Alla messa delle nove c’è poca gente anziana ma don Ermanno la ringiovanisce con la sua voce di leone.
Il blog di Luigi Accattoli Posts
Santo Padre, mi chiamo Qaiser Felix. In Pakistan sono stato un giornalista per molti anni. Appartengo alla minoranza cattolica e la mia fede è stata al centro del mio lavoro. Volevo dare voce alle sofferenze della minoranza cristiana perseguitata. Ed è per questo che sono dovuto espatriare: è l’attacco di una delle storie di vita presentate al Papa giovedì nella veglia “Per asciugare le lacrine”. Nei commenti la storia da me abbreviata.
“Sogno un’Europa giovane, capace di essere ancora madre: una madre che abbia vita, perché rispetta la vita e offre speranze di vita”: così il Papa ieri in risposta al conferimento del Premio Carlo Magno. Nei commenti altre parole dette da Francesco nell’occasione.
“Se Dio ha pianto, anch’io posso piangere sapendo di essere compreso”: parole dette dal Papa poco fa, durante la veglia giubilare in San Pietro “per asciugare le lacrime”, forse la celebrazione più originale che abbiamo avuto fino a oggi in questo Anno Santo. Nei commenti il cuore dell’omelia di Francesco e altre informazioni sulla veglia.
“Ogni Giovedì santo mi muovo dal banco e vado verso la balaustra per vedere che piedi si usano”: è un frammento di una mia divagazione sulla riforma bergogliana della lavanda dei piedi pubblicata dal “Regno” redivivo che a gran fatica sta rimettendosi al passo con la sua programmazione quindicinale. Lo segnalo perché a più riprese avevo coinvolto i visitatori del blog nell’indagine che venivo conducendo. Questo mio testo è apparso nel numero 4/2016 che ha la data del 15 febbraio ma è arrivato agli abbonati solo a metà aprile: le vicende del cambio di editore, di sede e di tipografia hanno provocato un ritardo che verrà recuperato di mese in mese. La mia solidarietà ai redattori a tempo pieno che stanno vivendo l’arduo traghetto dal vecchio al nuovo.
“Come il fiume che scorre nulla ha fine”: scritta rossa in campitura verde su un muraglione dell’Isola Tiberina, leggibile dal Lungotevere Ripa. Forse Eraclito o forse Paulo Coelho. Ma una cosa è leggere quelle parole in un libro e un’altra inseguirle a pelo dell’acqua che scorre nella direzione della scrittura.
Giubileo come “tempo di riconciliazione per tutti”, purché vi sia “pentimento per il male compiuto” e consapevolezza che il peccato è “un’espressione di rifiuto dell’amore di Dio”: sono i contenuti della catechesi giubilare tenuta sabato dal Papa. Nei commenti i passaggi utili a intendere come sia infondata l’accusa che gli viene mossa di predicare una misericordia a costo zero che non prenderebbe sul serio il peccato e la necessità del pentimento.
Il Giubileo dei camminanti, dalla Madonna dei Monti a San Pietro (vedi post del 28 aprile), è stato una felice fatica dalla quale sono appena rientrato e che ora racconto. Parto dal fatto che uno di noi aveva con sé la bicicletta e l’ha dovuta lasciare all’esterno della Basilica di San Pietro, accanto alla Porta della Preghiera dalla quale siamo entrati. “Come mai sei venuto in bicicletta?” – “Per benedirla. E’ restata fuori ma la benedizione arriva anche lì”.
Parabole di Papa Bergoglio 4. “Pensiamo a tanta gente che neppure ha un’ultima carezza al momento di morire: tre giorni fa è morto uno, qui, sulla strada, un senzatetto, è morto di freddo. In piena Roma, una città con tutte le possibilità per aiutare”: è uno dei cinque fatti di cronaca proposti dal Papa nell’omelia del Santa Marta il 14 marzo e che io raccolgo qui, nei commenti, per la mia antologia delle parabole bergogliane.
Questo post è dedicato ai visitatori romani mentre gli altri possono rosicare tranquilli: dopodomani, sabato 30, andrò pellegrino a San Pietro per il Giubileo della Parrocchia Madonna dei Monti, che è la mia. Invito chi può a venire, compresi mangiapreti mignotte e avvinazzanti qua da sempre sovrabbondanti. Nei commenti mirabilia e merende della Perdonanza del Rione Monti.
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