Il blog di Luigi Accattoli Posts

Missionari in avanscoperta nella città mondiale come Matteo Ricci nella Cina d’allora, Jorge Mario e Carlo Maria si calamitano e si rubano le parole. Amanti alla pari degli Esercizi condotti sulla Scrittura. Vescovi riformatori dotati di parresia. Ambedue alunni di Arrupe, l’altro gesuita che con loro fa triade al cambio del millennio: per decenni la Compagnia vivrà di loro. E’ un capoverso di un mio testo per “il Regno” pubblicato nel numero 12/2017 con il titolo Martini e Bergoglio in avanscoperta. Come Matteo Ricci nella Cina del ’600.

L’estate vagabonda mi porta a Sestri Levante dove trovo una chiesa con cripta e in essa due confessionali rivestiti di marmi: è il Tempio costruito dal padre Enrico Mauri (1883-1967) fondatore dell’Opera Madonnina del Grappa. Narrano all’Opera che il padre Mauri aveva Mussolini tra i benefattori e attendeva la sua conversione: quando fosse arrivata, il Duce avrebbe potuto inginocchiarsi tra i marmi che amava. A penitente imperiale il giusto confessionale.

“Non so rubare le parole” dice una novantenne dura d’orecchi che siede a tavola davanti a me in una casa vacanza e narra l’aiuto incerto che le viene dall’apparecchio che le è costato un occhio. Io le dico di imparare a “leggere” le labbra: per tutta la settimana siedi davanti a me e guarda le mie labbra quando parliamo. Dice che si vergogna a “rubare le parole”. Quanti sono i modi del verbo rubare.


Scritta da me fotografata stamane a Sestri Levante in via Olive di Stanghe, su un muro a destra di chi va al mare.

La normalità c’è chi la cerca e chi la fugge. Tiziano Terzani, camminante del pianeta, aveva con essa un fatto personale: “La nostra vita non può e non deve essere normale”. “Dobbiamo essere normali” predica invece Bergoglio, altro girovago del globo. Il 2 agosto ad Andrea Bocelli che ne lodava lo “speciale” carisma ha risposto: “Ma no, io sono solo normale”. La favola insegna che chi vive lo straordinario cerca il normale, chi è nella norma vuole dell’altro.

Torno sul post dell’11 agosto con Burke e il Papa per qualche battuta con i visitatori. E forse questo modo l’userò ancora. Non continuerò con le puntate sulle polemiche del blog: volevo calmarle e ho visto che le riattizzavo. Ora provo quest’altra strada. Non intervengo nel vivo del dibattito, ma lo riprendo quando s’acquieta.