Il blog di Luigi Accattoli Posts

La chiesa era mezzo vuota ma il suo dell’organo l’affollava.

«Non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione» ha detto il Papa ieri al Tribunale della Rota che ha ricevuto per l’inaugurazione dell’Anno giudiziario: un’affermazione che calza a pennello con il dibattito nostrano sulle unioni civili, dove uno dei punti sensibili che provoca la protesta degli ambienti cattolici è l’assimilazione delle unioni al matrimonio: è l’attacco di un mio insinuante articolino pubblicato oggi dal Corsera con il titolo Il Papa su unioni civili e matrimonio: “Non bisogna fare confusione”.

“Dispongo che venga modificata la rubrica secondo la quale le persone prescelte per ricevere la Lavanda dei piedi debbano essere uomini o ragazzi, in modo tale che da ora in poi i Pastori della Chiesa possano scegliere i partecipanti al rito tra tutti i membri del Popolo di Dio”: così il Papa in una lettera al cardinale ROBERT SARAH prefetto della Congregazione per il Culto, che ha la data del 20 dicembre 2014. Oggi il cardinale ha pubblicato il decreto che dà attuazione alla disposizione del Papa. Ne riporto un brano nel primo commento e nel secondo dico la mia contentezza per questa decisione.

Un visitatore manda un messaggio fraterno dalla Lituania. Lo riporto nel primo commento e qui lo ringrazio a nome del mio parroco, perché di lui si tratta.

“Mamma mi raccomando non farmi fare figure. Ora che viene Monica, per questi tre giorni facciamo la raccolta differenziata e la facciamo come si deve! Lei ci tiene tantissimo… Ma che ne so perché ci tiene: perché si inquina, per i fiumi…. Io all’inizio buttavo tutto in un secchio e lei tirava fuori e differenziava. Guarda che se non la facciamo noi, si mette lei a dividere i rifiuti. Devi prometterlo”: telefonata udita ieri sul mezzogiorno a bordo del Freccia Rossa 9567 che mi portava da Bologna a Roma, di rientro da Faenza. Mi sono detto che la differenziata è diffusiva di sé come l’amore.

Nel volume Luce del mondo Papa Benedetto fa questa affermazione: “A Roma c’è una chiesa nella quale le pale d’altare non raffigurano un solo uomo” (p. 210). Sono curioso di vederla: qualcuno mi sa dire quale sia?

“Con questa mia visita seguo le orme dei miei Predecessori. Papa Giovanni Paolo II venne qui trent’anni fa, il 13 aprile 1986; e Papa Benedetto XVI è stato tra voi sei anni or sono. Giovanni Paolo II, in quella occasione, coniò la bella espressione ‘fratelli maggiori’, e infatti voi siete i nostri fratelli e le nostre sorelle maggiori nella fede. Tutti quanti apparteniamo ad un’unica famiglia, la famiglia di Dio, il quale ci accompagna e ci protegge come suo popolo. Mi auguro che crescano sempre più la vicinanza, la reciproca conoscenza e la stima tra le nostre due comunità di fede”: così ha parlato Francesco questo pomeriggio nella Sinagoga di Roma. Nei commenti altre parole del Papa e mie.

“Vorrei ringraziarvi tutti per la vostra gentilezza e la vostra pazienza”: Carlo Savini, invalido, così scrive agli autisti dell’Atm [Azienda trasporti milanesi] che ogni giorno l’aiutano a salire e scendere dal bus con la sua carrozzina e gli permettono di raggiungere il liceo Parini. La sua lettera, che è una parabola della gratitudine, è pubblicata oggi dal “Corriere della Sera”. La riporto nel primo commento e nel secondo metto altre parole di Carlo affidate al Corsera. Nel terzo un mio spunto d’accompagnamento. Mando un bacio a Carlo.

Primo “venerdì della misericordia” di Papa Francesco, che oggi pomeriggio ha visitato senza preavviso, nella periferia romana, una casa per anziani e un’altra per persone in stato vegetativo. Nei commenti l’informazione fornita dal portavoce vaticano e un mio commento volante.

Festeggio l’arrivo del libro di Francesco con Andrea Tornielli, “Il nome di Dio è misericordia” (Piemme, 113 pagine, 15 euro): godibile in ogni pagina, senza gossip ecclesiastico, concentrato sul tema giubilare. Ci dice da dove il Papa abbia preso il convincimento della centralità di quel “nome” di Dio, che comporti tale centralità, come sia maturata la decisione dell’Anno Santo. Già ne avevo scritto qui l’altro ieri ma poi diverse testate mi hanno chiesto articoli e interviste. Ne riporto brani nei primi commenti.