Archivi per agosto 2013

Con Letta e con Bonino contro Obama

Il premier Letta dice che senza un mandato dell’Onu l’Italia non appoggerà gli Usa nell’azione contro Assad – che Obama presenta come “già decisa” – e la ministra Bonino afferma che «è preoccupante che si stia preparando una coalizione di volenterosi ancora prima della proposta di una risoluzione Onu» e prima che siano concluse le rilevazioni degli inviati delle Nazioni Unite. Riaffermo il mio accordo con il nostro Governo.

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Se il Papa s’inchina alla Regina

“A Roma aveva baciato su una guancia la presidente dell’Argentina Cristina Kirchner e a Rio si è preso due baci dall’impetuosa Dilma Rousseff presidente del Brasile, ma l’inchino di ieri alla regina Rania segnerà di più la gestualità di Papa Bergoglio che è tutta una sagra di inediti”: è l’attacco di un mio fatuo articolino sull’incontro che Papa Bergoglio ha avuto ieri con i Reali di Giordania, pubblicato oggi dal Corriere della Sera con il titolo L’inchino irrituale di Francesco a Rania.

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Sto con la Bonino contro la guerra alla Siria

Trovo incredibile che Stati Uniti e Russa, Cina e Unione Europea non trovino un minimo di accordo per andare in soccorso alle popolazioni della Siria. Sono contrario all’uso delle armi, che mi appare un altro capitolo dell’insensato interventismo bellico dell’Occidente nel mondo arabo, destinato a provocare – come già in Iraq e in Libia – più problemi di quanti non ne possa risolvere. Apprezzo la posizione e il linguaggio della ministra Bonino.

Aggiornamento alle ore 14.00. Appello del Papa e del Re di Giordania al dialogo e alla negoziazione.

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Bergoglio dalle zitelle agli zitelloni

Papa Francesco aveva già detto alle suore l’8 maggio “siate madri e non zitelle” e deplora ora i “consacrati zitelloni” che “non sono fecondi”: ne ha parlato poco fa al capitolo degli Agostiniani. Le ultime zitelle delle nostre lettere erano di Aldo Palazzeschi: nelle Sorelle Materassi che sono del 1934 e nel Palio dei buffi che è del 1936. Gli ultimi zitelloni dobbiamo andarli a cercare in Antonio Baldini: in Umori di gioventù, che è del 1920. Poi l’eclissi del matrimonio aveva cacciato zitelle e zitelloni dalla lingua scritta, ma l’italiano degli emigrati parlato da Bergoglio ce li riporta come nuovi. Nei primi commenti due chicche da Palazzeschi e da Baldini, in merito allo scottante argomento.

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Venite gente: la predica sarà breve

“Giorni feriali / ore 08.00 / Santa Messa / con breve omelia”: cartello a stampa sul cancello in capo alla scalinata che immette nel sagrato della chiesa dei Cappuccini a Sestri Levante. Dai gradini della chiesa regale veduta sulla Baia del Silenzio e sull’Isola di Sestri, oggi penisola.

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Anche Francesco difende la vita ma con tre novità

Nelle due serate di Sestri Levante – vedi post del 20 e del 23 agosto – mi hanno poi chiesto se sia prevedibile una qualche influenza delle “novità” di Francesco sulla politica italiana. Ho risposto che immagino avrà – come i predecessori – una buona influenza culturale e sociale ma non politica: sia perché scarsa da tempo è l’influenza politica della Chiesa e dei Papi in specie, sia perché Francesco non intende profilarsi in alcun modo nel nostro dibattito politico. Altra domanda collegata: “Non interverrà neanche a difesa della vita?” Interverrà – ho detto – e lo ha già fatto almeno quattro volte in cinque mesi, ma lo ha fatto e lo farà in maniera diversa rispetto agli ultimi due Papi e con minore intensità anche in paragone a Paolo VI: non entrando in polemica con le leggi dei singoli paesi, non scindendo la difesa della vita prenatale dalla difesa di ogni vita, non ponendo l’etica della vita al centro della sua predicazione. Per un più ampio svolgimento della riflessione sugli interventi del nuovo Papa a difesa della vita, vedi un mio articolo in merito all’ultima uscita pubblicato dal Corsera del 13 agosto.

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Sull’Isola di Sestri in compagnia delle cicale

Sull’Isola di Sestri Levante, in alto sopra San Nicolò, appoggiato a un torrione diroccato della fortezza dei Genovesi che fu assaltata dai veneziani nel 1432. Te si proprio un mona: che precipizio la storia. Come la scogliera che spumeggia in basso e che ascolto in compagnia delle cicale.

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Sere di luna in due villaggi

Manzoni 7. Due sono le sere di luna che mi stanno a cuore: quella del villaggio di Lucia, nel capitolo settimo dei “Promessi Sposi” e quella della piazzetta di Santa Maria di Montemorello della mia Recanati, che è nel “Sabato del villaggio” di Leopardi. Hanno gli stessi personaggi e parole in comune. Sono convinto che il Manzoni conoscesse l’Idillio leopardiano. Qui il testo del Manzoni, nei primi commenti il raffronto con Leopardi. Buona lettura a chi ama la vita che a volte hanno le parole: “C’era in fatti quel brulichìo, quel ronzìo che si sente in un villaggio, sulla sera, e che, dopo pochi momenti, dà luogo alla quiete solenne della notte. Le donne venivan dal campo, portandosi in collo i bambini, e tenendo per la mano i ragazzi più grandini, ai quali facevan dire le divozioni della sera; venivan gli uomini, con le vanghe, e con le zappe sulle spalle. All’aprirsi degli usci, si vedevan luccicare qua e là i fuochi accesi per le povere cene: si sentiva nella strada barattare i saluti, e qualche parola, sulla scarsità della raccolta, e sulla miseria dell’annata; e più delle parole, si sentivano i tocchi misurati e sonori della campana, che annunziava il finir del giorno“.

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Francesco è un bel nome ma quando farà il Papa?

“Okkei ha scelto il nome Francesco, un bel segnale, ma quando comincia a fare il Papa?” è un’altra domanda che mi hanno fatto alle due conferenze sestrine. Mia risposta: “Ha già iniziato ma il suo sarà un modo nuovo di fare il Papa. La storia ne ha conosciuti a centinaia di questi modi, variando i tempi e le persone. Il modo di Francesco è di incentrare la predicazione nella proposta evangelica essenziale: convertitevi e credete al Signore, alla sua misericordia, al comandamento dell’amore di Dio e del prossimo”. Perché, gli altri Papi non davano questo annuncio? “Sì, tutti lo davano. Il proprio di Francesco è di darlo in esclusiva, cioè con ridimensionamento degli elementi applicativi di quel messaggio: antropologici, morali, legislativi, in modo che divenga evidente la proposta evangelica essenziale”.

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Sono sciita e dico a voi sunniti

Mi arriva dall’Indonesia, tradotto da un amico e inviato da un altro, questo messaggio che una musulmana sciita di nome Chen Chen Mutahari rivolge – dal suo profilo Facebook – ai musulmani sunniti dai quali si sente minacciata in questi giorni di scatenamento dell’islamismo politico – lo trovo utile a intendere come sia complesso l’universo umano: “Io vi amo. Sono confusa: voi vi dite islamici, ma per quale motivo dite il falso? Solo per il fatto che voi credete che la vostra religione sia la più vera, siete felici di calunniare e di credere alla calunnia? Io sono confusa: voi vi dite islamici, ma per quale motivo voi volete uccidere soltanto per il fatto che voi credete che la vostra religione sia la più pura? Sono confusa, voi, con facilità, odiate chi è diverso da voi? Ah, voi che mi considerate perduta e infedele: io vi amo anche se odiate la dottrina in cui credo, vi amo anche se volete uccidermi per la religione che ho scelto. Anche se ucciderete me e le persone a cui voglio bene, io davvero vi amo. Io vi perdono a partire da adesso. Io vi amo perché Allah vi ha creati, Allah dimora dentro di voi. Io vi amo. Chen Chen Mutahari

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