Una e-mail con “tanta speranza” dal Centrafrica
Oggi sono felice perché ho avuto una e-mail da un missionario italiano in Africa che non conosco, il quale si è imbattuto nel blog e manda “due righe” ringraziando per quello che scrivo e raccontando il lavoro di pacificazione e sviluppo che svolge in un luogo di frontiera, nella poverissima Repubblica Centrafricana. Ci sono stato una volta con papa Wojtyla, nell’agosto del 1985 e ricordo le banane minute che mangiai e la tanta polvere che sollevava il camion che ci portava all’aeroporto su una strada sterrata. In mezzo alla polvere gli occhi di luce dei bambini e delle donne che salutavano Giovanni Paolo festanti nella povertà. Il missionario incappato nel blog si è ricordato di aver letto un mio libro, io leggendo la sua e-mail ho ritrovato quell’immagine di umanità lieta del poco e fiduciosa. Dunque un blog non serve solo per vane dispute. Ringrazio il padre Aurelio di avermi scritto e riporto nel primo commento la lettera, facendone dono ai visitatori e segnalando il regalo che viene da lui, veicolato dalle parole: “Ma la speranza è sempre tanta”.