Il blog di Luigi Accattoli Posts

Il vecchio di Poggibonsi, 89 anni, già maestro di scuola, del quale ho parlato nel post del 2 novembre – Renato a Liliana: “Sempre insieme nel cuore di Dio” – mi ringrazia con questa e-mail: “Caro Luigi, mi permetti questa confidenza? Ho letto con trepidazione la recensione fatta sul mio libro attraverso il computer di mio figlio Simone. Dire che ne sono felice e più che soddisfatto è troppo poco. Conoscendo però i miei limiti, il tuo commento mi riporta indietro di qualche decennio quando, correggendo i compiti dei miei alunni, talvolta esprimevo sui loro temi un giudizio al di là del loro effettivo valore per incoraggiarli, tenendo conto della loro buona volontà. Ti ringrazio non solo per questo, ma anche e soprattutto per il bacio affettuoso, segno di una amicizia che va al di là dell’occasionale incontro e della familiarità con Simone. Ma già il diminutivo ‘deboluccio’ era segno di amicizia non formale. Ti leggo su ‘Il Regno’ che arriva a casa di Simone e lo attendo sempre con impazienza. Ti ringrazio, ti abbraccio e ricambio il bacio. Renato” – Buon Natale, Renato. Sono fiero di averti come lettore su ‘Il Regno’.

«Questa tragedia mi toglie il fiato e mi colpisce profondamente. Il mio dolore è rivolto a Francesco Pinna, studente lavoratore, la cui vita si è fermata oggi nell’incidente che ha travolto la mia squadra» parole di Jovanotti che cancella il concerto per la morte di Francesco. Dunque è possibile anche oggi vedere i morti.

Chi potrà mai dare la sicurezza che una persona nata ‘sana’ lo sarà per tutta la vita? Solo perché sana, potrà dare serenità e felicità a chi incontra sulla propria strada? Chi è nella condizione di quantificare la serenità e la gratificazione che anche un figlio non perfetto può darti? Parrebbe che questa società sia marcia dentro, e forse in gran parte lo è. Ma vi posso assicurare che per quanto possano fare, non toglieranno a noi genitori mai la forza per gridare al mondo che anche i nostri figli non perfetti sono delle persone e vanno rispettate in quanto tali. Per questo e a ragion veduta posso affermare che non puoi immaginare cosa può dare e darti un figlio Down. Alessandro Bartoli, padre di Arianna – E’ la parte finale di una lettera appassionata e polemica pubblicata da Avvenire di venerdì 9 dicembre a pagina 27 con il titolo Cosa può darti un figlio Down a commento di un articolo di altro giornale intitolato Nasce Down, maxi risarcimento. Mando baci ad Alessandro e Arianna.

“Siate sempre lieti” diceva stamane Paolo ai Tessalonicesi. Da gran tempo ho preso casa a Tessalonica.

“Quest’anno abbiamo raccolto le olive con l’aiuto di una tedesca, di un romeno, di una camerunense, di un marocchino. La tedesca è qui perchè arrivata alla pensione ha scelto, con il marito, di venire a vivere nella campagna marchigiana. Il romeno e il marocchino sono lavoratori immigrati, la camerunense è la badante del nostro vicino anziano. E’ cristiana, va con lui a messa la domenica con l’Ape. La resa non è stata buona: quindici litri di olio per un quintale di olive, mentre qualche anno siamo arrivati ai venti litri. Ma siamo contenti lo stesso. Quando raccogli devi essere contento. L’oliva aveva patito la sete, qui da noi è mancata la pioggia per tanti mesi”: è il racconto del cacciatore contadino già incontrato nei giorni di questo blog. Vedi qui e qui. Per altre olive raccolte e macinate in altra regione ma con lo stesso scrupolosa attenzione, goccia per goccia. vedi qui: Una lettera dal frantoio.

«Perché non viene una volta al mese col bambino e racconta alle altre mamme e ai loro figli una favola?»: sono parole di Andrea Satta, pediatra della periferia romana, rivolte a una mamma africana. Da quella proposta è nata una bella avventura che il medico scrittore racconta in un libro intitolato Ci sarà una volta. Favole e mamme in ambulatorio, che festeggio con un bicchiere di Vino Nuovo.

Cara oggi il cielo è sceso per te” parole cubitali scritte sull’asfalto di una strada che costeggia la ferrovia Foggia-Bari, lette l’agosto scorso dal finestrino del corridoio del treno da un visitatore del blog che si firma Fabricianus. Avevo il sospetto che fosse una citazione della canzone che dice: “Giuro che ritornero’ per stare lì con te / per prenderti le mani e poi tenerti stretta a me / giuro ti custodirò come un guardiano / che è sceso dal cielo soltanto / soltanto per te” [di Broken Heart College, dall’album The class of 2010]. Ma passando i mesi ho immaginato che si tratti di un frutto della lettura scolastica di due versi di Dante contenuti nel sonetto Tanto gentile e tanto onesta pare: “e par che sia una cosa venuta / da cielo in terra a miracol mostrare”. O invece è stata inventata da un innamorato di Puglia, i cui colori – come diceva un antico – sono quelli oro del croco, del cacio, della pietra, del grano e del vino.

“Gli amici più dichiarati della mia carrozzina sono i bambini: non si trattengono, mi credono, forse, su una giostra, c’è chi mi chiede dove l’ho comperata, chi manifesta una voglia matta di farci un giretto sopra e, se vedo i genitori accondiscendenti, prendo il bimbo sulle ginocchia e gli faccio muovere il comando col quale si guida, dandogli l’ebbrezza di essere lui che conduce una vettura particolarissima. Per essere più visibile dagli autobus e dai veicoli alti, ho fatto inserire un’asta lunga, con in cima una bandierina arancione e questo credo che per i bambini sia il segno inequivocabile che si tratta di un giocattolo eccezionale”: è un brano dell’entusiastico racconto di Giancarla Matteuzzi, disabile bolognese, che teme i bagni alla turca ed esulta per la carrozzina elettrica. Vedilo nella pagina CERCO FATTI DI VANGELO elencata sotto la mia foto, al capitolo 4 REAZIONE ALL’HANDICAP.

Sono convinto che il tentativo Napolitano-Monti di salvare i nostri conti vada aiutato. Da parte mia lo faccio in due modi: non protestando per le “misure” che mi toccano e aiutando i protestanti a intendere le ragioni dei “sacrifici”.

Sono a Collecchio, il paese della Parmalat, a parlare di “fatti di Vangelo” ieri e di “educazione in famiglia al tempo di internet” oggi. Trovo un bell’uditorio e un’invitante tavolata comunitaria, un’ottima liturgia nella pieve romanica tra bimbi festanti e antichi capitelli. Anche i canti sono buoni. “Ogni sabato alle 15 le prove di canto” ricorda don Guido al microfono. I ragazzi oggi sono un centinaio, venuti anche dalle parrocchie vicine per l’appuntamento delle famiglie “con il professor Accattoli” e non bastano le panche. Vengono messi due grandi tappeti a terra e i più piccoli si siedono su quelli a gara. Mi godo la scena. Non conosco spettacolo più bello di una chiesa affollata.