Volto di Cristo per intarsio di marmi colorati (opus sectile) proveniente da una domus di Ostia Antica – oggi al Museo nazionale dell’Alto Medioevo dell’Eur – ritenuta una delle immagini più antiche di Cristo – per introdurre la registrazione audio dell’ultima lectio di Pizza e Vangelo, di lunedì 23 febbraio 2026, nella quale leggemmo 4 delle 6 antitesi che sono proposte nel capitolo 5 di Matteo: “Avete inteso che fu detto agli antichi – ma io vi dico”. Qui sotto il link alla registrazione e nei commenti un testo di Romano Guardini sul giuramento e un altro di Von Balthasar sui titoli d’onore degli ecclesiastici
Ho accompagnato il mio amico gabbiano, di nome Albularius, in un giro alla scoperta dei sotterranei del Colosseo e gli ho narrato l’importanza di quei muri spezzati. “Importanti, importanti” dicevo io. E lui: “Spezzati, spezzati”. Per sapere chi sia Albularius vai al primo commento
Peter Wever – l’abbraccio 1950 – con questo dipinto del pittore tedesco introduco la scheda di presentazione della lectio di Pizza e Vangelo che faremo via zoom dopodomani, lunedì 23 febbraio 2026, alle 21.00, quando tratteremo delle prime quattro “antitesi” con le quali, nel discorso della montagna, Vangelo di Matteo, Gesù tratta del “pieno compimento” della legge mosaica che è venuto a promuovere: “Avete inteso che fu detto agli antichi – ma io vi dico”. Sull’omicidio, sull’adulterio, sul divorzio, sui giuramenti, il rabbi di Nazaret dice parole fiammeggianti sulle quali l’umanità non ha mai cessato di interrogarsi e anche noi, nel nostro minimo, ci metteremo in questione, ponendo al centro l’invito – che dovette essere straordinariamente provocatorio in quella società sacrale – a dare la precedenza alla riconciliazione, cioè al comandamento dell’amore, rispetto ai doveri cultuali. Nei commenti l’intera scheda e qui l’invito ai visitatori a collegarsi
“Non si accende una lampada per metterla sotto il moggio”: parole di Gesù in Matteo 5, 15 con le quali introduco la registrazione audio dell’ultima serata di Pizza e Vangelo nella quale leggemmo le chiamate di Gesù ai discepoli a essere sale e luce e quella a praticare una giustizia – cioè un cammino sulla via indicata dalla volontà divina – che superi quella degli scribi e dei farisei. Qui il link alla registrazione e nei primi commenti alcuni richiami a riprese recenti delle parole di Gesù sul sale e sulla luce
Foto di Giovanna Cassalia Labate, in un collegamento da remoto con gli amici di Reggio Calabria – per introdurre una mia narrazione della sua decisione di ricevere l’Unzione degli infermi in una celebrazione comunitaria, avendo superato gli 80 e trovandosi con problemacci di salute. Nei commenti trovi la messa a fuoco di questo piccolo ma incoraggiante fatto di Vangelo e un grazie per l’aiuto a credere che me ne è venuto
Alba sul mare: foto di Vincenzo Palumbo per introdurre la scheda di presentazione della lectio di Pizza e Vangelo che faremo domani, lunedì 9 febbraio, leggendo dal capitolo 5 del Vangelo di Matteo la chiamata dei discepoli a essere sale e luce e a splendere come astri del cielo per l’intera umanità: interpelleremo, come sempre, grandi studiosi e stavolta – per la prima volta – convocheremo anche Rudolf Bultmann. Nei commenti l’intera scheda. Chi desidera collegarsi mi mandi un messaggio [luigi.accattoli@gmail.com] e io gli fornirò il link per unirsi all’incontro
Ho visto ieri la mostra per i cinquant’anni del quotidiano La Repubblica, che è al Mattatoio, in zona Testaccio, con questo titolo in decollo: 1976 – 2026. LA REPUBBLICA. UNA STORIA DI FUTURO. Piccola sorpresa: mi sono ritrovato, ovvero ho trovato il mio nome tra le 1.500 firme dei redattori che hanno scritto il quotidiano in questo mezzo secolo. Come si vede nella foto, tra tutti quei nomi in ordine alfabetico, disposti a disegno della testata, nella sala d’apertura della mostra, il mio è il secondo. Infatti sono stato tra gli iniziatori del quotidiano, fin dai numeri zero e da subito con la qualifica di vaticanista. Vi sono restato fino al settembre del 1981, quando sono passato al Corriere della Sera. La sorpresa è che da quelle parti non mi hanno dimenticato. La foto di me che mi guardo è stata scattata da Andrea Gualtieri, caposervizio nella redazione centrale di Repubblica, che mi ha accompagnato nella visita. Nel primo commento trovi una nostra foto nell’androne della mostra
Santuario delle Beatitudini che si trova su una collina, a specchio del lago di Galilea, tra Cafarnao e Magdala: una chiesa ottagonale, a richiamo delle otto beatitudini. Con questa foto introduco la registrazione audio dell’ultima serata di Pizza e Vangelo nella quale appunto leggemmo, dal Vangelo di Matteo, il brano delle Beatitudini. Qui sotto il link all’audio, nei commenti alcuni brani dell’esortazione apostolica di Francesco Gaudete et exultate (2018) nella quale un capitolo è dedicato al commento delle Beatitudini
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