Archivi per settembre 2010

Quell’ultima telefonata di Fortino

Capita che un amico ci faccia un’ultima telefonata, che ci appare serena e grata, tant’è che non ci avvediamo affatto che sarà l’ultima finchè egli – poco dopo – se ne va. Mi ricapita ora con Francesco Eleuterio Fortino, uomo di pregio, che ho avuto tra i più cari. Era un protagonista delle iniziative ecumeniche degli ultimi papi ma per me era soprattutto un coinquilino della vita, mai triste o svagato, ricco di sguardo, felice della fede. Lo ricordo nel sito Vino Nuovo.

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Gli aerei che sono uomini in cielo

Un aereo per un momento brilla al sole insieme a un gabbiano. Qui è la rotta per Ciampino. Felicità di averli alla finestra tutto il giorno, aerei e gabbiani. Ma più gli aerei che sono uomini in cielo. E donne con loro.

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A Feltri imberluscato e a Belpietro infeltrito

Siamo al secondo compimese del Feltri imberluscato e del Belpietro infeltrito: sono partite il 28 luglio le aperture a tutta pagina del Giornale sulla casa di Montecarlo, seguite a ruota da quelle di Libero. Dunque sessanta giorni di prime pagine coatte che oggi – 28 settembre – suonano così: TROVATA LA CUCINA DEI FINI (Il Giornale), LA CASA NON E’ CHIUSA (Libero). Anche questo oggi è giornalismo. In più commenti fintamente documentali a un post livoroso dell’11 settembre intitolato TITOLODIPENDENZA: FELTRI E BELPIETRO CONTINUATE COSI’ avevo riportato una quarantina di quei titoli. Ora riprendo l’abusato argomento nel primo e nel secondo commento a questo post con due malevoli retroscena sulle riunioni di direzione dei due quotidiani nelle quali si decidono quelle aperture.

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Quando non ci sono leggi qui

Quando non ci sono leggi qui e mi trovi”: scritto a grandi lettere sul marciapiede davanti all’ingresso della scuola Di Donato di via Bixio, zona di Piazza Vittorio, Roma. – Il graffito dunque al posto della lettera. La corrispondenza era gelosamente privata e impegnativa nei contenuti. Il graffito è pubblico e appena evocativo. Non chiede che si corrisponda con altro graffito. La missiva era firmata, la scritta stradale è anonima. L’intenzione di porre un segno a rimedio della lontananza è la stessa, ma il mezzo è tutto diverso. Tranne per l’essere fatto di parole. E forse questa comunanza è più forte delle diversità.

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Benedetto per Chiara Badano “raggio di luce”

Cari amici, solo l’Amore con la “A” maiuscola dona la vera felicità! Lo dimostra una giovane che ieri è stata proclamata Beata qui a Roma. Parlo di Chiara Badano, una ragazza italiana nata nel 1971, che una malattia ha condotto alla morte a poco meno di 19 anni, ma che è stata per tutti un raggio di luce, come dice il suo soprannome: “Chiara Luce”. La sua parrocchia, la diocesi di Acqui Terme e il Movimento dei Focolari, a cui apparteneva, oggi sono in festa – ed è una festa per tutti i giovani, che possono trovare in lei un esempio di coerenza cristiana. Le sue ultime parole, di piena adesione alla volontà di Dio, sono state: “Mamma, ciao. Sii felice perché io lo sono”. – Così all’Angelus Benedetto ha ricordato Chiara Luce Badano, splendida creatura che può aiutarci ad avere fiducia nei ragazzi di 19 anni. Trovi la sua storia nel capitolo 8, Celebrazione ecclesiale della propria morte, della pagina CERCO FATTI DI VANGELO elencata sotto la mia foto.

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Meno male che c’è Mentana

Visti il Tg5 e il Tg1 il povero blogger esclamò con aria nivura: “Meno male che c’è Mentana”.

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A Renato Zero che fa sessant’anni: “Sei Zero”

Renato Zero compie sessant’anni – gli hanno preparato una festa al motto SEI ZERO – e racconta la sua vita esagerata al Corriere della Sera: gli mando un augurio e dedico ai visitatori questo capoverso: “Ora vivo alla Camilluccia, con mio fratello Giampiero e mia sorella Maria Pia. Vicino a mio figlio adottivo, Roberto Anselmi Fiacchini. Andò così. Ero al cinema, e noto questo ragazzino. Era pettinato come Barth Simpson. E mi regalò un pupazzetto di Barth Simpson. Mi raccontò la sua storia: il padre era morto, la madre malata. Sono sempre stato vicino ai ragazzi degli orfanotrofi. Cominciai a seguire Roberto. Quando fu possibile, lo adottai: la legge consente anche ai single di adottare, se il figlio è maggiorenne e non ha più i genitori. Roberto si è sposato con Manuela e hanno due bambine. La grande si chiama Virginia, la piccola Ada, come mia madre. Fare il nonno è delizioso. Fare il padre è più difficile. Ma a poco a poco sono riuscito a ricreare una famiglia numerosa, come quella in cui sono cresciuto“.

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Studio l’Iran dove non sono stato

Studio l’Iran dove non sono stato ma dove andrà per lavoro uno dei figli. Così un poco l’accompagno.

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Sulla Bibbia a scuola sto con la Gelmini

La lettura della Bibbia nelle nostre scuole è un’iniziativa a cui sono favorevole come ministro, come credente e come cittadina italiana“: così aveva risposto a una domanda di Famiglia cristiana il ministro Mariastella Gelmini la settimana scorsa e ho scelto di aspettare che passasse la polemica che ne era seguita per riprendere quelle giuste parole. Mi piace dire che sto con la Gelmini perchè nella mia casa tra i figli che fanno l’Università e la moglie maestra non passa giorno che al povero ministro non vengano lanciati i “componenti” come nei cartoni di Mazinga. Ma sparigliati i giochi familiari, che è mia goduria, chiedo aiuto ai visitatori che ne sanno di più per capire come si possa realizzare quell’ottima idea della Bibbia a scuola: in quali ore e con quale rapporto con l’Insegnamento della Religione cattolica? Butto là l’idea di una riforma combinata dell’Insegnamento della Religione cattolica e della materia a essa alternativa, facendo in modo che l’uno e l’altra siano incentrati nella lettura della Bibbia: l’insegnamento cattolico in chiave cattolica, l’insegnamento alternativo in chiave storica. Così a nessuno mancherebbe quel pane.

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Curina porta il fiasco sulla schina

Il contadino cacciatore esce di casa alle cinque del mattino per il giorno dell’apertura, doppietta  in spalla, cane scatenato (liberato dalla catena), stivali da andar per fossi e fratte. Ma alle cinque e trenta si scatena anche il temporale. Torna a casa alle otto bagnatissimo, lui il cane la doppietta e gli stivali pieni d’acqua e dice: “Lo sapevo, perchè ‘curina porta il fiasco sulla schina’ ed erano quattro giorni che soffiava”. Curina è lo scirocco, secondo il dialetto della Marca d’Ancona. La schina è la schiena. Per sapere dell’altro sul contadino cacciatore vai ai post del 18 e 21 maggio.

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