Per primo viene il Memoriale di Pascal: “Gioia, gioia, gioia, pianti di gioia”. Subito dopo metto il rovesciamento evangelico: “Beati voi che piangete perché riderete” (capitolo sesto di Luca). Per terzo le allodole che alla morte di Francesco “cantavano un gioioso pianto e una gioia dolorosa” (Trattato dei miracoli di Tommaso da Celano n. 32). La lacrima del riso della poetessa polacca Wislawa Szymborska: “Versi per una sola voce, / slanci privati, / talenti non indispensabili, / curiosità superflua, / afflizioni e paure di modesta portata / e tu, voglia di guardare le cose da sei lati. /…chiaroscuri e semitoni, / capricci, ornamenti e dettagli, / stupide eccezioni, / segni dimenticati, / innumerevoli varianti del grigio, / gioco per il gioco / e tu, lacrima del riso”. Per finire con il caro Luzi: “A volte si tocca il punto fermo e impensabile / dove nulla da nulla è più diviso, / né morte da vita / né innocenza da colpa, / e dove anche il dolore è gioia piena” (A volte si tocca il punto fermo e impensabile, in “Su fondamenti invisibili” 1971)