Il blog di Luigi Accattoli Posts

Ieri pomeriggio nella Malmö Arena, in Svezia, si è tenuto un Evento Ecumenico che è stato il momento allargato, a dimensione popolare, dell’atto ecclesiale che si era svolto in mattinata nella cattedrale luterana di Lund. Nei commenti una rapida cronaca, il ringraziamento del Papa ai governi che accolgono, il suo saluto al vescovo caldeo di Aleppo (Siria), il gesuita Antoine Audo, che ha parlato a nome del suo popolo martire.

La giornata di Lund è ricca di parole da memorizzare: come vuole il mio metodo, ne farò un’antologia e prendo il titolo dal primo dei due interventi del Papa. Nei commenti insieme ai testi darò i link alle fonti.

A Muccia, dove la statale della Valnerina sbocca nella 77 della Val di Chienti, è un bar dove sosto quando vado da Roma a Recanati: e ci andavo ieri per vedere i genitori e gli amici al cimitero di Bagnolo. Ma l’Hotel Ristorante Carnevali era chiuso, cintato da nastri con le scritte “Pericolo di crollo”. Sul piazzale, in un gazebo, la nuova sede del bar, ad accogliere i viandanti e a fare coraggio ai residenti. Nella foto il mio abbraccio alle coraggiose bariste.

No al proselitismo, allo spirito settario e alle strutture quiete. Avere il cuore inquieto e camminare insieme con i fratelli luterani. Sono affermazioni del Papa in un colloquio in vista della visita a Lund, in Svezia, per il 500° della Riforma, con la rivista dei gesuiti svedesi “Signum”, diffuso ieri in traduzione italiana dalla “Civiltà Cattolica”. Nei commenti alcuni brani.

Mio dono ai visitatori: è il volto di un crocifisso in legno della Basilica Vaticana, già attribuito a Pietro Cavallini, appena restaurato e presentato stamane ai giornalisti. Sono andato per voi alla presentazione. Ne è venuta una mattinata felice davanti al volto parlante. Nei commenti altre pagliuzze delle mia felicità.

In avvicinamento ai Santi e ai Morti propongo altre parole parlanti del Leopardi, simili a quelle dell’idillio “Il Sogno” che ho riportato il 22 ottobre: “Sei tu quella di prima?”. Anche l’attacco del canto “A Silvia” è mosso dalla corda dell’interrogazione a colei che non è più. Stavolta non si tratta di parole in sogno, ma di una diretta interpellanza rivolta da Giacomo alla persona amata. Nel primo commento la strofe d’apertura, che è la più intensa dell’intero volume dei “Canti”.

Nell’omelia di stamane al Santa Marta e parlando subito dopo alla Congregazione Generale dei Gesuiti [è andato a trovarli nella sede della Curia generalizia], Francesco ha lanciato nuovi moniti agli assonnati (Gesuiti) e ai rigidi (omelia). Riporto nei commenti i passi rosseggianti.