Avremo dunque tre referendum, ne sono contento e immagino che segnerò tre “sì”. Aiutatemi miei bloggers a motivarli, se li condividete. O a ripensarci, se siete per il “no”.
Il blog di Luigi Accattoli Posts
«Quando affidiamo a Dio tutta la nostra vita, allora tutto quello che ci va contro, anche la malattia e la sofferenza, tutto acquista un significato più profondo»: così Karl Golser vescovo di Bolzano Bressanone nella lettera della scorsa Quaresima, con riferimento al veloce morbo di Parkinson che lo sta portando all’invalidità totale. Trovandomi a Merano per una conferenza ho avuto dagli ospiti un aggiornamento sulla condizione del vescovo che il novembre scorso aveva comunicato – con un videomessaggio nel sito della diocesi – la malattia da cui era stato colpito. Nel sito è rintracciabile anche la lettera della Quaresima: una viva meditazione sulla Provvidenza che viene da un vescovo che sta pagando con la vita ogni parola che esce dalla sua bocca. Gli ho dedicato un bicchiere di Vino Nuovo.
Qui ci sono quattro miei figli e una nipote. La foto è stata scattata in Marocco il mese scorso da un altro mio nipote che fa il fotografo nomade e si chiama Luigi come me. Io sono pazzo di loro. E recito questa foto come un “Gloria al Padre”.
Letizia Moratti sconfitta dal ballottaggio ha telefonato ora ora al vincitore Pisapia per congratularsi: è un bel gesto dopo una campagna elettorale che lei aveva imbruttito con la falsa accusa all’avversario di essere stato un ladro d’auto. Io festeggio così, andando a cercare il bene nel male.
Felicità della geografia. Era a scuola la mia materia preferita e poi ho sempre viaggiato. Ho visto il Circolo Polare e la Terra del Fuoco, le Piramidi dell’Egitto e quelle del Messico. Una volta ho sorvolato il Monte Olimpo. Torno ora a Roma in treno da Bassano del Grappa, al termine di un giro di conferenze che mi ha portato a Reggio Calabria e poi in Veneto. Volando da Roma a Reggio ho visto dall’alto lo Stromboli e risalendo da Reggio a Venezia mi sono goduto il Vesuvio. Cielo chiaro. Felicità dei vulcani.
Chiedo aiuto ai visitatori per un articolo che sto scrivendo per la rivista IL REGNO sulla beatificazione di papa Wojtyla: di segnalarmi persone convertite alla fede cristiana, o aiutate a non abbandonarla, o soccorse nella fatica di vivere dalla testimonianza di Giovanni Paolo. Non mi servono i nomi ma solo mini-storie di tre o cinque righe utili a intendere l’accaduto. L’idea è venuta sentendo di non cristiani, o di non credenti, o di cristiani dubbiosi, non praticanti, conviventi, divorziati risposati e simili che raccontano di essere stati aiutati a credere dalla fede del papa polacco. Il volume “Vivi dentro di noi” di Aleksandra Zapotoczny (Mondadori 2011) documenta una ventina di questi casi attestati nel processo di canonizzazione. Ne cerco altri in campo aperto. Partendo magari dalle mini-storie di chi è venuto a Roma per la celebrazione del 1° maggio non essendo o non sentendosi un praticante regolare, o di chi – vivendo ai margini della comunità ecclesiale – già era venuto per l’ultimo saluto a Giovanni Paolo nell’aprile del 2005. Si tratta di un’inchiesta sulla santità diffusiva di papa Wojtyla.
C’era una figlia unica di tre anni e mezzo di nome Federica che chiedeva alla mamma: perchè io sono sola? – Sola? rispondeva la mamma: no, tu non sei sola, con te ci sono i tuoi genitori e per loro sei unica come una principessa. – Uffa mamma, replicava Federica: che me ne importa di essere unica se sono sola?
Ho letto qua e là le inchieste dei giornali sul gran numero di candidati sindaco, di liste e di presenti in lista che si sono sbattuti in queste elezioni e che ora scaldano i ballottaggi. Girando per l’Italia, ovunque si votasse ascoltavo il lamento: “L’amministrazione uscente lascia un disavanzo di cento milioni di euro”. Ma nessuno si intimoriva e tutti confidavano di poter sanare bilanci, strade e monumenti. A Napoli li ho visti che attaccavano i manifesti scavalcando i cumoli della monnezza. E c’erano a suo tempo a Palermo i candidati a prendere il posto del prefetto Dalla Chiesa nel 1982 e dei magistrati Falcone e Borsellino dieci anni dopo. Che straordinario che è l’uomo, nella sua audacia, incoscienza e provvida ambizione.
Credo che non riuscirò mai a spiegare che cosa provo nel fare volontariato all’Ostello Caritas della Stazione Termini: non è solo il rendersi utile per qualcuno che ti fa sentire bene con te stessa, ma ho sopratutto compreso quanto sia facile aprirsi con degli sconosciuti, fidarsi dei tipi “loschi” che di solito per strada si evitano, e ascoltare le loro storie senza pregiudizi. Mi sono iscritta all’attività di volontariato appena l’età me lo permise e non per i crediti o per un buon voto, perchè inizialmente la pensai come un’attività che avrei affrontato solo una volta per esperienza. poi me ne innamorai. E’ l’attacco di un racconto che una mia amica romana – Violeta, 18 anni – ha scritto su mia richiesta. Puoi leggere il seguito nei primi due commenti.
“Se ci votate portiamo i ministeri e togliamo le multe” dice il centrodestra milanese sballottato dagli elettori. Sui ministeri non so dire ma sulle multe sì, chè ogni tanto le becco. Poniamo che la promessa l’avesse fatta Pisapia e proviamo a immaginare il coro degli antagonisti: demagogo, mancanza di senso civico, la sinistra dei centri sociali vuole distruggere quel minimo di disciplina che ancora sussite in città – immagino la musica. Ma se la proposta la fa chi le multe le ha messe? “Se ci aveste votato al primo turno, vi restavano sul groppone, com’era giusto. Ma se ci votate al secondo turno le cancelliamo”. “Come può essere – chiedeva Candido a Pangloss – che in questa città lo stesso voto a quindici giorni di distanza produca effetti così diversi?” – “Codesta si addimanda eterogenesi dei turni, mio caro Candido” fu la risposta di Pangloss pronto come sempre a spiegare ogni come e ogni perchè.

65 Commenti