C’è un canto del Leopardi intitolato “Il sogno”, che viene datato 1819-1821, nel quale Giacomo è visitato in sonno dall’immagine di una donna che è morta e che forse ha amato, insomma una Silvia o una Nerina che canterà più avanti. Lei parla per prima e ne viene un dialogo che ricorda quello di Petrarca che in sogno è visitato da Laura nella canzone 359. Ma c’è un momento nel quale Giacomo si stacca dal modello e chiede inquieto a colei che gli fa visita: “Sei tu quella di prima?” Dedico ai visitatori le cinque parole, le uniche di questo canto che siano degne dei testi migliori del Leopardi. Le propongo in vista dei santi e dei morti ai quali ci avviciniamo. Nei commenti un aiuto a intenderle.
Il blog di Luigi Accattoli Posts
Per vivere a lungo “bisogna lavorare molto e mangiare poco e male” e “soprattutto” è utile il sesso: lo sostiene Giuseppe Vassallo, 93 anni, in un servizio del Corsera sulla straordinaria longevità degli abitanti di Acciaroli, frazione marina di Pollica, nel Cilento. Nel primo commento la sentenza del tenace amatore.
Il padre Arturo Sosa aveva conosciuto Jorge Mario Bergoglio durante la Congregazione Generale 33ma, nel 1983. Arturo aveva appena 35 anni: era molto giovane per essere un “padre congregato”. Bergoglio — che allora ne aveva 47 — lo vedeva giovane e robusto. Per questo gli diede un nomignolo: “potrillo”, cioè “puledro”. La raccomandazione che il Papa gli ha fatto alla notizia della sua elezione a Generale è stata: “sii coraggioso”. E’ un passaggio del commento all’elezione del nuovo generale pubblicato l’altro ieri dal padre Antonio Spadaro nel sito della Congregazione Generale. Nei commenti do conto di esso e di un’altra presentazione del nuovo superiore fatta dal provinciale del Venezuela.
Ieri primo incontro del nuovo superiore dei Gesuiti con la stampa. Interrogato sull’invito di Francesco a “fare chiasso” come Chiesa, ha risposto che va inteso anche nel senso di non aver paura di buttarsi nei conflitti. “La Compagnia non deve difendere se stessa, non conformarsi a quello che c’è e neppure a quello che la Chiesa è. Ma deve riformarsi e uscire”. Ho apprezzato questa risposta del padre Arturo Sosa. Nei commenti altre parole da me appuntate.
Il Dalai Lama e l’arcivescovo Desmond Tutu si incontrano nell’aprile 2015 a Dharamsala, in India, e discutono della gioia «che è più della felicità», «viene da dentro» ed è “contagiosa”. Le conversazioni escono ora in volume con il titolo «Il libro della gioia», editore Garzanti, che si può acquistare in edicola con il “Corriere della Sera”, per il quale ho scritto una presentazione.

Come i visitatori già sanno, ero a Siracusa sabato 8. La città splendeva sul mondo rotondo. Io in essa. Pietre di luce a San Giovanni Evangelista.
Jacopo Fo ieri a Milano, in piazza Duomo, ha salutato il padre dicendosi sicuro che ora i genitori Dario e Franca “sono insieme”, perché “non è possibile morire veramente” e perché loro due, svolgendo la loro impresa d’artisti, “hanno visto qualcuno che c’era veramente”. Nel primo commento le parole di Jacopo, che ho ricostruito dalle cronache del “Corsera” e di “Repubblica”.
Ieri Francesco ha visitato il “Villaggio SOS” in zona Boccea, a Roma: una casa famiglia che accoglie bambini con disagi. Ha fatto merenda con loro. Era un “venerdì di misericordia”: il decimo. Nei commenti il comunicato vaticano.
La Congregazione Generale dei Gesuiti ha eletto superiore generale padre Arturo Sosa Abascal, venezuelano. Il primo pensiero, avuta la notizia, è che ora anche il “Papa nero”, dopo quello bianco, viene dall’America del Sud. Non era mai capitato che un successore di Ignazio di Loyola – questo è il 31° – venisse da un paese esterno all’Europa. La migrazione cristiana verso il Sud del mondo e la fuga delle Chiese dall’Europa danno un nuovo segnale.
Debbo a Dario Fo qualche arrabbiatura e molte rallegrate. Lo saluto riascoltando “Prete Liprando” la più vivante – voce medievale che dovrebbe piacergli – delle sue ballate. Nei commenti un’intervista quasi ultima e il rimando a due post nei quali sono Dario e Franca.
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