Il blog di Luigi Accattoli Posts

Non sono un pentito del blog ma ho deciso di passarci meno tempo. Non lo chiudo sia perché un giornalista in pensione ha un bisogno fisico di aggiornarsi e di scrivere, sia perché mi considero un esploratore della blogsfera per conto della mia comunità. Non ho ambizioni larghe: intendo la mia parrocchia. Vorrei aiutarla a passare dal cartaceo al digitale e da un sito Internet bacheca a un sito interattivo. – E’ l’attacco di un mio testo appena pubblicato dalla rivista “Il Regno” con il titolo Chiesa e digitale. Se la mia parrocchia avesse un sito interattivo.

Tornando dal profittevole viaggio lampo ad Abu Dhabi Francesco elenca ai giornalisti le “cose positive” che vi ha vedute e conclude: “Sicuramente ci saranno dei problemi e cose negative ma in un viaggio di meno di due giorni queste cose non si vedono e se si vedono si guarda da un’altra parte”. Un motto bergogliano è quello della “misericordia interpretativa” e ora ci sono chiare le due mosse che l’aiutano: passare veloci e tenersi pronti a girare lo sguardo.

Amici belli, il gruppo di lettori della Bibbia che si riunisce a casa mia con il nome di “Pizza e Vangelo” legge lunedì 11 il brano degli “Atti degli apostoli” nel quale Paolo a Cesarea, avendo appassionatamente narrato la sua conversione e la sua fede in Cristo risorto, viene deriso dal governatore Festo e dal re Agrippa: lo leggeremo a specchio della derisione a cui va incontro oggi ogni cristiano che voglia attestare la sua fede – la sostanza della sua fede, non la questione dei migranti o quella dell’eutanasia – al mondo secolarizzato di oggi. Atti 26, 24-32: pochi versetti, appena nove, ma che ci coinvolgono straordinariamente. Nei commenti la scheda inviata ai partecipanti, il testo che leggeremo, l’invito di chi passa a venire a leggere con noi la Scrittura.

Nel ’68 “la storia si è avvicinata all’utopia cristiana” scrive Carlo Di Cicco, già vicedirettore dell’Osservatore romano, nel volumetto “Il ’68 e il testamento di Gesù” (Il pozzo di Giacobbe 2018). Presentando il libro Mario Capanna azzarda che il ’68 quell’utopia “l’ha inverata”, Mariella Enoc argomenta che lei ancora va per il mondo a impiantare ospedali dei bambini perché le sue radici “sono nel Concilio e nel ‘68”. Tutti e tre nel 1968 avevano 25 anni: durata carsica di un’utopia.

Il documento sulla “fratellanza umana” firmato l’altro ieri ad Abu Dhabi [vedi post precedente] é stato preparato pregando, nasce dalla fede in Dio che è padre di tutti, non si discosta in nulla dal Vaticano II, è stato approvato dal teologo della Casa pontificia: l’ha detto il Papa nella conversazione di ieri con i giornalisti in aereo. Nei commenti le parole di Francesco su questo e altri argomenti: il Venezuela, le suore abusate da ecclesiastici, il “coraggio” che ha avuto Papa Ratzinger nel contrastare gli abusatori.

Visitatori belli, domani tra le sette e le dieci sarò a TV2000 per la visita del Papa ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, dove celebrerà per i cattolici immigrati in quel paese e dove oggi ha sottoscritto con il Grande Imam di Al-Azhar un documento sulla “Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune”. Nei commenti brani del documento – il più concreto di quanti sottoscritti a oggi tra la Chiesa di Roma ed esponenti dell’Islam – e del discorso del Papa, nonchè mie minime divagazioni.

“Preghiamo forte, perché sono dei bambini che hanno fame, che hanno sete, che non hanno medicine e sono in pericolo di morte”: così ha parlato il Papa all’Angelus in un appello per la crisi umanitaria nello Yemen formulato mentre era in partenza per gli Emirati, dove arriverà verso le 19.00 ora italiana. I ricchissimi Emirati sono i primi alleati dell’Arabia Saudita nell’intervento bellico per eliminare la presenza sciita nel poverissimo Yemen; e ambedue questi paesi, per quello che riguarda la presenza di cristiani immigrati, fanno parte dello stesso Vicariato apostolico dell’Arabia meridionale. Nei commenti l’appello di Francesco, la richiesta di preghiere per il viaggio, una mia noterella di adesione all’appello papale.

La casa è piena di libri e per fare spazio vendo in internet quelli che hanno un prezzo e non sono segnati. Ieri ho venduto la Metafisica di Aristotele, tre volumi in cofanetto. Di sicuro c’è un significato ma non voglio cercarlo.

“Il diavolo è molto intelligente, più di tutti i teologi: è un grande teologo il diavolo”: dice il 17 gennaio Francesco, che dispone dei curricula di tutti i teologi. Già Dante nel canto 27 dell’Inferno fa dire al “nero” cherubino: “tu non pensavi ch’io loico fossi”. Loico, cioè maestro di logica, ovvero filosofo. Ma Papa Bergoglio, che non ama i teologi e che ama semplificare, mette insieme filosofia e teologia e proclama Satana teologo per chiara fama.

Nel post di ieri avevo promesso di riportare oggi, in uno nuovo, le risposte del Papa in aereo rientrando ieri da Panama sull’aborto, sul Venezuela, sulla convocazione episcopale di febbraio in materia di abusi, sui migranti. Le riporto ora, partendo da quella sull’aborto, forse la più viva.