Il blog di Luigi Accattoli Posts

C’è un canto del Leopardi intitolato “Il sogno”, che viene datato 1819-1821, nel quale Giacomo è visitato in sonno dall’immagine di una donna che è morta e che forse ha amato, insomma una Silvia o una Nerina che canterà più avanti. Lei parla per prima e ne viene un dialogo che ricorda quello di Petrarca che in sogno è visitato da Laura nella canzone 359. Ma c’è un momento nel quale Giacomo si stacca dal modello e chiede inquieto a colei che gli fa visita: “Sei tu quella di prima?” Dedico ai visitatori le cinque parole, le uniche di questo canto che siano degne dei testi migliori del Leopardi. Le propongo in vista dei santi e dei morti ai quali ci avviciniamo. Nei commenti un aiuto a intenderle.

Il padre Arturo Sosa aveva conosciuto Jorge Mario Bergoglio durante la Congregazione Generale 33ma, nel 1983. Arturo aveva appena 35 anni: era molto giovane per essere un “padre congregato”. Bergoglio — che allora ne aveva 47 — lo vedeva giovane e robusto. Per questo gli diede un nomignolo: “potrillo”, cioè “puledro”. La raccomandazione che il Papa gli ha fatto alla notizia della sua elezione a Generale è stata: “sii coraggioso”. E’ un passaggio del commento all’elezione del nuovo generale pubblicato l’altro ieri dal padre Antonio Spadaro nel sito della Congregazione Generale. Nei commenti do conto di esso e di un’altra presentazione del nuovo superiore fatta dal provinciale del Venezuela.

Ieri primo incontro del nuovo superiore dei Gesuiti con la stampa. Interrogato sull’invito di Francesco a “fare chiasso” come Chiesa, ha risposto che va inteso anche nel senso di non aver paura di buttarsi nei conflitti. “La Compagnia non deve difendere se stessa, non conformarsi a quello che c’è e neppure a quello che la Chiesa è. Ma deve riformarsi e uscire”. Ho apprezzato questa risposta del padre Arturo Sosa. Nei commenti altre parole da me appuntate.

Come i visitatori già sanno, ero a Siracusa sabato 8. La città splendeva sul mondo rotondo. Io in essa. Pietre di luce a San Giovanni Evangelista.

Jacopo Fo ieri a Milano, in piazza Duomo, ha salutato il padre dicendosi sicuro che ora i genitori Dario e Franca “sono insieme”, perché “non è possibile morire veramente” e perché loro due, svolgendo la loro impresa d’artisti, “hanno visto qualcuno che c’era veramente”. Nel primo commento le parole di Jacopo, che ho ricostruito dalle cronache del “Corsera” e di “Repubblica”.

Ieri Francesco ha visitato il “Villaggio SOS” in zona Boccea, a Roma: una casa famiglia che accoglie bambini con disagi. Ha fatto merenda con loro. Era un “venerdì di misericordia”: il decimo. Nei commenti il comunicato vaticano.

La Congregazione Generale dei Gesuiti ha eletto superiore generale padre Arturo Sosa Abascal, venezuelano. Il primo pensiero, avuta la notizia, è che ora anche il “Papa nero”, dopo quello bianco, viene dall’America del Sud. Non era mai capitato che un successore di Ignazio di Loyola – questo è il 31° – venisse da un paese esterno all’Europa. La migrazione cristiana verso il Sud del mondo e la fuga delle Chiese dall’Europa danno un nuovo segnale.