“Verrò e lo guarirò” dice il Signore al centurione che lo prega per il servo malato: il Signore è venuto, viene e verrà per guarire l’umanità malata e sofferente: parole di Massimo Toschi che così salutava gli amici – e io tra loro – in occasione del Natale. Rispondo al suo saluto con un bicchiere di Vino Nuovo. Di Massimo Toschi mi sono già occupato nella pagina CERCO FATTI DI VANGELO elencata sotto la mia foto al capitolo 4 Massimo Toschi politico disabile e giramondo.
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Oggi è la Giornata dei migranti e così ne ha parlato Benedetto a mezzogiorno dalla finestra dello studio: “Milioni di persone sono coinvolte nel fenomeno delle migrazioni, ma esse non sono numeri! Sono uomini e donne, bambini, giovani e anziani che cercano un luogo dove vivere in pace. Sono lieto di rivolgere un cordiale saluto ai rappresentanti delle comunità migranti di Roma, oggi presenti in Piazza San Pietro. Benvenuti!” Il parroco di Santa Maria ai Monti ha ripetuto alla messa delle 19 le vive parole del papa applicando il “benvenuto” ai migranti del quartiere, e la predica era fatta.
Sto seguendo la diretta della visita di Monti al Papa, che mi pare avvenga in perfetto stile tedesco: non ci sono discorsi, non trapela una parola, come faremo noi giornalisti a colorare la pagina? Ma dopo aver incontrato il Papa tedesco, il premier farà visita al Segretario di Stato Tarcisio Bertone e lì, immagino, il rito sarà misto: per metà teutonico e per metà salesiano. E dunque anche noi cronisti avremo il nostro pascolo.
Tramonto dal treno a Castiglion Fiorentino scendendo da Firenze verso Roma. Gli alberelli spogli su una cravatta di rosso a destra, le colline a buio sulla sinistra. Io nel mezzo che non so dove guardare.
Sono a Loppiano, nella Cittadella dei Focolari, per un corso di aggiornamento della diocesi di Fiesole: non c’ero mai stato ed è come se fossi sempre vissuto qui. Buono il vino buono l’olio buono il paesaggio della Valle dell’Arno, liete le facce. Sono arrivato ieri pomeriggio, ho chiesto se c’era don Piero Coda, il preside della Facoltà di teologia Sophia, vecchio amico, e mi hanno detto sta per iniziare la messa nella chiesa santuario della Theotokos. Sono corso là e don Piero stava salutando gli ospiti e ha salutato anche me vedendomi entrare. C’erano ottocento persone, di tutto il mondo, anche giovani e bambini. Tutti rispondevano e cantavano, sembrava di sognare. Io felice come una Pasqua. Poi a cena dal Gen Rosso e infine a dormire alla foresteria di Claritas, dove sono i religiosi.
Il sottosegretario prepagato Carlo Malinconico se ne va malinconicissimo e molti – quasi tutti – ci troviamo a rimuginare una bile di colore nero che più nero non si può e che ci rende chi malancolico, chi malencolico, chi melencolico, chi malinconioso secondo i secoli di appartenenza. Tra le accezioni di “malinconico” l’infaticabile Battaglia registra anche questa: “Che esprime lieve mestizia, muta inquietudine, propensione al vagheggiamento, alla fantasticheria”. Io sono qui.
Una pietra di inciampo (Stolpersteine in tedesco: da un’idea dell’artista tedesco Gunter Demning) è stata posta ieri mattina sul marciapiede di via Urbana davanti all’uscio dell’abitazione contrassegnata con il numero 2, all’angolo con via Caprareccia, che è a circa 80 metri dal portone del palazzo dove abito io. Su di essa è scritto: Qui abitava / don Pietro Pappagallo nato 1888 arrestato 20.1.1944 / assassinato 24.3.1944 / Fosse Ardeatine. Ero presente, c’era una bella folla e sono contento di quella pietra: ve ne sono già 146 a Roma e 27 mila nel mondo. Nel primo commento spiego che sia una “pietra di inciampo”, nel secondo chi sia Pietro Pappagallo.
«Operazioni come quella di Cortina hanno il significato simbolico di una lotta seria all’evasione fiscale. Niente danneggia la percezione dell’Italia all’estero, quanto l’evasione fiscale. Serve un rispetto per la ricchezza e una lotta senza quartiere all’evasione fiscale. Bisogna rispettare la ricchezza che è un valore a condizione che sia il risultato di un merito, di uno sforzo produttivo e di talento. Il profitto del monopolista e di imprese che si arricchiscono alle spalle del consumatore invece deve essere represso. Negli Stati Uniti si va in carcere, in Europa no, ma dobbiamo renderci conto che evadendo le tasse paga l’intera collettività»: così Monti ieri da Fazio. Batto le mani. “Lotta senza quartiere all’evasione fiscale” sono le parole giuste. Aggiungo che le azioni spettacolari sono utilissime: aiutano l’evasore a intendere l’antifona e – soprattutto – aiutano l’elettore a capire chi protegge l’evasore. Per un altro mio grido scomposto “Cortina Cortina” vedi il post del 4 gennaio.
A partire dal 13 novembre 2011 il “Corriere della Sera” ha un supplemento domenicale intitolato LA LETTURA che nella parte alta delle pagine offre brevissimi trafiletti detti in gergo “spilli” affidati a vari autori che li contrassegnano con una propria “testatina” [ovvero: titolo di rubrica] sempre uguale. La mia testatina dice: Due parole in croce. Qui riporto i miei “spilli” elencati dal più recente al più antico. Quello di oggi è intitolato La fede spinge agli ossimori.
Si direbbe che Papa Benedetto voglia riportare il Papato in Italia: ha annunciato ieri la nomina di 18 cardinali elettori e 7 di loro sono italiani (il più noto è l’arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori). In occasione dell’ultimo Concistoro, nel novembre del 2010, ne aveva nominati 20 e 8 erano italiani. Se il Conclave si riunisse tra qualche mese gli italiani sarebbero 30 su 120, pari al 25%, (mentre erano 20 su 117, pari al 17% nel Conclave del 2005). – E’ il facinoroso attacco di un mio articolo pubblicato oggi dal “Corriere della Sera” alle pagine 1 e 23 con il titolo NOMINATI 22 CARDINALI: PIU’ ITALIANI NEL CONCLAVE. Il vaticanista Vecchi è in vacanza e la direzione ricorre al vecchio vaticanista che sono io, il quale si monta la testa a motivo della firma in palchetto e questi sono i risultati.
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