Sconcerto, tristezza, lenta intelligenza del fatto. Ho bisogno di tempo per fare i conti con l’uscita dalla storia di papa Benedetto, che ho subito avvertito come un traumatico e salutifero fatto di Vangelo. E’ stato come un colpo di bisturi, ha sbloccato il Papato. Stavo rileggendo il terzo volume su Gesù di Nazaret, attendevo l’enciclica sulla fede che non avremo. “Penso che basti ciò che ho fatto” aveva detto a Peter Seewald l’agosto scorso. Forse ha fatto più di quanto abbiamo capito, anche quelli che gli abbiamo voluto bene. – E’ l’attacco di un mio articolo pubblicato il mese scorso dalla rivista “Il Regno” sulla rinuncia di Benedetto letta come un fatto di Vangelo. Lo segnalo oggi ai visitatori, come mia carezza al Papa emerito che compie domani 86 anni.
Aggiornamento al 16 aprile. Sul Lazio è primavera e vedo Benedetto nella luce sul terrazzo di Castel Gandolfo a specchio del lago.
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