità del cristianesimo nel nostro tempo. Nei commenti ripropongo tre paragrafi del testo più impegnativo che ebbi a scrivere su di lui: la prefazione a un’edizione BUR 2009 del suo commento al Credo intitolato Dalla nascita del mondo alla morte di Gesù.
Fabrizio Battaglion di Vedano Olona, Varese, 64 anni, è da un mese in riabilitazione dopo una polmonite da Covid 19 che l’ha portato fino alla tracheotomia: “Un’esperienza che ti cambia profondamente”. Responsabile dell’Azione Cattolica del suo paese, Fabrizio è sposato e ha due figli di cui uno sacerdote. Nei commenti riporto l’intervista che gli ho fatto per e-mail dopo che avevo conosciuto la sua vicenda dal sito Vino Nuovo.
Roberto Rosa, prete di Trieste, si ammala di Covid 19 ai primi di gennaio e per due mesi sperimenta la mancanza di fiato e vede passare davanti alla sua camera “le bare di ferro delle persone che morivano” nel suo reparto: “Io le benedivo dal mio letto, con il solo gesto della mano perché non avevo nemmeno voce”. La solitudine «l’ho sofferta ma l’ho vinta: la fede mi ha sostenuto. Ho sentito la presenza del Signore, la sua vicinanza. Ho pregato tanto”. Parla così al quotidiano “Il Piccolo” del giorno di Pasqua. Nei commenti alcuni passaggi dell’intervista.

Nell’omelia della Veglia pasquale Francesco ha detto che due sono gli annunci di Pasqua che egli stasera intendeva consegnare alla Comunità riunita nella memoria della Risurrezione del Signore: “che è possibile ricominciare sempre, perché sempre c’è una vita nuova che Dio è capace di far ripartire in noi”; e che “Gesù non è un personaggio superato. Egli è vivo, qui e ora”. Nei commenti riporto i due paragrafi con i quali Francesco ha proposto i due annunci. Ma si tratta di un’omelia da leggere per intero. I due brani li riporto come invito alla lettura integrale.
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