Il blog di Luigi Accattoli Posts

Samaritanus bonus – il buon samaritano – è il titolo di una lettera “sulla cura delle persone nelle fasi critiche e terminali della vita” pubblicata oggi dalla Congregazione per la Dottrina della fede con l’approvazione dal Papa: afferma che “inguaribile non è mai sinonimo di incurabile” e riafferma la condanna di ogni forma di eutanasia, di suicidio assistito, di accanimento terapeutico. Non vi sono elementi dottrinali nuovi ma il testo fornisce una dettagliata e vigile guida all’applicazione degli insegnamenti consolidati alle circostanze e ai casi più drammatici che hanno fatto notizia negli ultimi anni. Nei commenti riporto per intero il paragrafo 11, che mi pare il più nuovo, intitolato “Il discernimento pastorale verso chi chiede eutanasia o suicidio assistito”.

Tra le storie di pandemia ve ne sono che narrano di risvegliati che vedendo intorno medici “incappucciati” immaginano d’essere rapiti, tanto innaturale appare loro quella situazione: è il caso – tra gli altri – di Felice Perani, 57 anni, di Casnigo, Bergamo, ricoverato al Papa Giovanni XXIII di Bergamo e trasferito a una clinica dell’università di Lipsia, dove si risveglia tra persone coperte da scafandri. Nei commenti il suo racconto all’Eco di Bergamo, una scheda sulla sua vicenda, il rimando a un caso analogo che ho già narrato qui nel blog.

Ieri nella cattedrale di Como si è tenuta la messa di addio per don Roberto Malgesini presieduta dal cardinale Konrad Krajewski che era lassù a nome del Papa. Ho trascritto dalla registrazione, offerta da VaticanNews, le parole del cardinale e le riporto nei primi tre commenti. Poi metto una mia noticina.

Nel Vangelo che leggeremo domani a messa [Matteo 20, 1-16], dove Gesù narra e interpreta la parabola degli operai mandati nella vigna, troviamo due motti che mi permetto di isolare per meglio ascoltarli. Il primo – “tu sei invidioso perchè io sono buono?” – è una domanda che il rabbi di Galilea mette in bocca al padrone della vigna. L’altro motto Gesù lo pronuncia in proprio, a modo di morale conclusiva della parabola: “Così gli ultimi saranno primi e i primi ultimi”. Riporto il brano e nel primo commento suggerisco una chiave di lettura per l’uno, nel secondo per l’altro.

Al referendum di domenica sul taglio dei parlamentari voterò “sì”, cioè per la conferma della legge costituzionale che li riduce di circa un terzo: da 630 a 400 i deputati – da 315 a 200 i senatori. Nel primo commento motivo la mia scelta, che non si basa tanto sulla valutazione dell’importanza e della bontà della riforma, quanto sul ruolo di stimolo per altri cambiamenti istituzionali che essa può svolgere.

Nei giorni più duri della pandemia, dal reparto di Malattie infettive dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, il dottor Simone V. Benatti chiama la moglie di un ricoverato ormai senza prospettive e al termine della conversazione la donna gli chiede di dire al marito che lo ama. Riporto nei commenti – con piccole abbreviazioni – la narrazione del medico, affidata alla rivista “Fatebenefratelli”.

L’uccisione a Como di don Roberto Malgesini mi riempie di tristezza e di esultanza: tristezza per la perdita di un fratello prezioso, esultanza per il dono di un martire. Nei commenti riporto le parole con cui il vescovo di Como e il Papa hanno salutato questo martirio, fornisco qualche informazione sul generoso don Roberto, chiarisco la categoria di “martire della carità”.

Tra le storie di pandemia che vado raccogliendo, una delle più singolari è quella di don Gianluca Mangeri, 47 anni, laureato in medicina con specializzazione in oncologia al Gemelli di Roma, poi sacerdote dal 2011 nella diocesi di Brescia, da due anni cappellano nell’Ospedale Poliambulanza di Brescia e lì infine ricoverato per Covid. Nei commenti riporto alcuni capoversi delle narrazioni che ha affidato a Elisabetta Reguitti per la rivista “San Francesco Patrono d’Italia” che l’ha pubblicata il 28 maggio; e ad Andrea Cittadini del “Giornale di Brescia” del 16 marzo.

Il primo giorno di scuola mi coinvolge sempre e stavolta di più. Nei commenti dico i titoli del coinvolgimento e scommetto che anche in pandemia la scuola farà il miracolo di sempre. Metto infine il link a una preghiera dell’arcivescovo di Milano Mario Delpini.

Elisa Da Re è un giovane medico che all’arrivo della pandemia si sta specializzando in chirurgia generale in un ospedale vicino a Bergamo che viene trasformato in Coronahospital. Le viene detto che può interrompere il lavoro o rimanervi volontaria come Covid-doctor. S’improvvisa medico della pandemia e racconta la sua forte esperienza in un testo intitolato “Un medico in prima linea: dalla solitudine alla condivisione” per la rivista “Dialoghi” dell’Azione Cattolica, nel volume “Quaderni di Dialoghi. Speciale 2020” intitolato “La fede e il contagio. Nel tempo della pandemia”, che esce nel maggio del 2020. Il testo di Elisa è alle pagine 27-29. Nei commenti ne riporto alcuni capoversi.