Ragionando ieri a Parigi con i vescovi europei su come i media trattano il papa, il cardinale Bagnasco si è chiesto “se in alcune componenti della cultura e dei mezzi di informazione non si stia facendo strada un anticlericalismo interessato a nascondere il vero volto della Chiesa e a distorcere il significato del suo messaggio, così che questo risuoni come incoerente o anacronistico”. Sì eminenza, quell’anticlericalismo c’è e cresce e bisogna tenerne conto altrimenti si forniscono sassi alla sua fionda. Ma non ci sono solo gli interessati a “nascondere” il vero volto della Chiesa: ve ne sono altri e più numerosi che quel volto non lo hanno mai visto e trovano davvero la Chiesa incoerente e anacronistica. Se non si considera la loro lontananza non si risponde alla loro obiezione, che spesso non ha alcuna malizia. Già in un post del 24 marzo 2009 indirizzavo al cardinale un consiglio in questa direzione.
Il blog di Luigi Accattoli Posts
Il TG1 è sempre stato a fianco dei governi, vai a capire perchè. Ma con Minzolini gli sta dietro, vai sempre a capire il perchè.
Allo Scalo di San Lorenzo, Roma, in via dei Sardi 85 c’è Pizzologia – specializzata in “pizze tonde a portar via” – subito prima della facoltà di Psicologia che è al 61.
Dialogo di un giornalista e di una nipote che non legge i giornali.
– Zio, tu manifesti per la libertà di informazione?
– Sì, certo.
– Ma il Berlusca dice che in Italia ne abbiamo anche troppa di quella libertà…
– E’ vero ce l’abbiamo, ma non è mai troppa e ci sono strozzature nel suo uso.
– Dimmi due strozzature.
– Il premier che è anche il magnate dei media…
– E che danno ne viene?
– L’informazione si trasforma in propaganda.
– Dove lo vedi?
– Il Tg1 e il Tg5 vanno a gara in questa propaganda.
– Allora sei d’accordo con Santoro?
– Per niente. Santoro a sinistra e Feltri a destra rappresentano l’altra strozzatura: cioè l’informazione e la controinformazione condotte per bande armate.
– Che nome gli dai a queste bande?
– I Bravi del Cavaliere e il Commando della Santoria.
Nella festa degli angeli dedico ai visitatori una mia piccola modifica alla preghiera dell’Angelo, che volgo al plurale, come la festa di oggi: ANGELI DI DIO CHE SIETE I NOSTRI CUSTODI, ILLUMINATE E PROTEGGETE LA NOSTRA VITA, GUIDATE I NOSTRI PASSI VERSO IL SIGNORE. Per una precedente manifestazione di questa mania riformatrice, vedi il post DUE RITOCCHI ALL’AVE MARIA, che è dell’8 dicembre 2007.
Nel mese di settembre il blog ha avuto 14.374 visitatori diversi. Il mese record precedente era stato il gennaio di quest’anno con 13.252. Invito a vedere la pagina CERCO FATTI DI VANGELO – elencata sotto la mia foto – che in questo momento è solo un cantiere, ma dove già si può leggere il progetto ambizioso a cui mirano i lavori: promuovere un’inchiesta permanente e fattuale sull’attualità del Vangelo nell’Italia di oggi. Allo sviluppo dell’impresa possono dare apporto i visitatori. Per esempio la “parabola” svolta nel post di ieri un giorno entrerà – arricchita con le storie narrate da voi – nel capitolo PARABOLE di quella pagina. Leggete e datemi una mano. Ogni tanto per alleggerire il tono dirò che cosa penso dei giornalisti di ventura Feltri e Santoro – che detesto alla pari – o dell’ultima disputa sul rito nuovo e su quello antico della messa, che mi vanno bene tutti e due. Ma dove mi scalderò sarà sui FATTI.
L’ossessione berlusconiana – che si va facendo pervasiva a destra come già a sinistra, oltre che in ogni nuovo appartamento aquilano – ha indotto i media a riferire al nostro premier una frase pronunciata lunedì dal papa nella sua ultima giornata in terra ceca, parlando di San Venceslao: “C’è oggi bisogno di persone che siano credenti e credibili, pronte a diffondere in ogni ambito della società quei principi e ideali cristiani ai quali si ispira la loro azione”. Io dico che quelle parole al nostro presidente andavano giuste, ma non erano indirizzate a lui. Ho argomentato questa interpretazione e commentato l’incontro di Berlusconi con il papa a Ciampino in un articolo pubblicato ieri da LIBERAL con il titolo ALLUSIONE AL PREMIER? NON DITE CHE E’ CASUALE. IL DISCORSO DEL PAPA HA UN SIGNIFICATO UNIVERSALE MA QUI DA NOI ASSUME UN PESO ANCORA PIU’ FORTE. Riporto l’articolo nel primo commento.
“Ci piacerebbe andarcene insieme” diceva qui – in un post del 24 settembre – Antonio Thellung anche a nome della sua Giulia. Quelle parole mi hanno spinto a cercare una cartellina nella quale avevo raccolto storie di “sposi” che partono insieme. La più antica riguarda la più famosa di queste coppie avventurate: Giorgio Amendola muore a Roma, di malattia, il 5 giugno 1980 a 73 anni e lei, Garmaine Lecocq, se ne va poche ore dopo. Gli altri casi sono recenti. 23 agosto 2005: a Ferentino, Frosinone, Alberto Celani muore appena rientrato in casa dal funerale di Anna Maria, che aveva sposato 70 anni prima. 9 maggio 2006: Maria Cristina Di Maria segue il marito Giovanni Maselli a meno di mezz’ora. Avevano tutti e due 93 anni. 28 aprile 2008: a Ponteranica, Bergamo, Ugo Mafessoni e Annalisa Saviori, stessa età, lei a ruota di lui. 15 agosto 2008: a Casnate con Bernate, Como, Liliana Durio e Gianfranco Pirovano, 80 lui e 74 lei, che se ne va appena sepolto lui. 14 ottobre 2008: festeggiate le nozze d’oro, Giovanni Napoli viene ricoverato e Maria Ausilia Piras muore per un attacco di cuore senza sapere che lui è appena spirato. 24 agosto 2009: a Genova Giovanni e Liliana Buscaglia, 94 e 89 anni, vengono trovati a terra, lui caduto e lei morta mentre lo soccorreva. In sei dei sette casi è lei a seguire lui.
Sfoglio per la prima volta IL FATTO QUOTIDIANO di Marco Travaglio giunto al numero 5. “Mi sono abbonato al Fatto e vi arriverà a casa per 6 mesi: leggetelo!” diceva l’e-mail di uno dei figli che è a Parigi per il dottorato. E io leggo per essere pronto a discutere con lui e con gli altri figli. A ogni giro di pagina mi investono fastidiose zanzare, come alla sera nel Delta del Po. Ma quattro volte rido e non è acquisto da poco. A pagina 9 trovo un articolo di Andrea Gagliarducci intitolato Il premier e i tentativi di stalking contro Benedetto XVI. La stessa idea non mala la ritrovo in una vignetta di Beppemora a p. 17, intitolata Ratzinger contro le famiglie allargate, dove Benedetto dice: “Troppi papi”. Nella stessa pagina ho ghignato sul titolo di una rubrica: I travagliati. Ma dove mi sono deliziato è stato nel paginone centrale – il quotidiano oggi ha 20 pagine – dove una foto mostra una scritta su un muro – credo della periferia romana – con accanto la croce celtica, che intima: L’ITALIA A L’ITALIANI – FUORI I RUMENI. Se basta a ogni giorno la sua delizia, io oggi ne ho avute quattro.
In volo da Roma a Praga, Benedetto ha detto ai giornalisti che il secondo volume del’opera GESU’ DI NAZARET arriverà forse in primavera. “Non è ancora pienamente superato – ha detto in risposta a una domanda sull’incidente al polso – ma vedete che la mano destra è in funzione essenziale, posso mangiare e soprattutto scrivere. Il mio pensiero si sviluppa soprattutto scrivendo. Era una pena e una scuola di pazienza non poter scrivere per sei settimane, tuttavia potevo lavorare e leggere. Sono un po’ andato avanti con il libro. Ma c’è ancora molto da fare, tra la bibliografia e il resto. Penso di terminarlo nella prossima primavera, ma questa è solo una speranza”. Io attendo il volume e gli auguro di farcela. Considero un fatto grande che il papa scriva un libro su Gesù dando la sua testimonianza di cristiano e proponendola non come un momento del suo magistero di vescovo di Roma ma come una parola da uomo a uomo. Vedi su questo i 16 post qui dedicati al primo volume di quell’opera: l’ultimo è del 6 novembre 2007, il primo del 24 aprile 2007.
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