Il blog di Luigi Accattoli Posts

Di sicuro Papa Francesco con la sua insistenza su Dio che “perdona sempre e perdona tutto” si trova meglio con Leopoldo Mandic che con Padre Pio, ma per il Giubileo li ha voluti ambedue e li ha voluti insieme, forse a segnalare che il confessore dev’essere a un tempo giusto e accogliente, ovvero misericordioso. Deve aver visto nei due santi cappuccini le due modalità che si offrono al confessore per farsi carico – realmente – della situazione di chi si confessa. E’ la conclusione di un mio volenteroso e lungagnato articolo pubblicato l’altro ieri dal Corsera in preparazione alla venuta a Roma dei due santi, che sono arrivati ieri e che ora vado a incontrare a San Lorenzo fuori le Mura.

Visitatori belli il blog è in cura per disfunzioni varie e tra esse c’è la non visibilità di parte dei vecchi commenti. Ma si può commentare. Avvertirò appena sciolto l’impiccio. Mi scuso per il disagio, come dice il capotreno.

Ecco l’omaggio alto di un ebreo al crocifisso, ovvero al portatore del crocifisso, ovvero agli uomini tutti che furono e che sono crocifissi: lo prendo dalla memoria di Auschwitz che ci è venuta qualche giorno addietro da Alberto Mieli e che ho già segnalato il 27 gennaio con un post intitolato Ucciso con la croce che si era costruito per pregare. Lo riporto al primo commento e lo dedico ai visitatori che nei giorni scorsi qui hanno discusso del tribolato rapporto tra gli ebrei e il crocifisso. Anche in questo caso vale la regola d’oro dell’ecumenismo del sangue: nei campi di concentramento e nelle persecuzioni d’ogni dove noi abbiamo imparato a onorare la kipà e gli ebrei hanno imparato la croce.

“Il mio desiderio del nascere” sono parole di Leonardo da Vinci, che stanno al centro della “favola” che gli editori intitolano “La formica e il grano di miglio”. Mi paiono straordinariamente adatte a dire qualcosa della favola degli embrioni che oggi hanno vita difficile. Nel primo commento la “picciola favola” e nel secondo un richiamo a quello che stamane ha detto il Papa sulla vita nascente. Nel terzo un mio insulso complimento al Leonardo delle Favole.

“Il racconto di Alberto Mieli abbraccia con piena umana comprensione e compassione anche i compagni di sofferenza che ebrei non sono, come i giovani ungheresi fuggitivi che vengono impiccati o il prete cattolico belga che viene immobilizzato in forma di crocifisso e ucciso con la stessa croce di legno che si era costruito per pregare”: così il padre Lombardi nella prefazione a un libro di memorie di un sopravvissuto alla Shoah che ho letto con amore e che segnalo ai visitatori nel Giorno della Memoria.

Notizia forte: il Papa andrà a Lund, in Svezia, il 31 ottobre prossimo, per il 500° della Riforma luterana. Nel primo commento il comunicato della Sala Stampa Vaticana e nel secondo il rinvio a un’intervista del cardinale Koch, responsabile vaticano per l’ecumenismo.

Aggiornamento al pomeriggio. Nell’Omelia di San Paolo fuori le Mura, durante il Vespro a conclusione della settimana per l’unità, il Papa ha svolto una richiesta e offerta di perdono al termine della quale ha detto: “Non possiamo cancellare ciò che è stato, ma non vogliamo permettere che il peso delle colpe passate continui ad inquinare i nostri rapporti. La misericordia di Dio rinnoverà le nostre relazioni”.