Il blog di Luigi Accattoli Posts

“Il Papa confinato” è intitolata un’intervista a Francesco condotta da lontano, con domande inviate per iscritto da Austen Ivereigh, giornalista inglese e suo biografo, e con risposte per video. L’intervista è stata pubblicata ieri dalla rivista inglese “Tablet” e da altre testate. La traduzione italiana l’ha data “La Civiltà Cattolica”. Il titolo “Il Papa confinato” mi ha ricordato una parola detta da Francesco l’8 marzo: “È un po’ strana questa preghiera dell’Angelus di oggi, con il Papa ingabbiato nella Biblioteca”. Confinato e ingabbiato: parole che dicono bene la situazione straordinaria in cui ora si trova il Papa dell’uscita e degli abbracci. Nei commenti riporto alcuni brani dell’intervista e alla fine un mio articolo su uno dei passaggi, pubblicato oggi dal Quotidiano del Sud.

Intervistato dai media vaticani il premier Conte sostiene l’appello al cessate-il-fuoco globale lanciato dall’Onu e sostenuto dal Papa, tratta della vicenda drammatica delle carceri, delle misure per sostenere l’economia, della collaborazione avuta dalla Chiesa nella decisione sulla quarantena, delle risorse di cui sta dando prova il nostro paese, tanto da concludere che in queste settimane abbiamo intravvisto i segni di “una nuova primavera per l’Italia”. Nei commenti metto brani dell’intervista e una mia nota finale.

All’unanimità l’Alta Corte australiana ha prosciolto il cardinale George Pell che scontava una condanna a 6 anni per abuso su un minore, ribaltando la sentenza della Corte d’Appello (agosto 2019) che aveva confermato la condanna del Tribunale di Melbourne (dicembre 2018). Una dichiarazione del portavoce vaticano ha detto la soddisfazione della Santa Sede già indirettamente segnalata dal Papa, che nell’intenzione di preghiera prima della messa mattutina aveva invitato a “pregare oggi per tutte le persone che soffrono per una sentenza ingiusta”. Nei commenti le parole del Papa, il comunicato vaticano, un mio spunto quaresimale.


Sul terrazzo condominiale c’è quest’ulivo in vaso. Domenica mattina sono salito per tagliare due rametti da tenere in mano quando il Papa avrebbe benedetto le gran palme in San Pietro. Nei commenti le voci alterne di due signore da due terrazzi prospicienti. Con un “bellissimo” che mi ha sfiorato.

Guardare il Crocifisso e incamminarsi dietro a Gesù che soffre, muore e risorge: è la consegna del Papa per questi “giorni santi”, dettata stamane con l’omelia e con il saluto all’angelus. Nei primi commenti riporto due passaggi e poi le intenzioni della preghiera universale che ha formulato ieri e l’altro ieri nelle messe del mattino: per chi è tentato di approfittare del bisogno altrui e per chi pensa al dopo. In coda un mio spunto.

Amici belli, il gruppo di lettori della Bibbia che si riunisce a casa mia con il nome di “Pizza e Vangelo” si rivedrà da remoto, via Zoom, lunedì 6 per leggere la narrazione della morte di Gesù che è in Marco 15,33-37, accompagnandola con il richiamo orante al Salmo 22 che inizia con le parole “Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato?”; e con il raffronto alle diverse parole finali di Gesù che ci sono riferite dai Vangeli di Luca e Giovanni. Nei commenti la scheda che ho inviato ai partecipanti e i brani biblici di riferimento.

Al Tg1 delle 20 ho visto un videomessaggio di Francesco “inviato, all’approssimarsi dell’inizio della Settimana Santa, in segno di vicinanza alle famiglie italiane e del mondo in questo tempo di pandemia”: così era stato presentato ad apertura del telegiornale. Nei primi commenti riassumo il messaggio, lo riporto per intero, metto una mia noterella.


L’intenzione di oggi della preghiera universale che il Papa viene svolgendo in questi giorni di pandemia è per gli invisibili della città, ieri era stata per i lavoratori della comunicazione, l’altro ieri per i senzacasa nel tempo dello stare a casa, l’altro altro ieri per gli spaventati che non reagiscono allo spavento. Nei commenti le quattro intenzioni e il rimando al video e alla trascrizione delle quattro omelie. Al quinto commento la spiega della foto che colpisce il cuore.

“I governi che affrontano la crisi in questo modo [con misure severe di protezione della salute] mostrano la priorità delle loro decisioni: le persone prima di tutto. E questo è importante perché tutti sappiamo che difendere il popolo vuol dire un disastro economico. Sarebbe triste se scegliessero il contrario, che porterebbe alla morte di molte persone, una specie di genocidio virale”: parole del Papa contenute in una lettera a Roberto Andrés Gallardo, presidente del Comitato Panamericano dei giudici per i diritti sociali, di cui ha parlato domenica Vatican News. Non sono riuscito a trovare il testo integrale della lettera, della quale ha dato notizia per prima l’agenzia argentina Tèlam. Nel primo commento metto due link: a Vatican News e alla Stampa, che ne riferiscono dei passaggi. Chiedo a chi sa di più di aiutarmi a trovare il testo intero, se è stato pubblicato.

Aggiornamento al 2 aprile. Al quarto commento una mia traduzione del testo integrale della lettera del Papa.

Conte dal Papa: la prudenza e l’audacia. Non è stato detto nulla sui contenuti del colloquio, ma si possono immaginare due parti in commedia: il Premier preoccupato che vi sia da parte di tutti un rispetto totale delle regole che vengono dettate e che prevedevano tra l’altro le chiese chiuse, Francesco che ha voluto le chiese aperte e che sollecita sacerdoti e suore a uscire per i sacramenti e per la carità. – E’ il disinvolto attacco di un mio articolo pubblicato oggi dal “Quotidiano del Sud”. Nei commenti lo riporto per intero. Poi dico del cardinale Vicario di Roma Angelo De Donatis ricoverato ieri