Da stamane Francesco è in Irlanda per l’incontro mondiale delle famiglie: e io, padre di cinque figli, sono con lui in questo pellegrinaggio al cuore di ogni comunità che è la famiglia e al cuore ferito dagli scandali della comunità cattolica d’Irlanda. Nei commenti il richiamo al videomessaggio del Papa in vista di questo appuntamento e una monizione a chi entra per commentare.
Il blog di Luigi Accattoli Posts

A Berceto, Parma, in diatriba con altro pellegrino della Francigena, più magro. Similitudine della barba. Stesso naso visionario. Provate voi a camminare in due con un solo bastone. Abbiamo litigato dicendo io Aulla e lui Fornovo.
Sono rattristato da una visitatrice che accusa il Papa di procedere a “frasi sconnesse”, di “dire cazzate”, di “approvare la sodomia”, di dare il “placet” ai preti stupratori, di “contraddire la Parola di Dio”. Ho avvertito tante volte chi passa di qui che considero inaccettabile che si parli con disprezzo del Papa attraverso il mio blog. Nei commenti segnalo le parole di disprezzo partite da qui oggi e spiego il mio atteggiamento.
Con “vergogna e pentimento” – in riferimento alle ultime spaventose evidenze dello scandalo degli abusi sessuali – Francesco si appella all’intero popolo di Dio, riconosce ritardi e complicità, chiama tutti “all’esercizio penitenziale della preghiera e del digiuno”, perché solo così “questa specie di demoni” può essere vinta. Nei commenti una mia nota e cinque brani del testo del Papa.
Circostanze agostane mi hanno portato oggi a una messa ambrosiana e ho trovato straordinario il monito agli eletti o prediletti che era proposto da ciascuna delle tre letture e più ancora dalla loro sequenza. Nei commenti segnalo i testi e do qualche spunto di loro lettura guardando alla scena del mondo vicino e lontano.
Un sacerdote amico mi informa delle alluvioni del Kerala sulle quali ha notizie di prima mano da confratelli missionari. E mi sollecita ad occuparmene perchè “insieme alla nostra disgrazia genovese – mi scrive nel giorno dell’addio ai morti dell’autostrada – è bene anche ricordare quelle altrui”. Nel primo commento le informazioni che mi ha fornito.
“Nonna ho fame: dai moneta per mangiare”: così un negher a una mia coetanea sul sagrato della Basilica di Santa Maria dell’Orto a Chiavari. E ottiene questa risposta: “Se mi chiami nonna la fame te la tieni, bello mio”.
Il Ponte Morandi di Genova inaugurato nel 1967, quand’io prendevo la patente. Poi con le tante auto che ho guidato, passando anche di lì le dieci volte, la festa di dire ai bambini: guardate quel ponte, ora saliremo lassù. Oppure: da qui si vede tutta la città. – Segue nei primi commenti.
Il rospo è creatura calunniata: di rugoso aspetto, sospettato d’essere familiare delle streghe, ritenuto incapace di fare squadra certo a motivo dei salti. Un po’ come i Gesuiti, tenuti per falsi, individualisti, iellatori già a vederli. Mancava solo un Papa Gesuita per unire le due leggende. “Pascolare i Gesuiti? Ma è come pascolare un gregge di rospi: uno di qua, uno di là”: ha detto Francesco di sua iniziativa il 1° agosto a un gruppo di “Gesuiti in formazione”.
Aggiornamento al 15 agosto. Vedi al commento 12 il contesto del motto papale, che è l’elogio della libertà essenziale al Gesuita.
Sono lontano da casa. Ho con me – come libro delle vacanze – “Il Castello di Udine” di Carlo Emilio Gadda (1934). Vi regalo un motto che è alla pagina 45 dell’edizione Einaudi del 1971: “L’anima si governa per alfabeti”. Nel primo commento due possibili richiami interpretativi sicuramente inappropriati.
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